{"id":213238,"date":"2012-03-12T15:40:40","date_gmt":"2012-03-12T14:40:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=213238"},"modified":"2012-03-13T10:00:44","modified_gmt":"2012-03-13T09:00:44","slug":"caso-drocchi-scavoter-e-cement-bit-interdette-per-9-mesi-dagli-appalti-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/caso-drocchi-scavoter-e-cement-bit-interdette-per-9-mesi-dagli-appalti-pubblici\/","title":{"rendered":"Caso Drocchi: ScavoTer e Cement Bit interdette per 9 mesi dagli appalti pubblici"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Nove mesi di interdizione a trattare con la pubblica amministrazione e un importo di 40 mila euro sequestrato \u201cper equivalente\u201d. E\u2019 questa la decisione presa dal gip del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi nei confronti della ditta Scavo-Ter di cui \u00e8 amministratore Pietro Fotia, che a suo tempo era stato arrestato e il cui nome era finito nel registro degli indagati nel contesto dell\u2019operazione \u201cDumper\u201d che aveva portato in manette anche il capo dell\u2019ufficio tecnico di Vado Roberto Drocchi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_947\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_947\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nell\u2019ambito di quell\u2019inchiesta il pm Ubaldo Pelosi, il primo marzo scorso, aveva chiesto al gip di adottare la misura dell\u2019interdizione dalle gare pubbliche (un provvedimento cautelare previsto dal decreto legge 231 del 2001 che si applica nel caso di illeciti amministrativi dipendenti da reato, commessi da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo di un\u2019azienda) per la Scavo-Ter e per altre due ditte che secondo l\u2019accusa erano coinvolte nel giro di mazzette al comune di Vado Ligure, la Edil Ambrosiani e la Cemen Bit. <\/p>\n<p>Richiesta che, dopo un\u2019analisi delle carte, \u00e8 stata accolta dal giudice Giorgi per l\u2019azienda di Fotia e per la Cement Bit, ma non per la Edilambrosiani. Quest\u2019ultima infatti, nel frattempo, avrebbe preso provvedimenti tali da impedire il rischio di reiterazione del reato che avrebbe giustificato l\u2019esigenza di adottare la misura interditiva. I difensori della ditta di Pietro Fotia, gli avvocati Tiziana Parenti e Giovanni Ricco, avevano sostenuto che la richiestadi misura non fosse giustificata in quanto il caso \u00e8 legato a Drocchi e quindi, a loro giudizio, non sussisteva il pericolo di reiterazione del reato.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ambito dell\u2019udienza ad hoc del primo marzo il pm aveva chiesto anche il \u201csequestro per equivalente\u201d degli importi dei lavori appaltati, secondo l\u2019accusa, come conseguenza della corruzione. Nel caso di Scavo-Ter si trattava appunto di 40 mila euro (il Comune di Vado aveva infatti \u2013 sempre secondo la Procura \u2013 pagato 85 mila euro un intervento che ne valeva 45 mila), la differenza tra l\u2019importo versato ed il valore dell\u2019appalto. <\/p>\n<p>La Procura di Savona avevaa ufficializzato la richiesta di sequestro per equivalente anche per le altre due aziende, ma dopo le memorie presentate dai rispettivi difensori (gli avvocati Amedeo Caratti, Massimo Badella, Marco Fazio e Gianni Scella) il pubblico ministero aveva deciso di revocare la richiesta: era emerso infatti che Cemen-Bit e Edil-Ambrosiani avevano stornato i pagamenti ricevuti dal Comune per gli appalti ottenuti, eliminando alla radice il presunto \u201cutile\u201d su cui si sta indagando. <\/p>\n<p>Intanto gli accertamenti della Procura sull\u2019indagine relativa a Roberto Drocchi, che aveva scoperto un giro di fatture false e appalti pilotati per le ditte \u201camiche\u201d, oltre che di sponsorizzazioni sportive correlate allo scambio di favori, continua. Non \u00e8 da escludere che nelle prossime settimane dal palazzo di giustizia vengano presi altri provvedimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Nove mesi di interdizione a trattare con la pubblica amministrazione e un importo di 40 mila euro sequestrato \u201cper equivalente\u201d. 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