{"id":212526,"date":"2012-03-02T10:06:56","date_gmt":"2012-03-02T09:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=212526"},"modified":"2012-03-02T13:21:09","modified_gmt":"2012-03-02T12:21:09","slug":"varazze-ricorda-lanti-schettino-alpini-in-riviera-per-il-comandante-gerolamo-delfino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/varazze-ricorda-lanti-schettino-alpini-in-riviera-per-il-comandante-gerolamo-delfino\/","title":{"rendered":"Varazze ricorda l'&#8221;anti-Schettino&#8221;: alpini in Riviera per il comandante Gerolamo Delfino"},"content":{"rendered":"<p>A <strong>Varazze<\/strong> il 18 marzo gli alpini e gli artiglieri provenienti da tutta Italia ricorderanno il comandante Gerolamo Delfino presso il Molo a lui dedicato. Un anti-Schettino, se volessimo rendere pi\u00f9 &#8220;moderna&#8221; la sua memoria, che il 27 marzo 1942, grazie al suo coraggio, salv\u00f2 275 naufraghi del Galilea attaccato da un sommergibile inglese (in totale i soldati a bordo erano 1300).<\/p>\n<p>&#8220;Da oltre 50 giorni assistiamo alle vicende riferite all&#8217;incredibile affondamento della nave da Crociera Concordia che \u00e8 andata a cozzare contro uno scoglio &#8211; dice Luigi Bertino, dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini &#8211; Una brutta storia per la marineria italiana che oltre i lutti causati penalizza l&#8217;immagine e l&#8217;economia dell&#8217;Italia. In attesa di processi e sentenze, la cronaca e il gossip attribuiscono buona parte della responsabilit\u00e0 al comportamento del comandante di quella fantasmagorica citt\u00e0 galleggiante dove dormire \u00e8 tempo sprecato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Settantanni fa alla mezzanotte del 27 marzo 1942 sulla nave Galilea 1300 soldati, in maggior parte alpini del Battaglione Gemona e di reparti servizio della Iulia, rimpatriavano dall&#8217;Albania e dormivano in maggior parte sui ponti, in quanto i posti in cabina erano solo 450 &#8211; \u00e8 l&#8217;inizio del racconto di Bertino &#8211; Il mare era forza sei i soldati sul ponte dormivano sotto la tempesta avvolti nelle mantelle e coperte inzuppate quando un siluro sparato da un sommergibile inglese squarci\u00f2 il Galilea che inizi\u00f2 a inclinarsi e sbandare. Le scialuppe di salvataggio, gi\u00e0 insufficienti, erano per la met\u00e0 inservibili per l&#8217;inclinazione, molti soldati dai ponti volarono in mare, la nave affond\u00f2 con il suo Capitano Stagnaro che rimase al suo posto. Giulio Bedeschi in &#8216;Centomila gavette di ghiaccio&#8217; ha fatto una descrizione realistica e indimenticabile di quello strazio, i 275 superstiti hanno testimoniato storie commoventi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I superstiti dovettero la loro salvezza alla decisione coraggiosa del Capitano Gerolamo Delfino comandante del &#8216;Mosto&#8217; uno dei cacciatorpedinieri di scorta del convoglio italiano &#8211; racconta ancora Bertino &#8211; Nonostante l&#8217;ordine tassativo di abbandonare le posizioni in caso di attacco nemico, il Capitano Delfino quando vide quei ragazzi imploranti annaspare e annegare dette l&#8217;ordine &#8216;vira de bordu&#8217; (avviciniamoci) ed alle perplessit\u00e0 dei suoi collaboratori &#8216;&#8230;ma Comandante&#8230;&#8217; questi rispose &#8216;lo so ci sar\u00e0 la corte marziale, ora soccorriamoli, mi assumo tutte le responsabilit\u00e0&#8217;. Nel soccorso furono issati a bordo e salvati 275 naufraghi: alpini, marinai, fanti, bersaglieri, carabinieri e prigionieri politici greci. Il Capitano Delfino processato per insubordinazione, fu poi prosciolto dopo aver dimostrato che scaricando bombe di profondit\u00e0 dal Mosto era stato colpito e allontanato il sommergibile nemico ancora in agguato&#8221;.<br \/>\n&#8220;Da 70 anni gli alpini nel mese di marzo commemorano i caduti del Galilea in molti comuni in particolare del Friuli e del parmense, luoghi di reclutamento del Gemona, con la presenza di alcuni reduci del naufragio, molte volte \u00e8 stato presente anche il Comandante Delfino che molti superstiti lo chiamavano &#8216;secondo pap\u00e0&#8217;. I superstiti furono pi\u00f9 volte ospiti degli alpini di Varazze, molto numerosi parteciparono nel 1987 quando portarono tra i loro parenti anche i pronipoti, quattro generazioni che dovevano l&#8217;esistenza a quel Comandante. Domenica 4 marzo a Chions (PN) saranno commemorati i caduti del Galilea e saranno presenti ancora quattro superstiti qui sono anche stati invitati gli alpini di Varazze con la figlia del comandante Delfino, Caterina, e il sindaco di Varazze con il gonfalone, sabato 3 presso il comune di Gemona, di cui era cittadino onorario il Delfino, ci sar\u00e0 il ricevimento della delegazione Varazzina che prima avr\u00e0 visitato il Sacrario di Cargnacco&#8221;.<\/p>\n<p>A Varazze, appunto, il 18 marzo gli alpini e gli artiglieri provenienti da tutta Italia ricorderanno questo coraggioso comandante Delfino. Perch\u00e8 non si dimentichi la memoria di questo illustre Comandante la famiglia Delfino ed il comune di Varazze hanno pubblicato, a cura del professor GianLuigi Bruzzone: &#8216;Il comandante Gerolamo Delfino, eroe del nostro tempo&#8217;. &#8220;Bisogna riconoscere che il titolo \u00e8 appropriato, specialmente nel nostro tempo, una Uomo da ricordare anche se non ne sentiremo parlare&#8221;, conclude Bertino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Varazze il 18 marzo gli alpini e gli artiglieri provenienti da tutta Italia ricorderanno il comandante Gerolamo Delfino presso il Molo a lui dedicato. 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