{"id":209445,"date":"2012-01-18T16:24:36","date_gmt":"2012-01-18T15:24:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=209445"},"modified":"2012-01-18T16:39:37","modified_gmt":"2012-01-18T15:39:37","slug":"costa-concordia-lallarme-di-legambiente-grave-minaccia-per-larcipelago-toscano-intervenire-subito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/01\/costa-concordia-lallarme-di-legambiente-grave-minaccia-per-larcipelago-toscano-intervenire-subito\/","title":{"rendered":"Costa Concordia, l&#8217;allarme di Legambiente: &#8220;Grave minaccia per l&#8217;Arcipelago toscano, intervenire subito&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona. <\/strong>Legambiente esprime fortissima preoccupazione per il rischio di una catastrofe ambientale determinata dal disastro della Concordia al Giglio. \u201cLa biodiversit\u00e0, la fauna e la flora marina dell\u2019area, al di l\u00e0 del possibile e gravissimo sversamento di olio combustibile, sono gi\u00e0 duramente aggredite da tutte le sostanze tossiche e i materiali presenti nella nave e che stanno entrando a diretto contatto con il mare: le vernici, i solventi, gli oli lubrificanti, i detersivi, i reflui sanitari, i composti del cloro, e i metalli pesanti oltre alla putrefazione della grandissima quantit\u00e0 di derrate alimentari presenti in questa vera e propria citt\u00e0 galleggiante, rappresentano infatti un agente inquinante di significative proporzioni\u201d afferma Legambiente.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cChiediamo \u2013 dichiara Sebastiano Venneri, responsabile per il mare di Legambiente \u2013 un intervento urgente e articolato della Commissione Europea a supporto delle istituzioni nazionali per questa emergenza internazionale al fine di scongiurare la catastrofe ambientale e limitarne il pi\u00f9 possibile i danni e le conseguenze che sarebbero di enorme portata per l\u2019ecosistema marino e costiero dell\u2019Arcipelago Toscano e della costa maremmana. \u00c8 inoltre auspicabile un intervento concreto dell\u2019International Maritime Organization per dare, come gi\u00e0 annunciato dal Governo nazionale, un segnale chiaro ed esplicito che proprio a partire dal disastro della Concordia ponga le condizioni, nel nostro paese e a livello internazionale, per un controllo accurato e un\u2019interdizione nelle aree sensibili (ad esempio isole minori, aree marine protette, la laguna di Venezia) delle rotte seguite dai grandi natanti da crociera e per i trasporti pericolosi\u201d. <\/p>\n<p>\u201cUna pagina cos\u00ec vergognosa della navigazione italiana \u2013 continua Venneri \u2013 che ha determinato la perdita di vite umane e minaccia ora una delle aree pi\u00f9 delicate e pregevoli del nostro paese, si trasformi in una vera e propria occasione di svolta per la sicurezza e la tutela dell\u2019ambiente. Si provveda alla realizzazione di una legislazione di nuovi strumenti normativi che, al di l\u00e0 della perizia e della professionalit\u00e0 dei comandanti dei natanti, stabiliscano regolamenti precisi di rotte e distanze nelle aree sensibili attuando una politica di forte prevenzione che eviti, a prescindere, disastri come quello del Giglio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019intervento che deve essere programmato oltre che tempestivo deve essere fatto da esperti con una fortissima professionalit\u00e0. Ricordiamo a tal proposito che il servizio del Ministero dell\u2019Ambiente rispetto a questa emergenza ecologica non ha, ad oggi, continuit\u00e0 dal punto di vista economico per poter garantire capacit\u00e0 d\u2019intervento nei prossimi mesi: questo a dimostrazione del fatto che si continua a non investire nel mantenimento e nello sviluppo di un vero e proprio servizio nel caso di emergenza ambientale che invece rappresenta il presupposto fondamentale per poter rispondere a disastri di tale portata\u201d.<\/p>\n<p>Legambiente sottolinea l\u2019importanza di intervenire con la massima tempestivit\u00e0 per scongiurare la possibilit\u00e0 che alla grave tragedia umana si aggiunga quella di carattere ambientale. Infatti, in un rapporto consegnato dagli esperti dell\u2019Ispra al Ministro dell\u2019Ambiente si evidenziano 3 scenari possibili che impongono di accelerare i tempi per recuperare le 2380 tonnellate di combustibile ancora oggi rinchiuse all\u2019interno delle 12 cisterne della Concordia. Il primo scenario prevede lo scivolamento della nave dallo scalino su cui \u00e8 poggiata fino a 60-80 metri di profondit\u00e0, mantenendo i serbatoi integri: in questo caso, tramite l\u2019impiego di robot subacquei, si interverrebbe per mettere in sicurezza il combustibile ma con un rilascio controllato degli idrocarburi che avrebbe conseguenze significative su buona parte dell\u2019ecosistema marino. Il secondo scenario, paragonabile all\u2019incidente della nave da crociera Sea Diamond affondata nel 2007 davanti all\u2019isola greca di Santorini, prevede l\u2019affondamento della nave con la rottura delle cisterne e il rilascio di tutte le 2800 tonnellate di olio combustibile, con conseguenze ancora pi\u00f9 gravi e un impatto fortemente aggressivo sulla ricchissima biodiversit\u00e0 presente in questo tratto di mare. Il terzo scenario, invece, \u00e8 il pi\u00f9 catastrofico in quanto prevede la possibilit\u00e0 che la nave affondando non abbia rotture e squarci direttamente verso l\u2019esterno, ma tramite frantumazioni interne al natante gli idrocarburi migrino nei locali della nave con un rilascio \u201ccontinuo e prolungato\u201d: la compromissione dell\u2019ecosistema marino sarebbe gravissima e con fortissime ripercussioni per lungo tempo paragonabili all\u2019incidente della Rena nella costa orientale della Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>\u201cBisogna ricordare \u2013 ha detto Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente \u2013 che mentre nel caso della Sea Diamond e della Rena sono state rilasciate 300 e 340 tonnellate di gasolio, compromettendo decine di chilometri di coste e aggredendo fortemente l\u2019ecosistema marino, in questo caso si tratterebbe di 2380 tonnellate di gasolio molto denso e quindi con forte potere inquinate e con una previsione di scenario molto pi\u00f9 impattante che potrebbe coinvolgere oltre al Giglio e alle isole dell\u2019Arcipelago Toscano, anche la costa maremmana. Per scongiurare questi tre scenari \u2013 continua Gentili \u2013 occorre intervenire con la massima rapidit\u00e0 per svuotare le cisterne dopo aver scaldato il carburante, che si \u00e8 condensato, e renderlo liquido. Svuotare dal combustibile la nave nella posizione attuale sarebbe la soluzione migliore per evitare un disastro ambientale di vastissime proporzioni, anche se il peggioramento delle condizioni meteorologiche e la presenza di forte vento e mare mosso potrebbero, oltre che mettere a dura prova la capacit\u00e0 d\u2019intervento dei soccorsi, provocare lo spostamento e il relativo affondamento della nave\u201d.<\/p>\n<p>Per questo Legambiente chiede anche di valutare la fattibilit\u00e0 dell\u2019ipotesi che sta circolando di ancorare il relitto a terra, attraverso grossi cavi collegati alle parti pi\u00f9 resistenti della nave, per impedire lo scivolamento dello scafo. \u201cLegambiente chiede \u2013 ha aggiunto Umberto Mazzantini, responsabile isole minori Legambiente \u2013 l\u2019istituzione dell\u2019Area marina protetta per l\u2019intero Arcipelago Toscano con un progetto che coinvolga il Ministero dell\u2019Ambiente, la Regione Toscana e i comuni interessati, superando i localismi e lo strapotere delle multinazionali del mare; che garantisca un comune intervento istituzionale per favorire tutela e protezione di un\u2019area delicatissima e ricchissima di biodiversit\u00e0, garantendone al tempo stesso un adeguato e durevole sviluppo economico e turistico e ponendo seri ostacoli, affinch\u00e9 non si possano ripetere disastri come quello avvenuto, pensando, oltre che all\u2019ambiente, materia prima dell\u2019economia delle nostre isole, anche alla sicurezza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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