{"id":209292,"date":"2012-01-16T16:34:39","date_gmt":"2012-01-16T15:34:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=209292"},"modified":"2012-01-17T11:48:06","modified_gmt":"2012-01-17T10:48:06","slug":"omicidio-rosa-vivalda-markja-e-dervishi-restano-in-carcere-riesame-respinge-istanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/01\/omicidio-rosa-vivalda-markja-e-dervishi-restano-in-carcere-riesame-respinge-istanza\/","title":{"rendered":"Omicidio Rosa Vivalda, Markja e Dervishi restano in carcere: Riesame respinge istanza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albisola S.<\/strong> \u201cGravi indizi di colpevolezza\u201d. Sono quelli che hanno spinto il Tribunale del Riesame a respingere la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Viktor Markja, 21 anni, ed Eugen Dervishi, di 25, i due albanesi in carcere con l\u2019accusa di aver ucciso Rosa Vivalda Bellino, la pensionata di 88 anni uccisa nel dicembre scorso nella sua abitazione ad Albisola durante un tentativo di furto finito nel sangue. L\u2019istanza era stata presentata dai legali dei due per opporsi all\u2019ordinanza di custodia cautelare, ma non ha trovato il favore del Riesame.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_523\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_523\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel frattempo si attende sempre l\u2019esito degli accertamenti del Ris sul piede di porco sequestrato ai due arrestati. Nelle scorse settimane sul registrato degli indagati, con l\u2019accusa di concorso in furto, era finita anche una ventenne di origine romena, residente nell\u2019Alessandrino e fidanzata di Eugen Dervishi, che quella sera era ad Albisola. Lei aveva ammesso davanti al pm di essere stata ad Albisola quella sera (anche perch\u00e9 a parlare chiaro sono le celle telefoniche che l\u2019hanno \u2018agganciata\u2019 in zona proprio nelle ore del furto degenerato in assassinio) ma di essere rimasta in macchina senza sapere che cosa stessero facendo i due. La donna al momento risulta indagata per il furto nell\u2019abitazione e per quello del motorino che i presunti ladri-assassini si sono poi affrettati ad abbandonare.<\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito, dopo aver compiuto il delitto nell\u2019alloggio dell\u2019anziana Dervishi e Markja hanno rubato il motorino proprio nella cittadina del levante savonese, ma distanti dal luogo del delitto, da dove \u00e8 stata rintracciata la conversazione telefonica, dal tono affannoso, che li ha incastrati, come confermano i riscontri sui tabulati. Una conversazione che risale ad una ventina di minuti prima del furto, rendendo compatibili le stesse tempistiche sul decesso della vittima. Anche la ricostruzione sugli orari appare confermare le accuse a carico dei due albanesi.<\/p>\n<p>Resta ancora da accertare chi dei due ha guidato il motorino fino ad Acqui nella notte del delitto, presumibilmente Viktor Markja. La tesi difensiva avanzata nel corso dell\u2019interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Savona, ovvero di essere venuti in Riviera solo per rubare un motociclo, per\u00f2 continua a non convincere. Davanti al giudice Florenza Giorgi erano stati proprio Viktor Markja ed Eugen Dervishi ad indicare agli inquirenti il luogo esatto dove ritrovare il Runner 125 rubato quella notte. Ed infatti, quello stesso giorno, il 30 dicembre scorso i carabinieri hanno effettuato il ritrovamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albisola S. \u201cGravi indizi di colpevolezza\u201d. 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