{"id":211828,"date":"2012-02-22T08:12:05","date_gmt":"2012-02-22T07:12:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=211828"},"modified":"2012-02-22T08:12:05","modified_gmt":"2012-02-22T07:12:05","slug":"inquinamento-da-polveri-sottili-a-cairo-lettera-del-comitato-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/inquinamento-da-polveri-sottili-a-cairo-lettera-del-comitato-salute\/","title":{"rendered":"Inquinamento da polveri sottili a Cairo: lettera del Comitato Salute"},"content":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno Legambiente ha pubblicato il rapporto \u201cMal\u2019aria di citt\u00e0 2012\u201d dove \u00e8 stata stilata la classifica delle citt\u00e0 italiane dove nel 2011 si sono verificati pi\u00f9 di 35 superi consentiti per legge rispetto al limite medio giornaliero di protezione della salute umana (50 \u03bcg\\m3) di PM10. Inserendo i dati della centralina di misurazione posta in loc. Farina, Cairo M.tte, con ben 59 superi, si inserirebbe in 40\u00b0 posizione, a pari merito con una citt\u00e0 come Firenze. Cosa sono le polveri sottili: materiale particolato costituito da una miscela di particelle solide e liquide, che possono rimanere sospese anche per lunghi periodi, creando anche pericolose nebbie.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_76\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_76\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In seguito possono andare ad inquinare terreni e falde acquifere. Sono costituite da una miscela di elementi, tra i quali carbonio, piombo, nichel, nitrati, solfati, composti organici, ecc. Viene identificato con PM10 il particolato formato da particelle uguali od inferiori a 10 \u03bcg (microgrammi), in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe, laringe). Frazioni pi\u00f9 fini possono invece penetrare nel tratto tracheobronchiale, sino a raggiungere il sistema circolatorio. Fonti emissive: sorgenti naturali (incendi, erosione di rocce, eruzioni vulcaniche) e sorgenti antropiche (emissioni da combustione di combustibili fossili e legno, del riscaldamento domestico, di impianti industriali, di inceneritori e di centrali termoelettriche).<\/p>\n<p>Effetti sull\u2019essere umano. A breve termine: dispnea, infezioni respiratorie, variazione della funzione respiratoria, aggravamento di patologie cardiovascolari e respiratorie, mortalit\u00e0 respiratoria e cardiovascolare (infarti, ictus, emorragie cerebrali). A lungo termine: aumento di malattie croniche (asma, pneumopatie), e malattie cardiovascolari, variazioni permenenti della funzione respiratoria, allergie, problemi di crescita del feto, tumore polmonare, mortalit\u00e0 respiratoria e cardiovascolare, effetti mutageni del DNA e cancerogeni.<\/p>\n<p>Anziani e bambini sono maggiormente esposti a rischi di subire tali effetti (in letteratura medica viene indicato che l\u2019esposizione a PM10 \u00e8 in grado di provocare un aggravamento della malattia asmatica nei bambini). Numerosi studi scientifici nazionali ed internazionali (anche istituzionali) dimostrano la correlazione tra aumenti di ricoveri ospedalieri e di mortalit\u00e0 e aumenti del livello di PM10 nell\u2019aria. Una media dei risultati di questi studi indica che ogni incremento di 10 \u03bcg\/m3 di PM10 causa circa 1% in pi\u00f9 di ricoveri ospedalieri per patologie correlate. Uno studio su 13 grandi citt\u00e0 italiane pubblicato nel 2006 dall\u2019OMS e dall\u2019Agenzia per la<br>\nProtezione Ambiente e Territorio (APAT, ora ISPRA) stima che 8.220 morti\/anno sono attribuibili a livelli superiori a 20 \u03bcg\/m3 di PM10.<\/p>\n<p>Costi: un recente studio dell\u2019Istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica ha stabilito che se le 25 citt\u00e0 europee coinvolte in tale studio riducessero la concentrazione di polveri alle soglie di sicurezza dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), si risparmierebbero in queste citt\u00e0 19.000 morti e 31,5 miliardi di euro per spese sanitarie. Un rapporto della Comunit\u00e0 Europea del 1999 dichiarava che 1 euro speso per abbattere l\u2019inquinamento equivale a 10 euro risparmiati per costi sanitari e previdenza. L\u2019OMS nel 2005 dichiarava che l\u2019Italia, riducendo l\u2019inquinamento atmosferico, avrebbe potuto risparmiare oltre 28 miliardi di euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Le linee guida per la Qualit\u00e0 dell\u2019Aria dell\u2019OMS del 2005 stabiliscono quanto segue: \u2013 media annuale di concentrazione di PM10: 20 \u03bcg\/m3. Viene specificato che comunque non esiste un valore sotto il quale si nota un annullamento totale dei rischi per la salute umana, in particolare per i soggetti sensibili; \u2013 concentrazione giornaliera di PM10: 50 \u03bcg\/m3. Viene sottolineato il fatto che comunque si assiste ad un aumento dello 0,5% di mortalit\u00e0 giornaliera per ogni rialzo di<br>\n10 \u03bcg\/m3 di PM10. Inoltre in questo documento viene indicato che in certe zone la combustione di legna e altri biocarburanti pu\u00f2 costituire una fonte importante di inquinamento atmosferico da particolato, principalmente quello fine (PM 2,5).<\/p>\n<p>Normativa: il Dlgs 155\/2010 \u00e8 lo strumento legislativo di riferimento. In esso viene stabilito che le Regioni, se i livelli di inquinanti superano i valori limite, debbono adottare un piano che preveda le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti emissive ed a raggiungere i valori limite nel pi\u00f9 breve tempo possibile, in coerenza con le prescrizioni per la riduzione dei gas serra. I piani d\u2019azione possono prevedere interventi finalizzati a limitare o a sospendere le attivit\u00e0 che contribuiscono all\u2019insorgenza del rischio di superamento dei valori limite. Questi piani possono anche individuare criteri per limitare la circolazione veicolare, prescrizioni e criteri di localizzazione per impianti di trattamento dei rifiuti, per impianti soggetti ad AIA e tutti i grandi impianti con combustione, tra cui quelli destinati alla produzione di energia.<\/p>\n<p>Inoltre possono essere adottate misure specifiche per tutelare la popolazione infantile e altri gruppi sensibili della popolazione. I valori limite del PM10 enunciati in allegato al Dlgs: \u2013 media giornaliera: 50 \u03bcg\/m3, da non superare pi\u00f9 di 35 volte\/anno; media annuale: 40 \u03bcg\/m3.<\/p>\n<p>La situazione a Cairo M.tte: dai valori rilevati dalla centralina posta in Loc. Farina (l\u2019unica a Cairo utilizzata dalla Regione per la valutazione annuale della qualit\u00e0 dell\u2019aria), visionabili da chiunque nel sito regionale \u201cAmbiente in Liguria\u201d, si riporta quanto segue:<\/p>\n<p>\u2013 da 6 anni i superi quotidiani sono oltre a quelli concessi per legge. Anno 2006: 67, 2007: 48, 2008: 47, 2009: 46, 2010: 82, 2011: 59.<br>\n\u2013 le medie annuali degli ultimi 3 anni indicano una preoccupante tendenza all\u2019incremento della quantit\u00e0 totale di PM10 presenti in atmosfera (e di conseguenza respirate dagli esseri umani). Anno 2009: 29 \u03bcg\/m3, 2010: 34 \u03bcg\/m3, 2011: 36 \u03bcg\/m3.<br>\n\u2013 per quanto riguarda il 2010, \u00e8 stato suddiviso l\u2019anno in 4 fasce orarie e sono state calcolate le seguenti medie di PM10 : ora 0-06: 37 \u03bcg\/m3, 6-12: 38 \u03bcg\/m3, 12-18: 30 \u03bcg\/m3, 18-24: 38 \u03bcg\/m3.<\/p>\n<p>Da quanto sopra appare evidente che affermare che la principale causa di emissione di PM10 \u00e8 il traffico veicolare non \u00e8 corretto (dalle 12 alle 18 c\u2019\u00e8 sicuramente pi\u00f9 traffico che dalle 0 alle 6, ma la quantit\u00e0 di polveri \u00e8 minore). A tal proposito si ricorda che nel documento \u201cValutazione Annuale della Qualit\u00e0 dell\u2019Aria 2010\u201d dell\u2019ARPAL viene scritto: \u201cPer la zona 5 \u2013 Bormida si ritiene che i valori registrati per il PM10 siano imputabili principalmente ad emissioni di tipo industriale\u201d.<\/p>\n<p>Costruire nuove strade e svincoli pensando di risolvere il problema dell\u2019inquinamento \u00e8 errato, se non altro per il fatto che le correnti atmosferiche possono veicolare tali polveri per svariati chilometri. Lo stato di salute in Valbormida: dalla pubblicazione dell\u2019Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) \u201cRapporto sullo stato di salute della popolazione ligure, 3\/2010\u201d, basata anche su dati dell\u2019 IST di Genova, si viene a conoscenza che per quanto riguarda la Valbormida, per i maschi vi \u00e8 un alta mortalit\u00e0 generale, un\u2019incidenza oltre l\u2019attesa rispetto al tasso regionale di morti per tumore gastrico, malattie del sistema circolatorio, ischemie cardiache, infarto miocardio acuto. Per le femmine: diabete, malattie del sistema circolatorio.<\/p>\n<p>Nello specifico: eccessi di mortalit\u00e0 per malattie del sistema circolatorio negli uomini a Cairo e Altare, per tumori gastrici a Cairo e Carcare, per tumori colorettali a Carcare e pleurici a Cengio. Si sottolinea il fatto che l\u2019unico Ospedale presente in zona \u00e8 oggetto di azioni di ridimensionamento che ne ridurranno le potenzialit\u00e0 ricettive. Conclusioni: alla luce di quanto sopra esposto, i sottoscritti Comitati chiedono alle Autorit\u00e0 competenti quanto segue:<\/p>\n<p>\u2013 mettere rapidamente in atto tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente il numero di superi giornalieri di PM10, rientrando quantomeno nei limiti di legge<br>\n\u2013 pianificare tutte le azioni possibili per invertire la tendenza all\u2019aumento della media annuale delle PM10<br>\n\u2013 non autorizzare nuovi insediamenti industriali che potranno essere causa di aumento di inquinamento da polveri sottili, sia direttamente con la loro attivit\u00e0, sia indirettamente con il traffico indotto<br>\n\u2013 favorire e ricercare insediamenti produttivi a basso impatto ambientale e con il maggior numeri di occupati<br>\n\u2013 svolgere un\u2019indagine riguardante anche la prevalenza e l\u2019incidenza delle patologie correlate all\u2019inquinamento<br>\n\u2013 estendere a tutta la Regione l\u2019analisi del Registro tumori (attualmente copre solo la provincia di Genova, ossia circa il 58% della popolazione ligure).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Associazione Are Valbormida- Cairo M.<br>\nAssociazione Progetto Vita ed Ambiente \u2013 Cairo M.<br>\nComitato Ambiente Salute Valbormida<br>\nLegambiente \u2013 Circolo di Cairo M. e Valbormida<br>\nWWF \u2013 Sezione Liguria<br>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno Legambiente ha pubblicato il rapporto \u201cMal\u2019aria di citt\u00e0 2012\u201d dove \u00e8 stata stilata la classifica delle citt\u00e0 italiane dove nel 2011 si sono verificati pi\u00f9 di 35 superi consentiti per legge rispetto al limite medio giornaliero di protezione della salute umana (50 \u03bcg\\m3) di PM10. 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