{"id":209624,"date":"2012-01-20T19:08:18","date_gmt":"2012-01-20T18:08:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=209624"},"modified":"2012-01-21T11:14:36","modified_gmt":"2012-01-21T10:14:36","slug":"costa-concordia-parla-lufficiale-loanese-superstite-i-gradi-bisogna-meritarseli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/01\/costa-concordia-parla-lufficiale-loanese-superstite-i-gradi-bisogna-meritarseli\/","title":{"rendered":"Costa Concordia, parla l&#8217;ufficiale loanese superstite: &#8220;I gradi bisogna meritarseli&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u201cIo non metto mai il cappello, non mi ci vedo. Eppure, quella sera l\u2019ho indossato per farmi individuare dai passeggeri\u201d. Elena Serra, loanese di 29 anni \u00e8 un commissario di bordo con la qualifica di terzo ufficiale rracconta con voce ferma quella tragica notte del naufragio della . <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_582\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_582\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Elena era nel suo ufficio. Aveva un compito semplice da svolgere, di natura amministrativa: doveva preparare le buste da distribuire agli ospiti che si dovevano imbarcare a Savona. Sul relitto \u00e8 rimasta fino alle 4 del mattino, dopo aver visto partire molte zattere cariche di naufraghi. Sulla terra ferma \u00e8 arrivata grazie ad un elicottero della guardia costiera, dopo essere rimasta accanto ad una famiglia francese di cinque persone. <\/p>\n<p>\u201cQuando la nave \u00e8 sbandata, intorno alle 21,40, ero in ufficio. Non ho avuto paura, mi era gi\u00e0 successo su un\u2019altra nave in uscita dal porto di Copenaghen e pap\u00e0 mi ha abituato da sempre alla vita in barca\u201d, racconta. Sul momento, Elena, arrivata davanti alla reception, nella hall centrale, cerca di tranquillizzare i passeggeri. \u201cSaranno state le 22,40 quando abbiamo sentito i sette fischi lunghi del segnale di emergenza\u201d, ricorda. E\u2019 a quel punto che Elena si dirige verso il ponte sei, dov\u2019era la sua cabina per prendere i giubbotti di salvataggio. <\/p>\n<p>\u201cIn cabina la luce non c\u2019era ma nei corridoi funzionava\u201d. Da allora comincia la sua lunga attesa al ponte quattro. \u201cLa zattere erano tutte piene. Io so che l\u2019equipaggio non sbarca prima\u201d, dice. Eppure aveva un ruolo amministrativo e nessun ruolo specifico nello sbarco. <\/p>\n<p>\u201cAlle 23,40, dopo aver visto partire tutte le zattere di salvataggio, sono rimasta accanto ad una famiglia di cinque francesi, tra di loro anche un ragazzino down\u201d, dice. \u201cLa nave si era ormai inclinata a 90 gradi. A quel punto ho chiamato di nuovo al telefono mia sorella. Alle 4 di notte \u00e8 arrivato un elicottero di soccorso della Guardia costiera\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019angelo custode si \u00e8 materializzato in Stefano, un ragazzo di Grosseto, di cui Elena ricorda la tuta fosforescente. \u201cE\u2019 stato bravissimo. Mi ha passato una torcia. Siamo riusciti a salire sull\u2019elicottero grazie ad una scala fatta con un cancelletto della nave, stando attenti che il vento non ci spazzasse via\u201d. Ma per Elena l\u2019odissea non era finita. <\/p>\n<p>\u201cAbbiamo i gradi, dobbiamo dimostrare di meritarceli\u201d, dice oggi dalla sua casa di Loano, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. Per due giorni all\u2019hotel \u201cFattoria La Principina\u201d si \u00e8 data da fare per cercare di aiutare chi doveva rientrare a casa. \u201cAvevo la mente fresca e mamma mi ha portato abiti puliti\u201d. <\/p>\n<p>\u201cRicordati che siamo una squadra\u201d, mi diceva un ammiraglio della Costa Crociere. E allora il comandante Francesco Schettino? \u201cSe ci sono venti persone disperse vuol dire che una parte della squadra non ha funzionato bene\u201d, risponde secca senza voler aggiungere altro. Quella notte Elena ha telefonato almeno cinque volte al ponte 8, quello di comando, e \u201cnon c\u2019era nessuno\u201d. \u201cNon mi sento di giudicare, certo resto perplessa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u201cIo non metto mai il cappello, non mi ci vedo. Eppure, quella sera l\u2019ho indossato per farmi individuare dai passeggeri\u201d. Elena Serra, loanese di 29 anni \u00e8 un commissario di bordo con la qualifica di terzo ufficiale rracconta con voce ferma quella tragica notte del naufragio della . Elena era nel suo ufficio. 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