{"id":213190,"date":"2012-03-12T08:25:29","date_gmt":"2012-03-12T07:25:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=213190"},"modified":"2012-03-12T15:52:08","modified_gmt":"2012-03-12T14:52:08","slug":"diffamazione-la-casa-della-legalita-a-melgrati-semmai-e-lui-a-dover-chiedere-scusa-a-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/diffamazione-la-casa-della-legalita-a-melgrati-semmai-e-lui-a-dover-chiedere-scusa-a-noi\/","title":{"rendered":"Diffamazione, la Casa della Legalit\u00e0 a Melgrati: &#8220;Semmai \u00e8 lui a dover chiedere scusa a noi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio.<\/strong> La causa per diffamazione intentata dal consigliere regionale Pdl Marco Melgrati contro Christian Abbondanza e la Casa delle Legalit\u00e0 \u2013 e che \u00e8 partita da un video, finito on line, e dal titolo \u201cAlassio, il regno di Melgrati, dove il cemento cola\u201d, in cui si mette in dubbio la trasparenza dell\u2019operato dell\u2019allora sindaco alassino \u2013 prosegue al di fuori delle aule dei tribunali con un acceso botta e risposta tra i contendenti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_963\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_963\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_963').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_963\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A lanciare un messaggio diretto ad Abbondanza era stato proprio Melgrati che, a seguito dell\u2019udienza dell\u20198 marzo scorso, ventilava l\u2019ipotesi di ritirare la propria denuncia nel caso in cui il portavoce della Casa della Legalit\u00e0 gli avesse reso pubbliche scuse. Di qui, la risposta.  <\/p>\n<p>\u201cL\u2019udienza che si \u00e8 tenuta l\u20198 marzo era un\u201dudienza filtro\u2019 dove quella che \u00e8 necessaria \u00e8 la presenza dei legali e del querelante, cio\u00e8 lui \u2013 esordisce Abbondanza in una nota firmata anche dai suoi colleghi Castiglion e D\u2019Agostino \u2013 Melgrati, con la sua dichiarazione, dimostra ancora una volta di parlare di cose che non conosce, come purtroppo ci ha abituato ogni qualvolta parli dei molteplici procedimenti penali che lo riguardano. Quindi a \u2018brillare per l\u2019assenza\u2019 non \u00e8 stato certo il presidente della Casa della Legalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNoi dovremmo chiedere scusa a lui perch\u00e9 il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, aveva fatto il suo nome tra gli \u2018indegni\u2019 eletti alle ultime elezioni regionali, e che vennero \u2013 quindi \u2013 riportati sulle pagine nazionali del quotidiano \u2018La Repubblica\u2019? Noi abbiamo semplicemente ripreso, nel video e nell\u2019articolo tali informazioni pubbliche e nulla ci siamo inventati. Cos\u00ec come mai abbiamo detto o scritto che sia un iscritto alla massoneria\u2026 quindi anche qui: perch\u00e9 scusarci di una cosa che non abbiamo fatto?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI molteplici procedimenti a suo carico, per le vicende edilizie ad Alassio, quando da un lato era sindaco e dall\u2019altro progettista ed architetto, sono una costante presso il Palazzo di Giustizia di Savona \u2013 si legge ancora nella nota \u2013 Dovremmo scusarci noi se nella sua attivit\u00e0 (amministrativa e professionale) vi sono stati molteplici e ripetuti episodi degni dell\u2019azione penale della Procura? Non scherziamo!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEd ancora: \u00e8 colpa nostra se il nucleo interforze, coordinato dalla Prefettura, negli accessi antimafia, ha riscontrato problematiche nell\u2019ambito dei lavori di costruzione dello stadio di Alassio? O, ancora, \u00e8 colpa nostra, se alla segreteria generale del Comune di Alassio \u00e8 stato chiamato ad operare, dalla sua amministrazione, l\u2019ex segretario e direttore generale del Comune di Gioia Tauro (sciolto perch\u00e9 piegato a garantire gli interessi dei Piromalli), ovvero quel Giuseppe \u201cPino\u201d Strangi, che negli Atti dell\u2019Antimafia calabrese (SCO e DDA di Reggio Calabria), e non da noi, \u00e8 indicato come esempio della pratica omertosa? Oppure, \u00e8 ancora colpa nostra se la DIA di Torino \u00e8 recentemente andata a far visita agli Uffici Comunali di Alassio per la pratica relativa al Grand Hotel che \u00e8 stata, senza ombra di dubbio alcuno, un\u2019operazione del Melgrati sindaco?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn ultimo: \u00e8 colpa nostra se era un assiduo frequentatore delle feste, insieme al pm Alberto Landolfi, presso la villa del notaio Elpidio Valentino, che \u00e8 risultato, dall\u2019indagine della Squadra Mobile di Savona e della Procura savonese, uno dei principali soggetti che operavano per permettere le illecite condotte di riciclaggio all\u2019organizzazione del boss Antonio Fameli, uomo dei Piromalli legato a Carmelo \u201cNino\u201d Gullace?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSulla questione Massoneria \u2013 precisano ancora gli esponenti della Casa della Legalit\u00e0 \u2013 noi non abbiamo mai, come gi\u00e0 ricordato, indicato una partecipazione a tale sodalizio riservato del Melgrati. In merito ad Alassio (non di Melgrati) abbiamo parlato di Massoneria in riferimento ad un dato emerso dalle perquisizioni presso gli stabilimenti balneari, effettuate nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta sulle concessioni della societ\u00e0 del Comune di Alassio durante l\u2019amministrazione Melgrati, visto e considerato che la Polizia Giudiziaria ha rinvenuto in quegli stabilimenti balneari vari oggetti dei rituali massonici\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSuvvia, come abbiamo detto ci vediamo in dibattimento (non all\u2019udienza filtro)\u2026 dove sar\u00e0 nostra cura dimostrare la correttezza di quanto da noi detto, scritto e pubblicato (ivi compreso chiedere di sentire come testimone il vice-presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ad esempio). Quindi: di quale scuse parla nel suo comunicato stampa Melgrati proprio non si capisce. A meno che non intendesse dire che \u00e8 pronto lui, Marco Melgrati, a chiedere scusa a noi, Casa della Legalit\u00e0, per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione \u201cpro\u201d Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli \u2018squallidi\u2019 ed \u2018infami'\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIn questo caso faccia le scuse pubbliche e dichiari quanto \u00e8 disposto a donare per le attivit\u00e0 antimafia della Casa della Legalit\u00e0, o, se preferisce, quanto \u00e8 disponibile a donare al Wwf di Savona che, in questi anni, ha dovuto impegnare molteplici energie per difendere il territorio di Alassio dalle colate di cemento. Noi se vedremo che \u00e8 sincero, valuteremo se ritirare la querela che abbiamo presentato nei suoi confronti e se possiamo anche accettare la remissione della sua querela nei nostri confronti, evitandogli di perdere in dibattimento\u201d, conclude la nota.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. 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