{"id":212143,"date":"2012-02-26T16:23:21","date_gmt":"2012-02-26T15:23:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=212143"},"modified":"2012-02-26T16:23:21","modified_gmt":"2012-02-26T15:23:21","slug":"sentenza-tar-su-italiana-coke-riflessioni-di-are-vallebormida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/sentenza-tar-su-italiana-coke-riflessioni-di-are-vallebormida\/","title":{"rendered":"Sentenza Tar su Italiana Coke: riflessioni di Are Vallebormida"},"content":{"rendered":"<p>In merito alla vicenda Italiana Coke credo sia necessario fare chiarezza, al fine di evitare che interpretazioni non corrette dei fatti trasformino le vittime in colpevoli e viceversa. Espongo sinteticamente la cronologia dei fatti: <\/p>\n<p>Nel periodo giugno &#8211; ottobre 2009,  l\u2019assessore  all\u2019ambiente del Comune di Cairo Montenotte Ermanno Goso si era fatto portavoce, durante la fase istruttoria dell\u2019AIA (Autorizzazione Ambientale Integrata) per l\u2019Italiana Coke, delle istanze che da anni venivano reclamate dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste, in particolare chiedeva di dotare le ciminiere dell\u2019Italiana Coke di controlli in continuo ai camini e di vietare l\u2019infornamento delle melme.<\/p>\n<p>Le richieste dell\u2019assessore all\u2019ambiente avevano provocato uno duro scontro con un parte dell&#8217;amministrazione Cairese, in particolare con l\u2019allora assessore all\u2019industria Franco Caruso, il quale non era d\u2019accordo con tali istanze, cos\u00ec come non lo erano l\u2019Italiana Coke e l\u2019allora assessore provinciale Paolo Marson.<\/p>\n<p>Nel dicembre 2009 il Comune di Cairo, tramite un documento a firma del sindaco Fulvio Briano, rinunciava alla richiesta precedentemente formulata  di richiedere il controllo in continuo ai camini, sbloccando di fatto l\u2019iter dell\u2019autorizzazione che, nello stesso mese, veniva formalmente approvata.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019approvazione dell\u2019AIA  le associazioni ambientaliste decidevano di dare inizio ad una serie di iniziative contro tale documento, che ritenevano non rispettoso dell\u2019ambiente e della salute dei cittadini;in particolare veniva presentato formale ricorso al TAR. Si organizzarono due assemblee pubbliche e si raccolsero circa 1200 firme di cittadini cairesi, per chiedere al sindaco di Cairo interventi urgenti  nei confronti dell\u2019Italiana Coke, viste le continue fumate nere dai camini dello stabilimento.<\/p>\n<p>Parallelamente alle iniziative delle associazioni ambientaliste iniziarono i sopralluoghi e le Indagini della Procura della Repubblica di Savona, ancora in corso, che hanno portato al sequestro del depuratore dei reflui, di una parte del Parco 3 dove sono stoccate le melme ed al rilievo di alcune gravi irregolarit\u00e0, in particolare la presenza di reti di smaltimento delle acque non dichiarate nei documenti presentati dall\u2019azienda durante l\u2019iter autorizzativo dell\u2019AIA.<\/p>\n<p>Solamente a seguito delle iniziative dei cittadini  e della Procura della Repubblica la Regione Liguria, l\u2019ARPAL, l\u2019ASL ed il Comune di Cairo Montenotte si sono attivati, recependo le istanze delle associazioni ambientaliste e producendo documentazione formale, nella quale si sostengono e condividono le osservazioni poste alla base del ricorso presentato al TAR; tali atti  hanno determinato, a soli due anni dalla sua approvazione, la riapertura da parte della Provincia di Savona della procedura di Autorizzazione Ambientale Integrata.<\/p>\n<p>Le recenti affermazioni del Sindaco di Cairo Montenotte, secondo le quali le associazioni ambientaliste avrebbero commesso un errore nell\u2019intraprendere la via Giudiziaria del ricorso al Tar, non fidandosi dell\u2019operato dell\u2019amministrazione che si \u00e8 sempre dimostrata equidistante tra cittadini ed azienda, sono una palese mistificazione degli avvenimenti; infatti, senza  l\u2019azione delle associazioni ambientaliste e l\u2019intervento della Procura della Repubblica, stimolata dalle rimostranze dei residenti, ci si sarebbe fermati al documento del Sindaco, nel quale si rinunciava di fatto al controllo in continuo ai camini, con soli vantaggi per l\u2019azienda. <\/p>\n<p>Capisco che siamo alle porte della campagna elettorale, e quindi ogni occasione \u00e8 buona per aumentare la base dei consensi, ma credo sia necessario dire le cose come stanno, al fine di non confondere le idee ai cittadini.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il ricorso al Tar contro l?Autorizzazione Integrata Ambientale  rilasciata all\u2019Italiana Coke siamo amareggiati dal suo esito, tuttavia riteniamo che il contesto reale della situazione ambientale e sanitaria della Valle Bormida, che ogni giorno possiamo verificare direttamente, ci dia ragione nel sostenere le nostre richieste, per questo motivo il nostro impegno continuer\u00e0 con ancora maggior forza e determinazione.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Boveri &#8211; Are Vallebormida<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In merito alla vicenda Italiana Coke credo sia necessario fare chiarezza, al fine di evitare che interpretazioni non corrette dei fatti trasformino le vittime in colpevoli e viceversa. 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