{"id":212978,"date":"2012-03-08T17:04:47","date_gmt":"2012-03-08T16:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=212978"},"modified":"2012-03-09T10:09:07","modified_gmt":"2012-03-09T09:09:07","slug":"operazione-carioca-domani-i-primi-interrogatori-fameli-ciccione-e-magino-dal-gip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/operazione-carioca-domani-i-primi-interrogatori-fameli-ciccione-e-magino-dal-gip\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Carioca&#8221;, domani i primi interrogatori: Fameli, Ciccione e Magino dal gip"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Inizier\u00e0 domani mattina la &#8220;sfilata&#8221; davanti al gip Donatella Aschero di alcuni dei volti coinvolti nell&#8217;indagine relativa all&#8217;operazione &#8220;Carioca&#8221; condotta dalla Squadra Mobile e dalla Procura di Savona e che ieri ha portato all&#8217;arresto del noto imprenditore calabrese Antonio Fameli, 74 anni, da tempo residente a Loano dove aveva creato un piccolo impero. <\/p>\n<p>I primi ad essere interrogati dal giudice saranno proprio la tre persone colpite da ordinanza di custodia cautelare: Antonio Fameli, la sua convivente Clara Juana Magino Soculaya, di 42, peruviana (alla quale sono stati concessi i domiciliari) e Carlo Ciccione, 63, di Cisano sul Neva, ex commercialista con studio a Imperia, che secondo l&#8217;accusa avrebbe gestito gli aspetti contabili e finanziari delle societ\u00e0 italiane e straniere controllate da Fameli.<\/p>\n<p>I tre, che saranno accompagnati in tribunale dai loro legali, potranno anche decidere di non rispondere alle domande del gip. Le accuse contestate agli indagati dalla Procura (a vario titolo ed in concorso) sono di riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, reati tributari, attivit\u00e0 abusiva di intermediazione finanziaria, falso in atti notarili e associazione per delinquere.<\/p>\n<p>Oltre a Fameli, la convivente e il commercialista, nell&#8217;inchiesta sono indagati anche il figlio dell&#8217;imprenditore, Serafino, che si trova in Brasile ed altre dodici persone tra cui diversi professionisti: il notaio alassino Elpidio Valentino (interdetto dall\u2019attivit\u00e0 professionale su richiesta della Procura), l\u2019ex carabiniere di Torino Giuseppe Carelli, la segretaria di Fameli, Maria Antonietta Barile, Fabio Domenicale, accusato di essere un prestanome che agiva per conto di Fameli in varie societ\u00e0 e attivit\u00e0 finanziarie (nei confronti del quale \u00e8 stata applicata la misura dell&#8217;obbligo di dimora). <\/p>\n<p>Tra gli altri risultano indagati ancora una presunta prestanome di Fameli, Carla Capello (per lei \u00e8 stato disposto l\u2019obbligo di dimora), l\u2019avvocato varazzino Claudia Marsala, il notaio, sempre di Varazze, Domenico Manuti, la figlia di Fameli, Giuseppina detta Rita, l\u2019amministratore della sala giochi &#8220;Casin\u00f2 Royale&#8221; di Loano Dario Chiotti, il titolare di un\u2019impresa di movimento terra di Albenga, Giorgio Rossello, accusato a sua volta di essere un prestanome dell\u2019imprenditore, Andrea Grollero, collaboratore nello studio del notaio Valentino, e Roberto Genova, direttore dell\u2019ufficio postale di Ceriale (interdetto dal gip dall\u2019attivit\u00e0 di intermediatore finanziario), che, tramite il suo legale, l&#8217;avvocato Rocco Varaglioti, si \u00e8 gi\u00e0 dichiarato estraneo alla vicenda.<\/p>\n<p>Il giorno dopo l&#8217;esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare dalla Procura non trapelano nuovi particolari sull&#8217;inchiesta, che era cominciata quasi un anno fa (ad ottobre c&#8217;erano gi\u00e0 state diverse perquisizioni). Il Procuratore Francantonio Granero ha espresso &#8220;sobria soddisfazione&#8221; per l&#8217;importante operazione portata avanti dalla Squadra Mobile in concerto con la magistratura. Da palazzo di giustizia hanno sottolineato come questa fosse un&#8217;inchiesta &#8220;economica&#8221; e tutt&#8217;altro che semplice.<\/p>\n<p>Tutto era iniziato da un\u2019accusa di usura rivolta a Fameli da un\u2019albergatrice di Loano che nel 2006, a fronte di un prestito di 10 mila euro, aveva dovuto pagarne seicento di interessi. Il tutto, secondo la Procura, con un &#8220;passamano&#8221; di assegni tra l\u2019albergatrice, una terza persona e Fameli. La settimana scorsa l\u2019imprenditore e la presunta complice, proprio per questo episodio, sono stati rinviati a giudizio (il processo il 24 settembre).<\/p>\n<p>Da l\u00ec \u00e8 partito un complesso lavoro che ha portato ad indagare sul patrimonio immobiliare di Fameli, sul meccanismo di prestanome e sui vorticosi passaggi di propriet\u00e0 immobiliari e di quote tra societ\u00e0 sempre diverse, e spesso domiciliate all\u2019estero, che secondo l\u2019accusa servivano ad aggirare le normative antiriciclaggio. Tra le altre ipotesi di reato contestate, secondo gli investigatori c\u2019\u00e8 il &#8220;trasferimento fraudolento di valori&#8221;, per non comparire come reale proprietario di beni immobili, societ\u00e0, aziende e attivit\u00e0 economiche riconducibili a Fameli e delle quali \u00e8 stata accertata, in passato, la provenienza illecita (le truffe commesse nella met\u00e0 degli Anni 90 e la bancarotta fraudolenta per il crack di Immobiliare 90 Srl (un miliardo e 600 milioni di lire) e l\u2019attivit\u00e0 abusiva di intermediazione finanziaria con il recupero di fondi da destinare a investimenti all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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