{"id":209867,"date":"2012-01-24T17:09:14","date_gmt":"2012-01-24T16:09:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=209867"},"modified":"2012-01-25T11:42:25","modified_gmt":"2012-01-25T10:42:25","slug":"crac-ferrero-depositate-le-motivazioni-della-sentenza-di-assoluzione-per-rebella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/01\/crac-ferrero-depositate-le-motivazioni-della-sentenza-di-assoluzione-per-rebella\/","title":{"rendered":"Crac Ferrero: depositate le motivazioni della sentenza di assoluzione per Rebella"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un&#8217;istruttoria dibattimentale definita &#8220;lunga, complessa e tesa&#8221; che per\u00f2 non ha permesso al Collegio dei giudici del Tribunale di Savona di &#8220;giungere, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, alla prova di nessuno dei reati oggi contestati&#8221;. E&#8217; questo, in estrema sintesi, il motivo per il quale Giorgio Rebella, 62 anni, l&#8217;ex amministratore e revisore dei conti della cooperativa Nuova Ferrero Impianti di Altare, \u00e8 stato assolto da tutte le accuse nel processo che lo vedeva come unico imputato per il crac dell&#8217;azienda.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza che era stata letta l&#8217;11 luglio scorso e con la quale Rebella veniva assolto perch\u00e9 il fatto non sussiste dalle accuse di bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva e truffa. In cinque pagine il Collegio dei giudici spiega perch\u00e9 l&#8217;ex amministratore della Nuova Ferrero non \u00e8 stato condannato per nessuno dei reati che gli venivano imputati.<\/p>\n<p>In particolare sulla distrazione di 92 mila euro (contestata nel capo &#8220;a&#8221;) la difesa, gli avvocati Gianfranco Nasuti e Andrea Argenta, aveva sostenuto che le somme incassate da Rebella fossero restituzioni di denaro contante che lui aveva versato alla cooperativa a titolo personala in momenti di poca liquidit\u00e0. &#8220;Tale assunto &#8211; si legge nella motivazione &#8211; non \u00e8 stato smentito dalla lunga istruttoria e, al contrario, sembra trovare riscontro nell&#8217;ammissione al passivo di 167 mila euro da parte di Rebella a titolo di prestito sociale&#8221;. I giudici inoltre spiegano che il fatto che non sia stata fatta una consulenza contabile che analizzasse in maniera approfondita e &#8220;ragionata&#8221; le scritture contabili (formalmente corrette, come evidenziato da uno dei commissari liquidatori) ha fatto s\u00ec che restassero prive di riscontro alcune circostanze: il fatto che Rebella abbia distratto e prima ancora ricevuto le somme corrispondenti alle fatture della &#8220;Sa Zara a sa Coidedda&#8221;, ma anche che lui abbia svolto attivit\u00e0 di duplicazione fatture.<\/p>\n<p>Sulla truffa &#8220;non \u00e8 emersa prova della consapevolezza di Rebella della grave situazione di dissesto creatasi nella cooperativa e causata principalmente dal mancato pagamento di alcune importantissime commesse&#8221; inoltre secondo i giudici &#8220;tutti i soci erano ben consapevoli di sottoscrivere garanzie personali onerose e rischiose&#8221;.<\/p>\n<p>Il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro aveva chiesto per Rebella una condanna a cinque anni di reclusione. Secondo il quadro accusatorio, l&#8217;imputato aveva convinto i soci della cooperativa a sottoscrivere una fideiussione per un importo di 1 milione e 600 mila euro, illimitata, con durata di 15 anni, facendoli diventare garanti personali dei debiti che la cooperativa, gi\u00e0 nel 2003 in stato di dissesto, aveva accumulato.<\/p>\n<p>Inoltre il pm Giovanni Battista Ferro accusava l\u2019ex presidente della Nuova Ferrero Impianti di aver commesso i fatti &#8220;con abuso di relazioni di prestazioni d\u2019opera&#8221;. Giorgio Rebella, finito agli arresti domiciliari nell\u2019estate del 2007, si era invece sempre difeso sostenendo di aver sempre agito a favore della cooperativa, pur nelle difficolt\u00e0 per le adempienze delle altre aziende.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;avvocato Stefano Marletta, che assisteva alcuni dei soci che si erano costituiti parte civile, la posizione di Rebella era ben definita: &#8220;Lui aveva creato un dissesto da 8 milioni di euro e convinse i soci a firmare la fideiussione quando c&#8217;era gi\u00e0 uno stato di insolvenza. Il buco si era creato perch\u00e9 in pi\u00f9 occasioni lui produceva delle fatture false per ottenere degli anticipi sulle stesse dalla banca&#8221;. Sempre secondo la tesi dell&#8217;avvocato Marletta gi\u00e0 quando il disavanzo della Nuova Ferrero era di 3 milioni di euro Rebella ne aveva dichiarati solo 350 mila mentendo, di fatto, sulla reale situazione del bilancio della cooperativa. Una tesi che, evidentemente, per\u00f2 non ha convinto i giudici che hanno assolto Rebella.<\/p>\n<p>&#8220;Il ragionier Rebella \u00e8 stato solo una vittima degli eventi del crac che ha interessato la cooperativa Nuova Ferrero Impianti di Altare e la sentenza di oggi dimostra che la verit\u00e0 processuale \u00e8 coincisa con quella reale&#8221; era stato invece il commento degli avvocati Gianfranco Nasuti e Andrea Argenta dopo l&#8217;assoluzione di Giorgio Rebella.<\/p>\n<p>&#8220;Si \u00e8 fatta finalmente giustizia riguardo alla mia persona e la verit\u00e0 \u00e8 venuta alla luce nel corso delle fasi del dibattimento. Non ho mai truffato la cooperativa o ingannato i soci, anzi mi sono adoperato con tutte le mie forze per salvare la situazione debitoria, rimettendoci anche 400 mila euro. Questa sentenza la dedico a tutti i familiari e amici che dall&#8217;arresto del 2007 ad oggi mi sono stati vicini, oltre ad un ringraziamento ai miei legali che hanno avuto un ruolo importante anche dal punto di vista umano&#8221; aveva invece commentato Rebella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Un&#8217;istruttoria dibattimentale definita &#8220;lunga, complessa e tesa&#8221; che per\u00f2 non ha permesso al Collegio dei giudici del Tribunale di Savona di &#8220;giungere, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, alla prova di nessuno dei reati oggi contestati&#8221;. 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