{"id":213772,"date":"2012-03-20T10:23:50","date_gmt":"2012-03-20T09:23:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=213772"},"modified":"2012-03-21T14:32:13","modified_gmt":"2012-03-21T13:32:13","slug":"don-luciano-massaferro-ecco-il-ricorso-in-cassazione-nuova-lettera-dal-blog-rivolta-alla-chiesa-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/don-luciano-massaferro-ecco-il-ricorso-in-cassazione-nuova-lettera-dal-blog-rivolta-alla-chiesa-cattolica\/","title":{"rendered":"Don Luciano Massaferro, ecco il ricorso in Cassazione: nuova lettera dal blog rivolta alla Chiesa Cattolica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> E\u2019 stato depositato il 29 febbraio scorso il ricorso in Cassazione presentato dai legali di Don Luciano Massaferro contro la sentenza della Corte di Appello di Genova del 18 novembre 2011 che aveva confermato la condanna in primo grado del sacerdote alassino a sette anni e 8 mesi di reclusione. In 61 pagine l\u2019avvocato Mauro Ronco, del foro di Torino, ha motivato la richiesta alla Suprema Corte di scagionare il prete di Alassio dalle accuse di abusi sessuali su una chierichetta di 12 anni. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_392\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_392\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sette i punti della difesa presi in esame nel documento giudiziario: inosservanza ed erronea applicazione della legge processuale e per vizio della motivazione con riferimento alla violazione del diritto di difesa e del diritto al contraddittorio dell\u2019imputato; l\u2019omessa considerazione delle prove raccolte dalla difesa tese a discolpare don Lu; l\u2019assoluta inadeguatezza metodologica dell\u2019indagine psicologica condotta sulla minore, nonch\u00e9 alla erronea valutazione dell\u2019attitudine della stessa, sotto il profilo intellettivo ed affettivo; l\u2019omessa valutazione dell\u2019attendibilit\u00e0 oggettiva della minore, sotto i diversi profili dell\u2019incostanza dichiarativa, dell\u2019incongruit\u00e0 dell\u2019approccio dichiarativo con le altre bambine e dell\u2019illogicit\u00e0 intrinseca del discorso; in appello non sono state prese in esame le rimostranze della difesa in merito ai criteri di attendibilit\u00e0 della testimonianza della minore; la deposizione della minore nell\u2019incidente probatorio non sarebbe stata inquinata dal contatto suggestivo intrattenuto con l\u2019assistente di Polizia che l\u2019aveva sentita e incoraggiata in una precedente audizione; infine la mancanza assoluta e illogicit\u00e0 della motivazione con riferimento all\u2019assunto \u2013 che costituirebbe un riscontro dell\u2019attendibilit\u00e0 della minore \u2013 secondo cui l\u2019imputato avrebbe deciso di \u201cdistruggere i registri\u201d o di farli scomparire \u201csuccessivamente\u201d.<\/p>\n<p>Intanto sul suo blog il prete alassino ha pubblicato una nuova lettera che, questa volta, non affronta questioni direttamente legate all\u2019aspetto giudiziario, una missiva datata 11 marzo (803\u00b0 giorno di detenzione) e che ha come incipit un riferimento a S. Agostino: \u201cAmiamo il Signore, Dio nostro; amiamo la sua Chiesa! Amiamo lui come padre, amiamo la Chiesa come madre\u2026\u201d. <\/p>\n<p>\u201cCome sapete sono un sacerdote innamorato della Chiesa, la sento da sempre Madre nel senso pi\u00f9 pieno della parola, le sue \u201crughe\u201d non mi impediscono di vederne trasparire la bellezza,  l\u2019infaticabile opera di promozione umana fatta nel corso dei secoli e l\u2019attuale lavoro silenzioso di tanti confratelli impegnati a servizio dei pi\u00f9 poveri in condizioni spesso di grande disagio. Questa Chiesa che amo, come dicevo, nonostante il dolore per le rughe del peccato commesso dagli uomini che hanno agito nel corso dei secoli a suo nome, ritengo debba essere difesa, pur nel rispetto della verit\u00e0 oggettiva, anche perch\u00e9 mi pare che in questo ultimo periodo il mondo cattolico non stia certo brillando per iniziative concrete, radicali, veloci e soprattutto trasparenti\u201d scrive don Lu.<\/p>\n<p>\u201cLa mia riflessione si muove in due direzioni, tra loro complementari, unite da una premessa. La premessa \u00e8 che ovviamente di fronte a ministri di culto (ma ovviamente a chiunque) implicati in provate condizioni di colpevolezza, la tolleranza sul loro comportamento sia pari a zero. Non credo necessario spendere altre parole in merito. Che il rispetto verso i bambini sia un valore sacro \u00e8 uno di quei pensieri che, almeno nel nostro paese, pare assodato seppur troppo spesso soltanto a livello di concetto. Vengo dunque alla prima riflessione: ferma condanna dei comportamenti delittuosi. Le persone che incontro esprimono un vero e proprio grido nei confronti di coloro che hanno responsabilit\u00e0 nel contrastare fenomeni aberranti come la violenza sui minori: il primo passo perci\u00f2  credo consista nel fare in modo che  certi comportamenti non possano pi\u00f9 accadere, fermando senza indugio le persone colpevoli, senza per\u00f2 dimenticare la differenza tra peccato e peccatore, lavorando quindi anche ad un profondo \u201criequilibrio\u201d della persona condannata\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA mio modesto avviso l\u2019abuso  sui minori \u00e8 un comportamento  fortemente  deviato  e pertanto necessita di cure specifiche, di un  serio  intervento a livello medico-psicologico, senza trovare sempre la solita scusa della mancanza di fondi. Lo sconto di una  giusta  pena non pu\u00f2 essere pertanto disunito da un intervento pi\u00f9 ampio; parcheggiare per anni in carcere i colpevoli di tali delitti, senza occuparsi minimamente di intervenire per evitare  comportamenti recidivi, \u00e8  invece  quanto accade molto spesso nelle sovraffollate carceri italiane\u201d prosegue il prete alassino nella sua lettera.<\/p>\n<p>\u201c\u2026Connotare l\u2019espiazione della pena come un internamento in stile \u201callevamento intensivo\u201d \u00e8 una strada che non ha futuro; persino i maiali, secondo le normative della comunit\u00e0 europea, hanno diritto ad almeno tre metri quadrati di spazio perch\u00e9 si eviti la denuncia di maltrattamento..\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA  fronte della ferma condanna di comportamenti inqualificabili credo ci si debba dunque seriamente impegnare anche a difendere chi non c\u2019entra con i crimini sopra citati; il mettere uno in galera, tanto per calmare lo sdegno della popolazione, \u00e8 una tattica tanto frequente quanto avvilente, almeno per uno stato che ambisce alla democrazia e al garantismo. L\u2019espiazione della pena dovrebbe, anche in Italia, essere fatta da chi ha commesso il delitto per cui \u00e8 stato chiamato in giudizio e dichiarato colpevole dopo il terzo grado di giudizio. Non si tratta di una linea di pensiero nuova, infatti oltre che essere stata applicata in passato anche nel nostro paese, trova le sue radici gi\u00e0 nella storia antica del popolo di Israele. A questo riguardo  vorrei richiamare un passo del libro del Profeta Ezechiele (cap. 18): \u201cSe il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l\u2019iniquit\u00e0 e a causa di questa muore, egli muore appunto per l\u2019iniquit\u00e0 che ha commessa\u201d. Questo profeta  scrisse in un periodo storico datato intorno al VI sec. a.c. nel contesto drammatico dell\u2019esilio a Babilonia del popolo di Israele. Si era quindi passati da una nozione di \u201ccolpa collettiva\u201d a quella di \u201ccolpa personale\u201d, permettendo un sostanziale quanto decisivo progresso in materia di morale\u201d.  <\/p>\n<p>\u201cTerza riflessione: azione concreta e trasparente. Colpevoli condannati, innocenti difesi, ma cosa fare subito? Davanti a questo immane scandalo che ha scosso cos\u00ec tanto la Chiesa Cattolica in questi ultimi anni, mi pare doveroso fare prontamente chiarezza, onde evitare pericolosi fraintendimenti. L\u2019alternativa di uno stillicidio di casi veri o presunti sinceramente mi pare funesta. Potrebbe  generare nell\u2019opinione pubblica l\u2019idea che i ministri di culto cattolico siano in maggioranza un\u2019accozzaglia di pervertiti, liberi di delinquere ad ogni pi\u00e8 sospinto, e questo non credo sia il messaggio corretto da annunciare ai cittadini. Le  attuali  posizioni bibliche alla \u201cPonzio Pilato\u201d (me ne lavo le mani) o  alla \u201cCaifa\u201d (meglio sacrificare uno per salvare altri) ritengo non portino alla lunga nessun beneficio. Sarebbe importante che le Autorit\u00e0 Ecclesiastiche dessero conto, Diocesi per Diocesi, della situazione relativa alle inchieste giudiziarie e alle eventuali condanne di sacerdoti per ogni singola Diocesi. Con ci\u00f2 emergerebbero con chiarezza sia i casi di responsabilit\u00e0 dimostrati per prove oggettive o per la confessione dei sacerdoti. Risulterebbero anche i casi in cui ai sacerdoti sono state mosse false accuse. Nei casi in cui mancassero assolutamente prove oggettive sarebbe opportuno pubblicare gli atti del processo, ivi comprese le difese degli accusati. Una grave ingiustizia, provocata dal clamore dei mass media, sta nel fatto che le prove a difesa non vengono mai fatte conoscere all\u2019opinione pubblica. Da questa operazione, volta a fare chiarezza, emergerebbe anche il ristrettissimo numero di sacerdoti effettivamente colpevoli di atti di abuso, nonostante le false apparenze provocate dal clamore dei media.Infine, per quanto mi riguarda personalmente, se in Cassazione stabiliranno che devo pagare il conto per le colpe altrui, avrei almeno la misera soddisfazione di sapere chi \u201cringraziare\u201d! Nella speranza che le mie parole non vengano fraintese, e ancor peggio strumentalizzate al fine di un inesistente attacco alla Chiesa Cattolica, vi abbraccio caramente\u201d conclude don Lu.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ricorso_cassazione.pdf\">Ecco il ricorso in Cassazione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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