{"id":20769,"date":"2008-02-04T12:40:33","date_gmt":"2008-02-04T11:40:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/02\/04\/cairo-scoperto-lautore-del-pestaggio-mortale-e-fuggito-allestero\/"},"modified":"2008-02-05T08:55:17","modified_gmt":"2008-02-05T07:55:17","slug":"cairo-scoperto-lautore-del-pestaggio-mortale-e-fuggito-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/02\/cairo-scoperto-lautore-del-pestaggio-mortale-e-fuggito-allestero\/","title":{"rendered":"Cairo, scoperto l&#8217;autore del pestaggio mortale: \u00e8 fuggito all&#8217;estero"},"content":{"rendered":"<p><strong>[image:5410:r:s=1]Cairo Montenotte<\/strong>. E\u2019 stato individuato l\u2019esecutore materiale del pestaggio che ha provocato la morte di Roberto Siri, 37 anni, artigiano di Cengio, davanti all\u2019ospedale di Cairo. Si tratta di Arjan Quku, 22 anni, albanese di Durazzo detto \u201cAri\u201d (<em>nella foto<\/em>), gi\u00e0 noto alle forze dell\u2019ordine per episodi di furto ed irregolare sul territorio italiano. Gli investigatori sono risaliti alla sua identit\u00e0 grazie ad un minuzioso lavoro di indagine, condotto congiuntamente da Procura e carabinieri, che ha composto soprattutto le contraddizioni emerse nelle testimonianze delle persone ascoltate, ragazzi tra i 18 e 25 anni sia italiani che stranieri. Quku sarebbe fuggito subito dopo aver compiuto l\u2019aggressione mortale e si troverebbe all\u2019estero, dove appunto si stanno volgendo le ricerche degli inquirenti. E\u2019 probabile che abbia cercato riparo presso qualcuno in un Paese europeo. I militari avrebbero anche gi\u00e0 individuato la nazione, ma preferiscono al momento non dire quale sia, per preservare l\u2019inchiesta.<br>\nIl ventiduenne albanese, che era ospite di un cugino in un appartamento di Cairo, avrebbe agito per vendetta, spinto da futili motivi: al vaglio l\u2019ipotesi di una ragazza che frequentava la compagnia di albanesi oppure il litigio occasionale scoppiato proprio all\u2019interno della discoteca B Spider di Bragno. Davanti al pronto soccorso \u00e8 arrivato all\u2019alba con due connazionali, che per\u00f2 non avrebbero partecipato alla spedizione punitiva e sarebbero scappati. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Quku ha raggiunto l\u2019auto in cui Roberto Siri aspettava Salvatore Tomaselli e un altro amico, che di l\u00ec a poco sarebbero usciti dall\u2019ospedale, quindi ha costretto il trentasettenne ad uscire dall\u2019abitacolo e l\u2019ha picchiato fino a ridurlo privo di sensi. Una reazione feroce per un diverbio scoppiato poche ore prima nel locale da ballo, quando italiani e albanesi avevano avuto una discussione su una ragazza sfociata in rissa.<br>\nAl momento \u00e8 stato arrestato un amico di \u201cAri\u201d, l\u2019italiano Samuel Costa, 22 anni, per detenzione ai fini di spaccio di droga e lesioni aggravate. Avrebbe partecipato alla prima rissa nella quale \u00e8 rimasto ferito l\u2019imbianchino \u201cToto\u201d Tomaselli, 43 anni, tuttora ricoverato all\u2019ospedale San Martino di Genova dove nei prossimi giorni sar\u00e0 operato dall\u2019equipe medica della divisione maxillofacciale.<br>\nSecondo quanto riferito nell\u2019interrogatorio, Costa avrebbe affermato di aver preso parte alla prima collutazione, e che successivamente sia accorso sul luogo del delitto per una chiamata ricevuta dal compare albanese: una volta arrivato l\u2019aggressione fatale era gi\u00e0 in atto e anzi lui ha cercato di separare l\u2019amico. Un resoconto che non convice pienamente e che dovr\u00e0 essere ancora analizzata nelle prossime ore, come ha fatto chiaramente intendere lo stesso procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico durante la conferenza stampa odierna presso il comando provinciale dei carabinieri.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_27\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_27\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">[image:5354:c:s=1]<\/p>\n<p>Resta il dato che gli inquirenti hanno dovuto scontrarsi con un muro di omert\u00e0. I frequentatori della discoteca dove si \u00e8 verificata la prima rissa hanno parlato poco volentieri o hanno detto di non essere in grado di fornire elementi utili. Anche l\u2019amico barricato in macchina non \u00e8 stato in grado di riconoscere gli autori o l\u2019autore dell\u2019aggressione, n\u00e8 fornire un quadro chiaro dei fatti che si sono succeduti nel corso della nottata.<br>\nUlteriori sviluppi all\u2019indagine arriveranno dalle perquisizioni effettuate dai carabinieri in alcune abitazioni cairesi. In particolare, gli investigatori hanno trovato alcuni indumenti nella lavatrice dell\u2019alloggio in cui era ospitato il Arjan Quku. Attraverso l\u2019analisi dei panni gli esperti della scientifica contano di trovare eventuali tracce di sangue. Si attende inoltre l\u2019autopsia sulla salma di Roberto Siri, che sar\u00e0 eseguita domani dagli specialisti di medicina legale dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. La Procura e le forze dell\u2019ordine hanno intanto accolto le istanze avanzate dal sidaco di Cairo, Fulvio Briano, e da ampie fasce della popolazione locale, annunciando l\u2019avvio di un piano preventivo sul fronte della sicurezza per la Valbormida.<br>\n<em>Nella foto Roberto Siri<br>\n<\/em>[image:5358:c:s=1]<\/p>\n<p>[image:5351:c:s=1]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[image:5410:r:s=1]Cairo Montenotte. E\u2019 stato individuato l\u2019esecutore materiale del pestaggio che ha provocato la morte di Roberto Siri, 37 anni, artigiano di Cengio, davanti all\u2019ospedale di Cairo. Si tratta di Arjan Quku, 22 anni, albanese di Durazzo detto \u201cAri\u201d (nella foto), gi\u00e0 noto alle forze dell\u2019ordine per episodi di furto ed irregolare sul territorio italiano. 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