{"id":21207,"date":"2008-02-01T09:37:04","date_gmt":"2008-02-01T08:37:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/02\/01\/manuale-delle-tecniche-base-del-bricolage\/"},"modified":"2008-05-14T09:43:00","modified_gmt":"2008-05-14T07:43:00","slug":"manuale-delle-tecniche-base-del-bricolage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/02\/manuale-delle-tecniche-base-del-bricolage\/","title":{"rendered":"Manuale delle tecniche base del bricolage"},"content":{"rendered":"<p><strong>La diagnosi<\/strong><br>\nCon un mobile o un vecchio oggetto da restaurare ci si deve comportare come fa il medico con il malato: lo esamina, formula la diagnosi e decide quali cure prestargli.<br>\nIl nostro mobile pu\u00f2 avere diverse provenienze: pu\u00f2 essere un mobile di famiglia ed essere stato discretamente conservato o essere un mobile trovato in una vecchia soffitta o in un mercatino.<br>\nSi procede con una diagnosi sistematica ed un progetto; bisogna conservare e compiere attentamente: l\u2019analisi dello stile, lo stato attuale di conservazione, la pulitura dei fondi, la preparazione dei fondi, eseguire il progetto (bozzetto), la scelta dei materiali, l\u2019esecuzione e le finiture.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em><strong>Le puliture<\/strong><\/em><br>\nPuliture di un mobile inceratoUn mobile trattato a cera pu\u00f2 essere pulito passandovi uno straccio o un pennello imbevuto di trementina preventivamente scaldata a bagnomaria;<br>\nimmergere il pennello nella sostanza e passarlo sulla superficie, lo strato ceroso si sar\u00e0 ammorbidito in poco tempo, quindi procedere all\u2019asportazione dello sporco con uno straccio.<br>\nPulizia di un mobile verniciato<br>\nNel caso la vernice fosse gommalacca o nitrocellulosica, si potr\u00e0 usare una soluzione composta da: una parte di alcol etilico a 94\u00b0 ed una parte di essenza di trementina con poche gocce di olio paglierino. Questa mistura viene preparata in un contenitore mischiando tutte le componenti ed agitata prima dell\u2019uso; quindi con un panno di cotone imbevuto si rimuove lo sporco.<\/p>\n<p><em><strong>Sverniciatura<\/strong><\/em><br>\nUna sverniciatura totale \u00e8 considerata aggressiva per il legno, quindi si ritiene necessaria solo quando lo stato superficiale \u00e8 talmente danneggiato da non permettere le operazioni di pulizia gi\u00e0 citate.<br>\n<em>\u2013 Sverniciatura con solventi:<br>\n<\/em>in commercio ne esistono di vari tipi, importante \u00e8 utilizzare solventi pi\u00f9 leggeri e passare a quelli pi\u00f9 forti. Dopo 15-20 minuti dall\u2019applicazione del solvente rimuovere la vernice con una spatola o una lama d\u2019acciaio. L\u2019operazione pu\u00f2 essere ripetuta due volte. Dopo aver pulito con cura tutta la vecchia vernice passare un panno imbevuto d\u2019alcool che servir\u00e0 a fermare l\u2019azione chimica del solvente e togliere eventuali residui. Queste applicazioni vanno eseguite in ambienti areati.<br>\n<em>\u2013 Sverniciatura con carta vetrata:<\/em><br>\n\u00e8 bene passare progressivamente da una carta vetrata a grana grossa (102-150) ad una pi\u00f9 fine (240) e quindi ad una molto fine (400), scartavetrando con movimenti circolari nella direzione della fibra del legno e con la medesima pressione. Dopo aver asportato la polvere creata dalla levigatura (con un pennello), \u00e8 bene passare la superficie con un panno imbevuto di alcool a 94\u00b0.<\/p>\n<p><strong><em>Trattamento antitarlo<\/em><br>\n<\/strong>I principali nemici del legno sono gli insetti xilofagi (mangiatori di legno). Questi animaletti ricercano le parti di maggior spessore perch\u00e8 forniscono loro una maggiore quantit\u00e0 di cibo, seguono sempre le zone molli degli anelli di annata o i legni dotati di forti venature. Questi animaletti producono dei tunnel perpendicolari alla superficie, curvilinei e ramificati. Come prima cosa bisogna accertarsi se trattasi di buchi vecchi o se il tarlo \u00e8 ancora attivo; per fare questa verifica basta posizionare l\u2019oggetto in un luogo pulito e picchiettarlo delicatamente in modo da fare uscire l\u2019eventuale segatura prodotta dal tarlo. Dopo aver tolto l\u2019eventuale segatura si lascia l\u2019oggetto nella stessa posa per 24 ore e poi si picchietta nuovamente; se i tarli sono ancora in funzione vedremo prodotta nuova segatura. In questo caso sar\u00e0 necessario procedere al trattamento di disinfestazione con gli appositi prodotti (xilamon, timpest, petrolio).<br>\nMettere questi prodotti in siringa ed iniettare il liquido nelle gallerie, ripetere l\u2019operazione dopo 24 ore. Si consiglia di procedere al trattamento in ambienti areati.<br>\nSe la presenza del tarlo \u00e8 massiva, si consiglia di utilizzare i succitati prodotti spennellando l\u2019oggetto completamente e chiudendolo per 36 ore in cellofan chiuso ermeticamente.<\/p>\n<p><em><strong>Lavaggio<\/strong><\/em><br>\nQuando si vuole ottenere, in seguito alla sverniciatura, una completa pulizia del legno, si pu\u00f2 utilizzare questa mistura: 1\/3 di acqua, 1\/3 di ammoniaca al 6%, un terzo di acqua ossigenata a 130 volumi.<br>\nOccorre osservare le seguenti regole: usare i guanti, stare in ambienti arieggiati, usare la mistura solo su legno massiccio e non impiallacciato, utilizzarla su mobili di poco pregio.<br>\nLa mistura viene applicata con un pennello sulla superficie lasciando agire per un tempo breve (deve formarsi una schiuma); ad operazione ultimata risciacquare con acqua pulita. Dopo il lavaggio il mobile deve asciugare per 3 giorni in un ambiente caldo ed asciutto.<\/p>\n<p><em><strong>Stuccatura<\/strong><\/em><br>\nLa stuccatura ha lo scopo di riempire piccoli fori, fessure o altre irregolarit\u00e0 della superficie. Si pratica prima della tinteggiatura del legno; in commercio sono reperibili di colore neutro o delle diverse gradazioni dei legni: quercia, noce scuro, noce chiaro, mogano, ciliegio, ebano.<br>\n<em>Applicazione dello stucco:<\/em> per applicare lo stucco si usano spatole in legno o metallo; occorre comprimere la pasta di stucco nei vuoti e nelle mancanze della superficie, avendo l\u2019avvertenza di eccedere leggermente rispetto il livello del piano perch\u00e8 durante l\u2019asciugatura l\u2019acqua contenuta nella pasta evapora provocando un leggero abbassamento della stuccatura. Quando lo stucco sar\u00e0 essicato dovremo rimuovere gli eccessi con carta vetrata fine (400). Se la diminuzione dello stucco risulta eccessiva, ripetere l\u2019operazione sino al livello della superficie. Nel caso il calo della stuccatura non risulti soddisfacente, sar\u00e0 possibile rimuoverlo con acqua calda.<\/p>\n<p><em><strong>Tinteggiatura<\/strong><\/em><br>\nLa tinteggiatura del legno serve per mantenere il mobile nel colore naturale ed a evitare di riverniciarlo totalmente. Con questa operazione le venature del legno vengono valorizzate; per realizzare questo trattamento vengono utilizzati mordenti ad acqua o ad alcool.<br>\nDurante questo trattamento \u00e8 indispensabile utilizzare dei guanti per evitare di macchiarsi la pelle.<br>\n<em>\u2013 Mordenti ad alcool:<\/em> si utilizzano su superfici gi\u00e0 sottoposte alla prima fase di carteggio. Dopo aver diluito le terre o le aniline in gommalacca o alcool, si stendono le tinte con un pennello ottenendo un effetto velatura.<br>\n<em>\u2013 Mordenti ad acqua:<\/em> per la loro preparazione occorre mescolare i pigmenti in polvere con acqua calda; l\u2019emulsione ottenuta deve riposare almeno un ora in un recipiente di vetro. \u00c9 consigliabile, per favorire la penetrazione del mordente nel legno, aggiungere al praparato ammoniaca.<br>\nPrima di trattare la superficie esterna del mobile \u00e8 consigliabile provare il praparato in una parte interna per valutare l\u2019aspetto estetico che si otterr\u00e0.<br>\nL\u2019applicazione del mordente, per le superfici irregolari, viene eseguita con l\u2019utilizzo di una spugna naturale o un pennello.<br>\nL\u2019applicazione deve avvenire rapidamente affinch\u00e8 la superficie, a lavorazione ultimata, risulti ancora umida per poter intervenire in caso di errore.<br>\nAsciugare con un panno pulito la venatura del legno negli angoli e in tutta le parti dove potrebbe essere concentrato il colore in eccesso.<br>\nLasciare asciugare per almeno 12 ore. Nel caso il colore risulti troppo scuro passare un panno umido per schiarire; nel caso risulti troppo chiaro, dopo almeno un ora, ripetere l\u2019operazione. L\u2019effetto che osserverete quando la superficie \u00e8 ancora umida \u00e8 simile al risultato finale dopo la lucidatura.<\/p>\n<p><em><strong>Preparazione del legno<\/strong><\/em><br>\nCementite: si trova gi\u00e0 pronta in commercio da diluire in acquaragia, \u00e8 da utilizzare un po\u2019 liquida e stesa sia in orizzontale che in verticale. La cementite ha caratteristiche fortemente aggrappanti, fa presa anche su materiali verniciati e volendo evita la sverniciatura del legno. Vi consiglio comunque di sverniciare sempre affinch\u00e8 il vostro lavoro resista pi\u00f9 a lungo. Fate asciugare la cementite e scartavetrate il fondo. La cementite ha anche funzione di stuccare e sigillare riempendo le piccole depressioni della superficie.<\/p>\n<p><strong><em>Le finiture <\/em><br>\n<\/strong>In commercio esistono molti tipi di finiture ed ogni anno se ne producono di nuove e migliori si tratta solo di cercare, provare e scegliere.<br>\nQui ne descriviamo una gamma ristretta.<br>\n<em>\u2013 Flating:<\/em> dall\u2019aspetto un po\u2019 caramelloso viene diluito in acquaragia, molto resistente all\u2019acqua \u00e8 la finitura per eccellenza per le imbarcazioni.<br>\n<em>-Vernici all\u2019acqua:<\/em> sono inodori ed a rapida essiccazione; queste vernici sono molto comode, di facile stesura e atossiche. La finitura ad acqua si presenta con un colore lattiginoso e trasparente ed ha una finitura semi opaca.<br>\n<em>\u2013 Gommalacca:<\/em> resina di origine vegetale prodotta su certi alberi delle indie occidentali, si presenta in scaglie, grani o pastoni. \u00c9 di colore aranciato, per questo la verniciatura conferisce un aspetto anticato. Si trova in commercio pronta all\u2019uso; l\u2019unico inconveniente di questo prodotto \u00e8 la poca resistenza all\u2019acqua ed all\u2019alcool quindi, per evitare problemi, sar\u00e0 necessario fissare questa finitura ulteriormente con la cera.<br>\n<em>\u2013 Cera:<\/em> la cera d\u2019api si ottiene togliendo con diversi metodi il miele dai favi, fondendolo quindi con acqua calda si ottiene la cera grezza di color giallo bruno. Per purificarla si fa bollire con acqua e per imbiancarla si sottopongono strati sottili all\u2019azione della luce aggiungendo della trementina. In commercio ne troviamo di vari tipi: bianche, gialle o pigmentate.<br>\n<em>\u2013 Verniciatura alla nitro-spray:<\/em> anche questa vernice \u00e8 di facile reperibilit\u00e0, asciuga in 6 ore, esiste in versione ludica o opaca.<br>\n<em>\u2013 Bicomponente alla nitro:<\/em> sono vernici molto resistenti, facilmente reperibili in commercio, adatte soprattutto per la decorazione dei pavimenti. L\u2019unico svantaggio \u00e8 la loro tossicit\u00e0, quindi si consiglia di lavorare in ambienti ben areati.<\/p>\n<p><strong><em>Decorazione<\/em><br>\n<\/strong><em>\u2013 Colore di fondo:<\/em> il nostro suggerimento \u00e8 di utilizzare sempre colori all\u2019acqua perch\u00e9 meno tossici, rapidi nell\u2019essicazione e facili da applicare. L\u2019effetto finale ricorder\u00e0 i colori utilizzati anticamente con pigmenti e colle. Dopo aver deciso il colore di fondo preparatelo utilizzando idropittura bianca con l\u2019aggiunta di pigmenti universali oppure impiegando colori universali gi\u00e0 disponibili in commercio. Noi usiamo spesso colori acrilici.<br>\nIl fondo deve essere steso sempre in due mani ad incrocio verticale e orizzontale. Quando il colore \u00e8 bene asciutto levigare leggermente (carta vetrata fine 400). Il mobile a questo punto \u00e8 pronto per essere decorato secondo il nostro progetto.<\/p>\n<p><strong><em>Levigatura e carteggiatura<\/em><br>\n<\/strong>Dopo ogni mano di fondo di base, se si vuole ottenere un ottimo risultato, suggerisco di levigare la superficie con carta vetrata (grana media). La carta abrasiva che useremo deve essere bloccata su un pezzo di legno (tipo saponetta) o montata sulle navette in plastica apposite che si trovano in commercio. Questo fa si che la pressione della carta vetrata sull\u2019oggetto sia uniforme. In alternativa alla carta vetrata, per carteggiare, possiamo usare la paglietta o lana di vetro. Se dobbiamo effettuare levigature leggerissime useremo la polvere di pomice.<\/p>\n<p><em><strong>Effetti di fondo<\/strong><\/em><br>\nPossiamo mantenere il colore di fondo omogeneo oppure arricchirlo di effetti diversi:<br>\n<em>\u2013 Nuvolato<\/em><br>\nCon il pennello piatto dare delle pennellate di pittura di una tonalit\u00e0 pi\u00f9 chiara o pi\u00f9 scura rispetto alla mano di fondo, le pennellate devono essere date omogeneamente in tutte le direzioni. Con una spugna precedentemente bagnata e strizzata tamponate le pennellate prima che si asciughino, cercando di creare delle nuvole una accanto all\u2019altra molto soffici e leggere.<br>\n<em>\u2013 Rigato<br>\n<\/em>Preparare il colore e due pennelli piatti. Il primo pennello ci serve a stendere il colore che verr\u00e0 pennellato dall\u2019alto verso il basso o da sinistra verso destra, formando delle fasce parallele e attaccate tra loro. Con il secondo pennello, che sar\u00e0 sempre asciutto e pulito, passeremo sulle fasce dipinte con il primo pennello per asportare parte del colore, questa operazione ci permetter\u00e0 di intravedere il colore di fondo. L\u2019effetto finale conferir\u00e0 una superficie con delle striature evidenti ma molto dolci. Consigliamo di fare due fasce alla volta di colore e poi passare il pennello asciutto e pulito in modo che la pittura resti morbida da asportare.<br>\n<em>\u2013 Antichizzazione<br>\n<\/em>Per anticare il nostro lavoro possiamo asportare delle parti di colore levigando leggermente con lana di vetro sui bordi, sugli spigoli o intorno ai pomoli, pi\u00f9 in generale tutte quelle parti che per naturale esposizione o usura si sarebbero deteriorate. Possiamo inoltre passare su tutto il nostro lavoro un velo di ceralacca naturale o pigmentata; questo passaggio lascer\u00e0 sul lavoro una patina con riflessi pi\u00f9 caldi.<\/p>\n<p><em><strong>Progetto<\/strong><\/em><br>\n<em>\u2013 Dipinti<br>\n<\/em>Nel caso si intenda decorare il nostro complemento con delle parti dipinte \u00e8 necessario realizzare la bozza del disegno su una velina leggera o su carta da lucido per avere la possibilit\u00e0 di posizionare il bozzetto sulla superficie e verificare se le forme sono adatte e proporzionate. A questo punto il disegno della bozza dovr\u00e0 essere riportato a grandi linee sull\u2019oggetto da decorare se \u00e8 possibile con matite acquarellabili. Alcuni disegni si possono trasferire anche con la tecnica dello stencil, con carta graffite, con la tecnica dello spolvero o se avete una buona padronanza del disegno anche a mano libera. Se dobbiamo disegnare soggetti geometrici potremo aiutarci con righelli, squadre, compasso, scotch di carta e sagome costruite da noi.<br>\n<em>\u2013 Decoupage<\/em><br>\nPer decorare con la tecnica del decoupage, una volta deciso il soggetto, dovremo ritagliare tutte la sagome cercando di essere precisi nel seguire il perimetro esatto delle figure. Vi consiglio di usare due paia di forbici piccole una con le lame dritte una stondate. Durante il ritaglio tenete le forbici inclinate verso l\u2019esterno in modo da smussare verso l\u2019interno lo spessore della carta. Se ci sono delle parti che implicano ritagli troppo piccoli o difficili \u00e8 possibile tingere questi spazi bianchi con il colore del fondo del mobile; in questo modo una volta incollati risulteranno come se fossero ritagliati in tutte le parti. Possiamo ora posizionare i ritagli sul nostro oggetto ed abbozzzare il motivo decorativo e, se siamo soddisfatti, possiamo iniziare ad incollare le figure.<br>\n<em>\u2013 Applicazioni<\/em><br>\nIl nostro progetto di decorazione pu\u00f2 comprendere anche la presenza di decori in rilievo che servono a caratterizzare ulteriormente il nostro lavoro. Questi oggetti variano di lavoro in lavoro a seconda del tema scelto. Possono essere borchie, chiodi, angolari. Maniglie, bottoni,nastri, corda, pailletes e molto altro.<\/p>\n<p align=\"right\">Rubrica a cura di <strong>Donatella Ciammola<\/strong>, interior designer di <strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.segnieimpronta.it\">Segni e Impronta<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diagnosi Con un mobile o un vecchio oggetto da restaurare ci si deve comportare come fa il medico con il malato: lo esamina, formula la diagnosi e decide quali cure prestargli. 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