{"id":210485,"date":"2012-02-02T10:52:14","date_gmt":"2012-02-02T09:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=210485"},"modified":"2012-02-06T10:06:11","modified_gmt":"2012-02-06T09:06:11","slug":"don-lu-nuova-lettera-ai-parrocchiani-contro-di-me-pregiudizi-legati-al-mio-essere-sacerdote","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/02\/don-lu-nuova-lettera-ai-parrocchiani-contro-di-me-pregiudizi-legati-al-mio-essere-sacerdote\/","title":{"rendered":"&#8220;Don Lu&#8221;, nuova lettera ai parrocchiani: &#8220;Contro di me pregiudizi legati al mio essere sacerdote&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio<\/strong>. La fede come arma contro quelle che considera falsit\u00e0 e un po\u2019 d\u2019amaro in bocca verso una giustizia che, almeno per ci\u00f2 che concerne il suo caso, si sarebbe mostrata cieca. Questo lo stato d\u2019animo di don Luciano Massaferro, il parroco alassino condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione per aver abusato di una minore, il quale, dalle pagine del sito a lui dedicato (www.donluciano.org) scrive ai suoi fedelissimi, mentre \u00e8 sottoposto al regime dei domiciliari, ripercorrendo la propria vicenda giudiziaria.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_432\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_432\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ecco alcuni passi tratti dalla missiva: \u201cAlcuni giorni fa \u2013 scrive don Luciano \u2013 dopo due mesi di attesa, sono state pubblicate le motivazioni della Sentenza di II Grado, emesse dalla I Sezione della Corte Penale presso il Tribunale di Genova. Ho sempre detto che le sentenze dei Tribunali non si commentano ma si accettano per cui nemmeno questa volta scender\u00f2 nello specifico e, ad essere sincero, la cosa non mi dispiace per nulla in quanto troverei difficolt\u00e0 nel confrontarmi con un racconto che, come era prevedibile, non essendoci prove a mio carico, si risolve in una costruzione di tipo aprioristico. Probabilmente in un prossimo futuro valuter\u00f2 con maggiore attenzione lo scritto; per ora mi sono limitato ad usare il metodo adottato dal Pubblico Ministero in sede di Appello, cio\u00e8 ho spulciato qua e l\u00e0 le ventiquattro pagine\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDel resto in questi giorni parlare dello stato in cui versa l\u2019amministrazione della Giustizia nel nostro paese sarebbe un\u2019operazione decisamente impietosa \u2013 prosegue il sacerdote \u2013 Vi confido che osservare i servizi televisivi nei quali i Magistrati sfilavano in occasione dell\u2019apertura dell\u2019anno giudiziario, addobbati con pellicce e abiti pittoreschi, con un lento incedere, cadenzato e solenne, contrastava alquanto con la realt\u00e0 che ho incontrato, fatta di detenuti segregati in pochi metri quadrati, in carceri che assomigliano pi\u00f9 alle gabbie delle galline in produzione intensiva che a dimore destinate ad ospitare esseri umani\u201d.<\/p>\n<p>Sono stati due anni duri per don Luciano Massaferro: da quel 29 dicembre 2009, quando \u00e8 stato arrestato e immediatamente carcerato, dopo che un\u2019undicenne ha raccontato di essere stata molestata in almeno tre casi dal sacerdote della parrocchia di San Vincenzo Ferreri. \u201cForse il segreto per non agitarsi in questo mondo, tutto dedito all\u2019apparire a discapito dell\u2019essere, sta nell\u2019andare oltre le voci, le calunnie, le fantasie e restare ancorati alla salda realt\u00e0 dei fatti \u2013 sostiene nero su bianco \u2013 Quando una persona \u00e8 serena, in pace con se stessa, libera da condizionamenti e tranquilla nella propria coscienza credo riesca a vivere bene al di l\u00e0 di quanto gli altri possano pensare, dire o fare. Sono sempre stato convinto (e continuo ad esserlo) che prima o poi l\u2019evidenza della realt\u00e0 verr\u00e0 riconosciuta: \u00e8 solo una questione di tempo e quindi necessariamente di pazienza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVorrei infine condividere con voi un\u2019ultima riflessione. Da quando \u00e8 iniziata la vicenda che mi ha visto inerme spettatore, data la mancanza di riscontri concreti, si sono formate due linee di pensiero che per loro natura si trovano agli antipodi, anche perch\u00e9 ovviamente davanti a un\u2019accusa come quella che mi \u00e8 stata fatta non ci sono posizioni di mezzo, ci si deve necessariamente schierare. Fino a questo punto nulla da obiettare. Il problema a mio modesto avviso nasce subito dopo, quando ci si chiede in base a quale motivazione una persona razionale debba pronunciarsi a favore o contro di me. Dico questo perch\u00e9 ho scoperto che le persone, nella maggioranza dei casi, fondano la loro opinione su pre-concetti. Cerco di spiegarmi meglio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cChi pensa che io sia colpevole del reato di molestia sessuale ragiona in questo modo: \u2018il racconto di una minore, anche se incostante, in contrasto con riscontri concreti e relativo ad un solo pomeriggio esiste, lui \u00e8 un prete e quindi sono convinto della colpevolezza\u2019. Coloro invece che si schierano per l\u2019innocenza si muovono pressapoco cos\u00ec: \u2018\u00e8 una delle solite storie che poi finiscono nel nulla, tipiche di questo paese, del resto non ci sono riscontri, conosciamo come funzionano le cose in Italia e poi ho stima dei preti\u2019. A parte ci sono anche coloro che mi conoscono; da essi \u00e8 subito emersa la posizione a mio favore in quanto nata dalla lunga frequentazione con il sottoscritto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInsomma, alla fine della storia la mia vita deve dipendere dalla simpatia o dalla antipatia che suscita nelle persone il mio essere sacerdote. Fatte poche eccezioni, la maggioranza degli individui dunque prende posizione al di l\u00e0 della lettura delle carte processuali (\u2026)\u201d. E conclude: \u201cMi piacerebbe che l\u2019assurda storia che mi vede coinvolto fosse anche l\u2019occasione di una crescita umana, morale e spirituale per tantissime persone\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. La fede come arma contro quelle che considera falsit\u00e0 e un po\u2019 d\u2019amaro in bocca verso una giustizia che, almeno per ci\u00f2 che concerne il suo caso, si sarebbe mostrata cieca. 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