{"id":213441,"date":"2012-03-14T17:33:02","date_gmt":"2012-03-14T16:33:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=213441"},"modified":"2012-03-15T09:08:07","modified_gmt":"2012-03-15T08:08:07","slug":"si-rifornivano-di-cocaina-ad-albenga-sei-richieste-di-condanna-per-loperazione-last-blow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/si-rifornivano-di-cocaina-ad-albenga-sei-richieste-di-condanna-per-loperazione-last-blow\/","title":{"rendered":"Si rifornivano di cocaina ad Albenga: sei richieste di condanna per l&#8217;operazione &#8220;Last Blow&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Imperia.<\/strong> Davanti al gup Ottavio Colamartino, di Imperia, si \u00e8 chiusa oggi con la richiesta di 6 condanne, la requisitoria del pubblico ministero Alessandro Bogliolo al processo per l\u2019operazione antidroga dei carabinieri (battezzata \u201cLast Blow\u201d), che il 20 agosto del 2011 port\u00f2 in carcere in totale otto persone. Di seguito le richieste: Silvio Credaro, 30 anni, imperiese (6 anni 8 mesi e 35mila euro); Giuseppe Seminerio , 30 anni, palermitano di origine, ma residente a Imperia (6 anni 8 mesi e 35mila euro); Maurizio Milea , 41 anni, manovale imperiese (6 anni e 2 mesi e 30mila euro); Alessandro Malaspina, 39 anni, agricoltore di Dolcedo (4 anni e 8 mesi e 30mila euro) e Massimo Drago, 40 anni, di Chiusavecchia (2 anni e 10mila euro). E\u2019 stata, poi, stralciata la posizione di Elisabetta Murrai, che ha scelto la via del patteggiamento.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_863\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_863\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019indagine prese le mosse, nel febbraio del 2010, quando i carabinieri notarono un insolito viavai intorno al salone di bellezza \u201cArtemia\u201d, di via De Marchi, di propriet\u00e0 di Seminerio. In particolare, tanti entravano nell\u00b4attivit\u00e0 commerciale e ne uscivano, dopo pochi minuti, senza mostrare i segni di alcun intervento estetico. La successiva attivit\u00e0 di osservazione permise, poi, di legare il nome di Seminerio a quello di Credaro. I due, talvolta insieme, a volte da soli, erano soliti fare troppe volte la spola con Albenga \u2013 anche quattro volte nella stessa serata \u2013 dove andavano a rifornirsi di cocaina da due marocchini, anche loro arrestati. Poi, rivendevano la droga nel centro estetico oppure la consegnavano al domicilio di alcuni consumatori o piccoli spacciatori che a loro volta la rivendevano.<\/p>\n<p>Fra questi: Milea, che oltre a spacciare la cocaina di Seminerio e Credaro, si riforniva di eroina da Malaspina. Nel corso dell\u2019indagine, peraltro, \u00e8 emerso che il duo Seminario-Credaro, per far fronte alle numerose richieste di stupefacente, talvolta si approvvigionavano anche da due albanesi, arrestati dai carabinieri, nel marzo 2010, con 35 grammi di cocaina. Il nome di Seminerio era gi\u00e0 emerso nelle indagini condotte fra il 2006 ed il 2008 quando, con le operazioni \u201cFilo d\u2019Arianna\u201d e \u201cbeautiful Life\u201d \u2013 che portarono, rispettivamente a: 22 e 7 arresti \u2013 i carabinieri sgominarono un\u2019altra organizzazione dedita allo spaccio di cocaina.<\/p>\n<p>All\u2019epoca, per\u00f2, il suo nome risultava fra i consumatori dello stupefacente: il vuoto venutosi a creare sul lato dell\u00b4 \u201cofferta\u201d con gli arresti precedenti deve averlo spinto a cercare di colmare questa assenza inducendolo a trasformarsi da mero consumatore in spacciatore. Con non molta fortuna, visto non solo l\u00b4esito giudiziario, ma anche il fatto che da qualche mese era rientrato nella nat\u00eca Lercara Friddi, dove aveva aperto un esercizio di parrucchiere, costretto, pare, da un po\u00b4 troppi debiti insoluti nel giro dello stupefacente.<\/p>\n<p>In collaborazione con Riviera24.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imperia. Davanti al gup Ottavio Colamartino, di Imperia, si \u00e8 chiusa oggi con la richiesta di 6 condanne, la requisitoria del pubblico ministero Alessandro Bogliolo al processo per l\u2019operazione antidroga dei carabinieri (battezzata \u201cLast Blow\u201d), che il 20 agosto del 2011 port\u00f2 in carcere in totale otto persone. 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