{"id":212362,"date":"2012-02-29T12:53:42","date_gmt":"2012-02-29T11:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=212362"},"modified":"2012-02-29T18:32:42","modified_gmt":"2012-02-29T17:32:42","slug":"savona-calcio-al-capolinea-tra-gioie-e-troppi-dolori-gli-scenari-possibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/savona-calcio-al-capolinea-tra-gioie-e-troppi-dolori-gli-scenari-possibili\/","title":{"rendered":"Savona Calcio al capolinea tra gioie e troppi dolori: gli scenari possibili"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Una stagione che, prima di Natale, sembrava destinata a finire nel peggiore dei modi: crisi societaria, niente pi\u00f9 soldi e fallimento. Invece dopo la tempesta per il Savona Calcio era tornato il sereno: la cordata Delle Piane-Barbano, l&#8217;esercizio provvisorio, nuovi giocatori e una rinascita che sembrava procedere senza intoppi.<\/p>\n<p>Poi il giocattolo si \u00e8 rotto sul pi\u00f9 bello: una prima asta che va deserta e la stessa sorte che tocca anche alla seconda, convocata in tutta fretta prima che scadessero i termini dell&#8217;esercizio provvisorio. E il Savona che si ritrova senza guida lasciato allo sbando.<\/p>\n<p>Squadra, staff e tifosi che si sentono traditi da chi li aveva illusi di non far finire la storia del Savona. Ma gli scenari ora quali sono? Quello pi\u00f9 concreto \u00e8 che la stagione del Savona Calcio sia finita domenica scorsa, con il gol di Quintavalla che ha regalato la vittoria casalinga contro il Mantova.<\/p>\n<p>Gli Striscioni infatti gi\u00e0 domenica prossima potrebbero non scendere in campo contro il Rimini. A cosa servirebbe visto che poi verrebbero a mancare nelle prossime settimane i soldi per gestire la squadra? Potrebbe essere poi la stessa Federazione, ben consapevole di quali siano le risorse a disposizione dei biancobl\u00f9, a &#8220;stoppare&#8221; i ragazzi di Ninni Corda. Se cos\u00ec fosse il Savona non avrebbe nemmeno la possibilit\u00e0 di finire il campionato.<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 che accada un miracolo, che il curatore fallimentare Alberto Marchese, in accordo con il giudice Rosario Ammendolia, trovi un escamotage per tentare di lanciare un&#8217;ultima ancora di salvezza al Savona, ma questa sembra un&#8217;ipotesi molto improbabile. E allora non resta che guardare al domani che per gli Striscioni potrebbe ripartire dalla serie D (ma servirebbero comunque centomila euro) oppure dalla terza categoria.<\/p>\n<p>Una fine ingloriosa per una squadra che, sul campo, ha sempre dimostrato di meritare di giocare tra i professionisti. Per ripercorrere l&#8217;ultimo ciclo della societ\u00e0 biancobl\u00f9 riproponiamo l&#8217;articolo a firma di Christian Galfr\u00e9 che raccontava i tempi recenti del Savona Calcio.<\/p>\n<p><strong>La breve parabola di Pesce alla guida del Savona: dall\u2019entusiasmo iniziale al preludio all\u2019addio<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Un calcio usa e getta. Nell\u2019epoca del consumismo uno degli assiomi dello stile di vita moderno ha pervaso l\u2019ambiente dello sport pi\u00f9 popolare d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Un tempo, ripercorrendo la storia delle societ\u00e0, si potevano riassumere con vere e proprie \u201cepoche\u201d. Sentivi parlare di Domenico Luzzara e pensavi alla Cremonese, vedevi Romeo Anconetani e ti veniva in mente il Pisa, cos\u00ec come associavi l\u2019Ascoli alla figura di Costantino Rozzi. C\u2019erano citt\u00e0 della provincia che potevano sognare in grande perch\u00e9 contavano sull\u2019appoggio costante e intoccabile di personalit\u00e0 forti, legate al loro territorio e ai colori della loro squadra.<br \/>\nPoi, repentinamente, i tempi sono cambiati.<\/p>\n<p>I cicli, con qualche rara e ben radicata eccezione, hanno iniziato a susseguirsi con una rapidit\u00e0 assillante. I tifosi di molte squadre si sono trovati sempre pi\u00f9 disorientati ed impotenti. Hanno iniziato a vedere i colori della propria fede passare da una mano all\u2019altra, scambiati da persone mosse dalle pi\u00f9 svariate intenzioni. Imprenditori \u201cforesti\u201d hanno cominciato ad impossessarsi delle societ\u00e0 calcistiche come fossero giocattoli, costruendole e poi smantellandole con fulmineit\u00e0 quasi incomprensibile.<\/p>\n<p>Tra i professionisti alcuni presidenti, presentatisi quali sedicenti mecenati, hanno preso in mano una squadra per poi lasciarla fallire a distanza di un anno o poco pi\u00f9. E non mancano i casi dei \u201crecidivi\u201d, ossia imprenditori che, lasciata una societ\u00e0 al suo amaro destino, ne hanno immediatamente presa un\u2019altra, conducendola in breve alla stessa sorte. Mercanti del pallone, cos\u00ec lontani dai presidenti legati ai colori della loro squadra. Persone che con grande abilit\u00e0 oratoria si sono fatte benvolere, scaldando la piazza, per poi scappare a gambe levate quando hanno ottenuto ci\u00f2 che volevano. O hanno capito che non c\u2019era la possibilit\u00e0 di ottenerlo.<\/p>\n<p>Savona ne sa qualcosa. Non \u00e8 poi cos\u00ec lontano il ricordo di Domenico Russo. Imprenditore che prima ha guidato il Borgio Verezzi, poi \u00e8 passato al Cogoleto, quindi al Pietra Ligure. Con quest\u2019ultima squadra, in lotta al vertice della Promozione, ha smesso di pagare gli stipendi e poco dopo si \u00e8 accasato al Savona. I risultati sono ancora vivi nella memoria dei tifosi biancoblu, e non sono piacevoli. Nella piccola realt\u00e0 savonese ci sono tanti altri esempi di presidenti che hanno scelto improvvisamente di cambiare aria. Uno per tutti, Fabrizio Vincenzi che, portato l\u2019Andora dalla Seconda Categoria all\u2019Eccellenza, lo ha abbandonato per passare alla Veloce. Una volta salito di categoria con i colori granata, ha dato il suo addio.<\/p>\n<p>Tornando al Savona Fbc, \u00e8 da tempi di Enzo Grenno, sulla poltrona dal 1987 al 1995, che non vive un ciclo degno di questo nome. Dopo la breve parentesi di Lino Di Blasio e quella tutt\u2019altro che felice con Gianfranco e Maurizio Montali, \u00e8 venuto il quinquennio di Bettino Piro, fatto di luci ed ombre. Poi il gi\u00e0 citato Russo e quindi, dal 2006 al 2009, Roberto Romani, che ha lasciato un ricordo tutt\u2019altro che esaltante.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di due anni fa arriv\u00f2 Andrea Pesce. E oggi se n\u2019\u00e8 gi\u00e0 andato. La sua breve epoca alla guida degli striscioni ha vissuto l\u2019apice nella primavera del 2010, con la promozione in serie D. Poi i segnali negativi sono arrivati in successione, sempre pi\u00f9 frequenti e preoccupanti. Nella scorsa stagione vi sono state le inadempienze che hanno causato la mancata qualificazione ai playoff. Quest\u2019estate la societ\u00e0 non ha dato una bella immagine di s\u00e9, con il pasticcio della richiesta di ripescaggio in Prima Divisione volutamente incompleta. Pesce ha continuato ad investire, ma l\u2019entusiasmo \u00e8 scemato e la sua presenza si \u00e8 fatta meno brillante, \u00e8 parso sempre pi\u00f9 distante e svogliato.<\/p>\n<p>La campagna acquisti estiva \u00e8 stata fatta all\u2019insegna del risparmio, in maniera tardiva e attingendo agli scarti sul mercato. Il presidente ha avuto il merito di non nascondersi mai e il 5 agosto scorso ha organizzato un incontro pubblico, nel quale ha dato vita ad un dibattito con i tifosi e ha reso noto come la situazione economica non fosse pi\u00f9 delle migliori. Precisazioni chiare ed evidenti, preludio di un futuro incerto. Parole dette con il tono di una persona spazientita dall\u2019imprenditoria locale, sorda ad ogni genere di appello.<\/p>\n<p>La costruzione del nuovo stadio pare sempre pi\u00f9 lontana. L\u2019interesse primario che aveva portato Andrea Pesce ad investire a Savona, e nel Savona, \u00e8 praticamente sfumato. E cos\u00ec, come tanti altri imprenditori arrivati alla guida di altrettante societ\u00e0 mossi da motivazioni economiche, ha fatto le valigie.<\/p>\n<p>La breve parabola del presidente genovese alla guida del Savona \u00e8 stata espressa al meglio dalle presentazioni estive della squadra. Dal colorata e vivace esordio in Darsena, all\u2019introduzione decisamente meno spettacolare dello scorso anno e, per concludere, la presentazione sottotono, fissata per una data e poi rinviata, compiuta con una squadra ancora da costruire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Una stagione che, prima di Natale, sembrava destinata a finire nel peggiore dei modi: crisi societaria, niente pi\u00f9 soldi e fallimento. Invece dopo la tempesta per il Savona Calcio era tornato il sereno: la cordata Delle Piane-Barbano, l&#8217;esercizio provvisorio, nuovi giocatori e una rinascita che sembrava procedere senza intoppi. 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