{"id":206424,"date":"2011-11-28T19:13:25","date_gmt":"2011-11-28T18:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=206424"},"modified":"2011-11-28T21:19:55","modified_gmt":"2011-11-28T20:19:55","slug":"corecom-i-media-in-liguria-linformazione-si-diffonde-e-si-sposta-verso-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/11\/corecom-i-media-in-liguria-linformazione-si-diffonde-e-si-sposta-verso-internet\/","title":{"rendered":"Corecom, i media in Liguria: l&#8217;informazione si diffonde e si sposta verso Internet"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> In Liguria operano 520 imprese legate all\u2019attivit\u00e0 di comunicazione. E\u2019 uno dei dato pi\u00f9 alti a livello nazionale. Ma non \u00e8 l\u2019unico interessante fra i molti presentati questa mattina dal Corecom, Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Liguria nel rapporto i \u201cMedia in Liguria: situazione e prospettive\u201d curato da Isimm Ricerche, societ\u00e0 che realizza studi e ricerche nel campo dell\u2019informazione, della comunicazione e dell\u2019innovazione tecnologica. La Liguria infatti continua a essere regione record per il numero di compie vendute in rapporto alla popolazione: 137 giornali ogni mille abitanti a fronte di una media nazionale di 79. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_310\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_310\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Diciotto le tv locali raggruppate in 16 societ\u00e0 per\u00f2 quasi tutte, 15, sono concentrate a Genova. Alto anche il numero dei giornalisti iscritti all\u2019ordine: 2084 dei quali per\u00f2 solo 378 sono effettivamente occupati con un contratto stabile: la carenza di risorse, i tagli al personale e i prepensionamenti stanno infatti provocando un pericoloso \u201cscivolamento\u201d verso forme di collaborazione precarie (il numero dei free lance \u00e8 in forte crescita) con un evidente peggioramento dell\u2019accuratezza dei servizi informativi pagati sempre meno. <\/p>\n<p>\u201cSono dati che testimoniano le difficolt\u00e0 del settore e della professione \u2013 ha sottolineato Attilio Lugli, presidente regionale dell\u2019Ordine dei giornalisti -. E non sono gli unici a destare preoccupazione\u201d. <\/p>\n<p>Come ha spiegato Bruno Zambardino illustrando i dati emersi dalla ricerca, l\u2019editoria ligure (editoria, tv e radio) pur reggendo meglio di quella nazionale, \u00e8 investita pesantemente dalla crisi economica. Inoltre il contributo economico dell\u2019industria culturale complessivamente intesa risulta inferiore alla media italiana: 3,1% contro una media nazionale del 4,9%. <\/p>\n<p>I problemi chiave con i quali deve confrontarsi il mercato dei media locali liguri di fronte alla sfida di internet e del digitale sono legati ad un mercato che di fatto non si espande sufficientemente nelle sue due tradizionali componenti \u2013 vendite delle copie e di spazi pubblicitari \u2013 mentre resta inevasa l\u2019esigenza di individuare nuove linee di crescita dei ricavi. Sul fronte delle risorse pubblicitarie, siamo di fronte a quello che con un paradosso \u00e8 stato definito \u201cstallo dinamico\u201d: nei primi 5 mesi del 2011 si conferma la tendenza in base alla quale solo la pubblicit\u00e0 on line \u00e8 in crescita (+15,6% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente, e si tratta in cifre assolute di valori contenuti se paragonati a quelli dell\u2019editoria e di Tv e radio) mentre tutti gli altri canali accusano perdite pi\u00f9 o meno pesanti. <\/p>\n<p>A soffrire maggiormente \u00e8 la radio (-8,4%) e i quotidiani inclusa la free press (-7%). Pi\u00f9 contenuto il calo per i quotidiani solo a pagamento (-4%), televisione (-2,3%) e periodici (-1,4). <\/p>\n<p>Complessivamente la crescita vigorosa della raccolta sul web non \u00e8 sufficiente a compensare la contrazione degli altri canali, in particolare cinema e outdoor che perdono rispettivamente -16 e -15%.<br>\n\u201cCon la rivoluzione digitale siamo di fronte ad un passaggio epocale \u2013 ha detto il senatore Carlo Rognoni \u2013 Si \u00e8 passati da 6-7 canali nazionali a 435. I criteri vecchi sono superati, siamo ormai in una fase post tv generalista e post pc nella quale tv e computer si sposano. Non a caso quattro grandi colossi, tutti targati Usa, come Google, Facebook, Amazon e Apple entrano prepotentemente nel mondo della Tv. E\u2019 una sfida che tutti, dall\u2019Unione europea al singolo imprenditore locale, devono affrontare in modo nuovo\u201d.<\/p>\n<p>Come? L\u2019indagine Isimm avanza anche una serie di proposte per uscire in positivo dall\u2019attuale fase di crisi e di trasformazione.<br>\nSul versante aziendale, i media liguri dovranno mantenere elevato il livello della qualit\u00e0 dei contenuti prodotti, e, al contempo, articolare la propria offerta di produzione in rapporto alla molteplicit\u00e0 delle piattaforme rese disponibili dalla tecnologia digitale; puntare ad un forte adeguamento delle competenze professionali in ottica multitasking, per gli editori tradizionali, puntare al prestigio, autorevolezza e ruolo di filtro acquisiti nel tempo, valorizzare la presenza capillare sul territorio attraverso una diffusione di contenuti, stimolando l\u2019utenza ad una partecipazione attiva attraverso gli strumenti del social network; spingere sugli investimenti nel digitale: la tecnologia che da una parte ha rappresentato una minaccia, sta offrendo oggi un\u2019opportunit\u00e0 a vecchi e nuovi editori. Alcuni editori tradizionali dovrebbero approfondire la conoscenza del fertile e dinamico sottobosco delle web tv. Il sorgere di tali inedite alleanze consentirebbe di riempire con programmi di sicura appetibilit\u00e0 anche commerciale. <\/p>\n<p>Dal lato istituzionale occorre partire da un assunto sul quale far convergere la volont\u00e0 di Regioni ed enti locali di scommettere sulle potenzialit\u00e0 di crescita del comparto dei media in Liguria non sottovalutando anche le possibili interconnessioni con le regioni confinanti con le quali avviare politiche di sviluppo congiunte;  incoraggiare la lettura stringendo accordi con le case editrici, le scuole e il sistema di istruzione ed universitario; sul fronte degli investimenti, la Regione potrebbe impiegare in modo efficace le risorse comunitarie (PO regionali) per incentivare le imprese media pi\u00f9 innovative. <\/p>\n<p>Nelle sue conclusioni l\u2019on. Antonio Martusciello, Commissario Autorit\u00e0 per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sottolineato la necessit\u00e0 di tutelare il diritto d\u2019autore sulla rete senza per\u00f2 imbrigliare il web o mortificare le sue potenzialit\u00e0. \u00abOggi internet ha 26 milioni di utenti nel nostro paese, e il loro numero \u00e8 in continuo aumento, il 20 per cento degli italiani ormai le notizie le cerca solo su internet e questo ha determinato il boom delle testate on line. Tuttavia se non si trova un modo per remunerare e tutelare gli autori di contenuti, il rischio \u00e8 che i contenuti stessi scompaiano dalla rete o si depauperino fortemente per rifugiarsi sulle piattaforme a pagamento come le pay tv. <\/p>\n<p>Al convegno presieduto dal presidente del Corecom Pasqualino Lino Serafini sono intervenuti fra gli altri Matteo Ridolfi del Corecom, Federico Megna della Fieg, Fabrizio Berrini dell\u2019associazione Aeranti-Corallo,  Maria Pia Caruso  dell\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni; Nicola Amelio del\u2019associazione nazionale stampa on line; Michelangelo Nicolosi \u2013 Direttore Ispettorato Territoriale Liguria del Ministero dello sviluppo Economico. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. In Liguria operano 520 imprese legate all\u2019attivit\u00e0 di comunicazione. E\u2019 uno dei dato pi\u00f9 alti a livello nazionale. 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