{"id":210568,"date":"2012-02-03T10:43:11","date_gmt":"2012-02-03T09:43:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=210568"},"modified":"2012-02-03T17:24:28","modified_gmt":"2012-02-03T16:24:28","slug":"liberalizzazioni-panificatori-savonesi-siamo-penalizzati-e-rassegnati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/liberalizzazioni-panificatori-savonesi-siamo-penalizzati-e-rassegnati\/","title":{"rendered":"Liberalizzazioni, panificatori savonesi: &#8220;Siamo penalizzati e rassegnati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. \u201cPrima la legge Bersani del 2006, con la quale siamo stati tra le prime categorie colpite dalle liberalizzazioni e adesso il decreto del governo Monti che d\u00e0 mano libera alle aperture senza limiti di tempo\u201d. Claudia Giusto, presidente dell\u2019Associazione panificatori di Savona, che riunisce oltre 160 associati, esprime il sentimento di buona parte dei suoi colleghi che si trovano ad avere a che fare con un ulteriore passo avanti di quel \u201cliberi tutti\u201d intrapreso anni fa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_342\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_342\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Prima con l\u2019abolizione della legge 1200\/1956 tramite il Decreto Bersani che cancellava di fatto la \u201clicenza\u201d, poi il provvedimento del governo Monti che fa cadere tutti i vincoli di chiusura festiva e domenicale, gi\u00e0 abbozzati con il decreto legislativo 114 del 1998 che disciplinava il settore del commercio lasciando un certo margine di discrezionalit\u00e0 ai Comuni.<\/p>\n<p>\u201cUna decisione che penalizza un po\u2019 tutti, che non ci sta bene ma che ci vede rassegnati \u2013 dice Giusto \u2013. Per\u00f2 se le imprese a conduzione familiare sono in un certo senso pi\u00f9 agevolate nelle aperture domenicali o festive, per chi ha del personale i costi di gestione salgono alle stelle perch\u00e9 per i fornai si tratta di lavoro notturno in giorni festivi, molto pi\u00f9 oneroso degli orari consueti. Il decreto Bersani ha fatto in modo che chiunque, anche persone con poca esperienza, si mettessero a fare pane, tanto che oggi non sappiamo esattamente quanti siano i panificatori in provincia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE come se non bastasse \u2013 prosegue \u2013 stiamo ancora aspettando il regolamento che doveva essere emanato con il decreto Bersani per avere una distinzione tra pane fresco e pane conservato, come la baguette che viene venduta dalla grande distribuzione e che spesso arriva addirittura dall\u2019Est Europa. E\u2019 pane prodotto altrove, congelato e poi passato nei forni della grande distribuzione cos\u00ec che sembra appena sfornato, senza indicazione di provenienza. Ma questo la gente non lo sa\u201d.<\/p>\n<p>Il riconoscimento della dicitura \u201cpane fresco\u201d per differenziarlo da quello conservato \u00e8 una vecchia battaglia di tutte le associazioni di panificatori; il regolamento attuativo non \u00e8 mai stato emanato, creando confusione tra i consumatori. Stando alla stima della Federazione italiana panificatori solo il 10% del pane venduto nella grande distribuzione sarebbe fresco. In questi giorni il parlamentare europeo Mario Borghezio ha presentato un\u2019interrogazione alla Commissione Europea sul pane venduto con un\u2019indicazione generica che indica soltanto il luogo di cottura o confezionamento del prodotto senza segnalarne il luogo di produzione.<\/p>\n<p>\u201cQuella del pane non controllato proveniente dall\u2019Est \u00e8 un problema che si sa da tempo \u2013 conclude Giusto \u2013 ma nessuno fino ad ora ha fatto niente. Speriamo che le cose cambino e che ci sia maggiore tutela per i panificatori che fanno il loro lavoro seguendo le regole e garantendo la qualit\u00e0 del prodotto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u201cPrima la legge Bersani del 2006, con la quale siamo stati tra le prime categorie colpite dalle liberalizzazioni e adesso il decreto del governo Monti che d\u00e0 mano libera alle aperture senza limiti di tempo\u201d. 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