{"id":205757,"date":"2011-11-18T20:10:51","date_gmt":"2011-11-18T19:10:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=205757"},"modified":"2011-11-19T11:48:12","modified_gmt":"2011-11-19T10:48:12","slug":"pedofilia-appello-don-luciano-massaferro-colpevole-confermata-la-condanna-di-primo-grado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/11\/pedofilia-appello-don-luciano-massaferro-colpevole-confermata-la-condanna-di-primo-grado\/","title":{"rendered":"Pedofilia, appello Don Luciano Massaferro: colpevole, confermata la condanna di primo grado"},"content":{"rendered":"<p><strong>Genova<\/strong>. Conferma piena della sentenza di primo grado. E\u2019 la pronuncia emessa, dopo sei ore di camera di consiglio, dalla corte d\u2019appello di Genova a carico di don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio che era stato condannato dal tribunale di Savona a 7 anni e 8 mesi di reclusione per abusi sessuali su una chierichetta di 12 anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_803\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_803\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il sacerdote, comunemente noto come Don Lu, era stato arrestato dalla polizia il 29 dicembre 2009, dopo le segnalazioni arrivate dagli psicologi dell\u2019ospedale Giannina Gaslini di Genova. Nel processo di primo grado, i pm savonesi Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli avevano ritenuto accoglibile il racconto della chierichetta. L\u2019intera delicata vicenda aveva sollevato un polverone di polemiche, anche oggi evidente, con la divisione dell\u2019opinione pubblica locale in colpevolisti ed innocentisti. A Genova sono arrivati in pullman alcuni sostenitori e parrocchiani del sacerdote proprio per seguire l\u2019esito.<\/p>\n<p>Il ricorso al secondo grado di giudizio era stato richiesto dagli avvocati difensori del prete, Mauro Ronco e Alessandro Chiriv\u00ec, che avevano depositato un documento di 174 pagine nel quale veniva ricostruita nel dettaglio la vicenda giudiziaria del religioso, adducendo motivazioni di \u201cnon attendibilit\u00e0\u201d della piccola destinataria delle molestie.<\/p>\n<p>La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 17 febbraio: non solo la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione ma anche l\u2019interdizione perpetua dall\u2019esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi, mentre per la vittima era stato disposto un risarcimento di 180 mila euro (oltre a 10 mila euro per la madre della piccola). All\u2019epoca il sacerdote era stato rinchiuso dapprima nel carcere di Valle Armea a Sanremo, per poi ottenere prima il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e fare infine ritorno nella \u201csua\u201d Alassio, nell\u2019alloggio dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri.<\/p>\n<p>Erano almeno tre gli episodi di molestie che gli venivano attribuiti, in particolare nel corso dei \u201ctour\u201d per le benedizioni delle case, alle quali aveva partecipano anche la sua piccola accusatrice, rappresentata in giudizio dall\u2019avvocato di parte civile Mauro Vannucci. Oggi l\u2019udienza \u00e8 filata dritta a sentenza, pur alla fine di una lunga riunione camerale, in quanto la corte, presieduta da Giorgio Odero, non ha ritenuto necessari supplementi di istruttoria. A caratterizzare la lunga giornata in aula \u00e8 stata l\u2019assenza, imprevista, del procuratore generale titolare dell\u2019accusa, che stamane, a causa di un\u2019indisposizione, ha fatto perorare le tesi al collega sostituto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova. Conferma piena della sentenza di primo grado. 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