{"id":210914,"date":"2012-02-08T17:20:11","date_gmt":"2012-02-08T16:20:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=210914"},"modified":"2012-02-08T18:21:40","modified_gmt":"2012-02-08T17:21:40","slug":"regione-convegno-sulla-percezione-dei-rischi-tozzi-%e2%80%9cviviamo-in-un-paese-totalmente-impreparato%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/regione-convegno-sulla-percezione-dei-rischi-tozzi-%e2%80%9cviviamo-in-un-paese-totalmente-impreparato%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Regione, convegno sulla percezione dei rischi, Tozzi: \u201cViviamo in un paese totalmente impreparato\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. \u201cViviamo in un paese totalmente impreparato ad affrontare i rischi naturali\u201d. Non molto confortante la sintesi dell\u2019intervento di Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, ospite d\u2019onore del workshop \u201cPericoli naturali e percezione del rischio\u201d, organizzato dalla Regione Liguria nell\u2019ambito del progetto europeo Risknat (programma Interreg Alcotra), al Teatro della Giovent\u00f9 di Genova.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_690\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_690\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I 13 enti locali coinvolti hanno reperito risorse per circa 12 milioni di euro, utili a finanziare l\u2019intero progetto che vede, tra l\u2019altro, la realizzazione di un geoportale, frutto di un\u2019intensa collaborazione transfrontaliera che, in questa materia, vive da oltre 20 anni. Il sito ha il duplice scopo di favorire la condivisione e la circolazione dei dati tecnici all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica, e di aiutare le amministrazioni pubbliche a far nascere una giusta cultura della percezione del rischio tra i cittadini. Le informazioni vengono inserite sul web direttamente dagli enti pubblici che le possiedono: attualmente sono disponibili oltre 200 banche dati che confluiscono in un sistema cartografico condiviso da tutte le Regioni coinvolte, per un territorio di oltre 120 mila chilometri quadrati.<\/p>\n<p>Circa 250 persone provenienti dalle Regioni transfrontaliere e dal Nord Italia, hanno ascoltato con grande attenzione i cinque temi affrontati da professionisti italiani, francesi e svizzeri del settore, dedicati ai diversi aspetti legati ai rischi naturali, alle normative e ai buoni comportamenti da seguire in caso alluvioni, frane e terremoti.<\/p>\n<p>I lavori sono stati aperti da Renata Briano, assessore regionale all\u2019Ambiente, che ha sottolineato come in Liguria ci sia, attualmente, una grande sensibilit\u00e0 nei confronti dei potenziali rischi derivanti dai pericoli naturali: \u201cUna situazione inevitabile dopo gli ultimi eventi calamitosi che hanno messo in ginocchio il nostro territorio. Ma dobbiamo operare affinch\u00e9 una giusta percezione del rischio si evidenzi anche lontano dalle emergenze e in collaborazione con le amministrazioni comunali\u201d.<\/p>\n<p>Il filo rosso del seminario \u00e8 stato tenuto dal geologo Rolando Pozzani che, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato la differenza tra il concetto di \u201cpericolosit\u00e0\u201d e quello di \u201crischio\u201d: \u201cLa pericolosit\u00e0 ha a che fare con la probabilit\u00e0 che gli eventi abbiano luogo, nonch\u00e9 con la loro potenza. Il rischio, invece, \u00e8 dato dall\u2019interferenza fra i fenomeni naturali pericolosi e le attivit\u00e0 degli uomini che ne sono esposti. Se non ci fosse l\u2019esposizione al pericolo, non ci sarebbe il rischio\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019opera di prevenzione, tuttavia, non sempre \u00e8 sufficiente ad evitare l\u2019occorrenza del fenomeno. In questo caso, entra il gioco il lavoro della Protezione Civile che, come ha specificato Riccardo Conte (Regione Piemonte), non si occupa solo della gestione delle emergenze ma lavora su quattro fronti: previsione, prevenzione, soccorso e primi ripristini che conducono al superamento dell\u2019emergenza stessa.<\/p>\n<p>Secondo i dati riportati da Luca Cetara, ricercatore Eurac, negli ultimi 20 anni i disastri a livello globale sono in constante aumento a causa di una maggiore esposizione al rischio e da una continua sofisticazione degli strumenti per la reportistica dei danni.<\/p>\n<p>Le conoscenze scientifiche odierne consentirebbero una sostanziale mitigazione del rischi. Tuttavia, la tendenza a dover trovare sempre un capro espiatorio per ogni calamit\u00e0 naturale ha fatto perdere di vista la necessit\u00e0 di concentrarsi sulla responsabilit\u00e0 dei cittadini e dei loro comportamenti. Secondo Raffaele Rocco, coordinatore del dipartimento Difesa del suolo della Regione autonoma della Val d\u2019Aosta, si \u00e8 persa l\u2019abitudine di essere nella costante situazione di rischio potenziale: \u201cBisogna ritrovare la giusta definizione del principio di precauzione perch\u00e9, a causa dell\u2019incapacit\u00e0 di trovare soluzioni adeguate, sta sempre pi\u00f9 diventando il principio del non fare. Dobbiamo, cio\u00e8, giungere a una definizione condivisa di rischio sostenibile, stabilendo le nuove condizioni per cui siamo disposti a vivere\u201d.<\/p>\n<p>Particolare attenzione, infine, \u00e8 stata posta sull\u2019importanza di una efficace comunicazione dei rischi. Troppo spesso, infatti, le persone non si rendono conto dei pericoli a cui si espongono e, quindi, dei rischi che corrono. Per sviluppare una necessaria consapevolezza sulle tematiche dei rischi naturali \u00e8, allora, necessario attivare un nuovo circolo virtuoso di informazione e comunicazione sul tema.<\/p>\n<p>Tra gli argomenti che hanno catturato l\u2019interesse della platea, che ha partecipato attivamente al dibattito proponendo alcuni spunti di riflessione, grande spazio hanno trovato i problemi derivanti dalla mancanza di una corretta informazione sui rischi naturali. <\/p>\n<p>Un questione di cultura, come ha sottolineato il geologo Mario Tozzi, accresciuta anche dalla carenza di formazione scientifica radicata nella nostra societ\u00e0. \u201cGli stessi giornalisti suppliscono alle loro lacune in materia, attraverso il linguaggio sensazionalistico tipico degli eventi di cronaca nera. La soluzione? Ripartire dall\u2019istruzione di base, dalle scuole\u201d.<br>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. \u201cViviamo in un paese totalmente impreparato ad affrontare i rischi naturali\u201d. Non molto confortante la sintesi dell\u2019intervento di Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, ospite d\u2019onore del workshop \u201cPericoli naturali e percezione del rischio\u201d, organizzato dalla Regione Liguria nell\u2019ambito del progetto europeo Risknat (programma Interreg Alcotra), al Teatro della Giovent\u00f9 di Genova. 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