{"id":209076,"date":"2012-01-12T18:35:29","date_gmt":"2012-01-12T17:35:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=209076"},"modified":"2012-01-12T18:51:34","modified_gmt":"2012-01-12T17:51:34","slug":"albisola-gambaretto-non-si-tutela-il-patrimonio-verde-pini-ed-aceri-sono-invasi-dalla-processionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/01\/albisola-gambaretto-non-si-tutela-il-patrimonio-verde-pini-ed-aceri-sono-invasi-dalla-processionaria\/","title":{"rendered":"Albisola, Gambaretto: &#8220;Non si tutela il patrimonio verde, pini ed aceri sono invasi dalla processionaria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albisola S.<\/strong> &#8220;In questi ultimi anni i nostri pini ed aceri sono stati invasi dalla processionaria, un parassita che pu\u00f2 risultare molto pericoloso per la sopravvivenza di varie specie arboree e deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di &#8220;processione&#8221;. Cos\u00ec da Albisola Diego Gambaretto denuncia la mancanza di tutela del patrimonio verde, nonostante una mozione passata all&#8217;unanimit\u00e0 in Consiglio comunale. &#8220;Poco o niente \u00e8 stato fatto di concreto&#8221;.<\/p>\n<p>La processionaria \u00e8 attiva solo durante i periodi freddi dell&#8217;anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppellito sotto terra. Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova. <\/p>\n<p>Ogni femmina produce un &#8220;ammasso&#8221; di uova che viene fissato ad un ago dell&#8217;albero ospitante L&#8217;ammasso pu\u00f2 contenere fino a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve.<\/p>\n<p>In poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento. <\/p>\n<p>I bruchi vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido sericeo dove affronteranno l&#8217;inverno<br \/>\nL&#8217;attivit\u00e0 riprende in primavera e le processionarie, in genere verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo. <\/p>\n<p>Trovatolo, l\u00ec si interrano ad una profondit\u00e0 variabile di circa 15 cm. Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma pu\u00f2 prolungarsi anche per uno o pi\u00f9 anni. <\/p>\n<p>L\u2019insetto, raggiunta la maturit\u00e0 e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio esce dal bozzolo. L\u2019adulto \u00e8 una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con delle striature marroni; la femmina \u00e8 solitamente di dimensioni lievemente maggiori del maschio e la loro vita \u00e8 molto breve: non pi\u00f9 di 2 giorni. <\/p>\n<p>Le femmine sono le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio. Il lepidottero vola alla ricerca della pianta pi\u00f9 adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia. <\/p>\n<p>La processionari pu\u00f2 costituire un grave pericolo per l&#8217;uomo e gli altri animali. I peli urticanti dell&#8217;insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi possono provocare una grave reazione allergica ed in casi pi\u00f9 gravi uno shock anafilattico.<\/p>\n<p>Per gli animali, specialmente i cani, i peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno pu\u00f2 essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua. <\/p>\n<p>Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacit\u00e0 del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest\u2019ultima pu\u00f2 essere anche emorragica.<br \/>\nEsistono differenti metodi per combattere la processionaria.<br \/>\nLa lotta meccanica consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria.<\/p>\n<p>Tale operazione viene svolta solitamente in inverno, prima che le larve siano uscite dal nido. La lotta microbiologica \u00e8 attualmente il metodo di intervento pi\u00f9 utilizzato e consiste nell&#8217;impiego di un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcuni lepidotteri, dunque non risulta pericoloso per la biodiversit\u00e0 della zona in cui il trattamento viene effettuato.<\/p>\n<p>Altri metodi sono l\u2019uso di trappole (meccaniche che usano colle speciali o feromoni, sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell&#8217;accoppiamento) oppure attraverso l\u2019endoterapia, cio\u00e8 il trattamento fitosanitario eseguito attraverso l\u2019immissione di sostanze insetticide e fungicide direttamente all\u2019interno del sistema vascolare della pianta. <\/p>\n<p>&#8220;Il ministro delle politiche agricole, con decreto del 30 ottobre 2007, ha reso obbligatoria la lotta contro la processionaria del pino e speriamo che anche il Comune di Albisola Superiore faccia qualcosa per tutelare la salute degli albisolesi&#8221; conclude Gambaretto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albisola S. &#8220;In questi ultimi anni i nostri pini ed aceri sono stati invasi dalla processionaria, un parassita che pu\u00f2 risultare molto pericoloso per la sopravvivenza di varie specie arboree e deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di &#8220;processione&#8221;. 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