{"id":204209,"date":"2011-11-10T15:44:42","date_gmt":"2011-11-10T14:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=204209"},"modified":"2011-11-10T18:33:34","modified_gmt":"2011-11-10T17:33:34","slug":"alluvione-meteorologi-contro-le-istituzioni-sistema-di-allerta-insufficiente-una-follia-allitaliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/11\/alluvione-meteorologi-contro-le-istituzioni-sistema-di-allerta-insufficiente-una-follia-allitaliana\/","title":{"rendered":"Alluvione, meteorologi contro le istituzioni: \u201cSistema di allerta insufficiente. Una follia all\u2019italiana\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione.<\/strong> Mancanza di comunicazione, un sistema che non funziona e l\u2019ignoranza cronica di un paese che non vuole fare i conti con il clima e che violenta il proprio territorio con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E\u2019 senza appello la condanna che i meteorologi di Limet \u2013 associazione nata esclusivamente grazie all\u2019opera di volontariato di appassionati della meteorologia e di semplici cittadini che, dal web, danno continui aggiornamenti sul tempo, sempre pi\u00f9 cliccati dagli internauti \u2013 danno della gestione dell\u2019emergenza in questo tragico inizio d\u2019autunno ligure.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_778\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_778\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cIn questi giorni e in queste ultime ore drammatiche, dapprima per alcune localit\u00e0 della Val di Vara e delle 5  Terre, ora anche per il capoluogo genovese, abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto \u2013 si legge in una nota degli addetti ai alvori \u2013 Venerd\u00ec 4 novembre ci \u00e8 toccato sentire addirittura di una fantomatica seconda ondata di piena del Bisagno  dopo che aveva smesso di piovere, come se ci trovassimo nelle pianure del nord Italia dove le ondate di piena si aspettano a distanza addirittura di giorni, creando il vero panico ingiustificato in una popolazione gi\u00e0 profondamente ferita e piegata dalla furia dell\u2019acqua\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono anni che denunciamo l\u2019insufficienza di un sistema che non funziona, l\u2019ignoranza di un paese che non vuole fare i conti con un clima che, sebbene possa anche essere  cambiato, riporta periodicamente alla luce il disagio di un territorio deturpato dalla speculazione edilizia e dall\u2019abbandono delle campagne.  Sono anni che la nostra associazione opera  direttamente sul territorio per sopperire alle gravissime carenze istituzionali che dovrebbero avere il  compito di evitare che nell\u2019arco di dieci giorni si debba piangere per ben due volte in regime di allerta 2 (la massima) diramata con largo anticipo\u201d.<\/p>\n<p>Limet opera dal 2007 sul web: in soli 4 anni \u00e8 stata capace di organizzare una lunghissima serie di iniziative destinate esclusivamente alla divulgazione della meteorologia e al monitoraggio costante delle condizioni meteoambientali in tempo reale della nostra regione. Percorsi didattici gratuiti aperti a tutta la cittadinanza, incontri formativi presso le scuole della regione,  bollettini previsionali aggiornati e curati quotidianamente da volontari professionisti del settore e una rete di monitoraggio in tempo reale (aggiornamenti che variano da uno a cinque minuti) che ad oggi vanta quasi 70 stazioni amatoriali semi-professionali in grado  di migliorare in maniera considerevole e percepibile la  previsione a brevissimo termine fondamentale in un territorio come quello ligure a grande e grave rischio idrogeologico. Il risultato tangibile di tutto questo movimento volontaristico si \u00e8 materializzato, in questi anni, in una  media di oltre tremila visitatori giornalieri che sono diventati quasi settemila il giorno dell\u2019alluvione sullo Spezzino e oltre ventimila (20.540) visitatori venerd\u00ec 4 novembre.<\/p>\n<p>\u201cUna voglia e un desiderio di dati e aggiornamenti in tempo reale che non trova corresponsione nei servizi offerti dalle istituzioni che, sebbene abbiano la possibilit\u00e0 di utilizzare strumenti potenti e utili a tutta la cittadinanza (pensiamo al radar delle precipitazioni e alle centinaia di centraline della rete regionale gestita da Arpal) non riescono a far funzionare un servizio in tempo reale dei dati meteorologici e idrogeologici che potrebbe diventare un valido aiuto a chi \u00e8 in grado di utilizzarli\u201d, precisano gli esperti di Limet.<\/p>\n<p>\u201cRiteniamo inconcepibile poi che il comune di Genova si sia dotato di ben 24 stazioni di monitoraggio meteorologico  del proprio territorio comunale mantenendole segrete, al solo utilizzo di un ufficio che, fuori dalle allerta mantiene l\u2019occhio puntato sul proprio Comune esclusivamente durante il normale orario d\u2019ufficio \u2013 si legge ancora nella nota-denuncia \u2013 Una follia all\u2019italiana, lontana anni luce dalla cultura americana in cui un dato o un servizio meteorologico  viene reso pubblico nel momento in cui scaturisce da strumentazioni finanziate con risorse pubbliche. Quelle stazioni meteo, installate sui tetti delle scuole dei nostri figli pretendiamo che vengano messe a disposizione nostra e di tutta la cittadinanza affinch\u00e8 si possa fare monitoraggio reale, sensato e utile alla salvaguardia delle persone, esattamente come \u00e8 stata utilizzata la stazione della nostra rete di rilevamento di Quezzi rimasta funzionante durante tutto l\u2019evento calamitoso e che ci ha fatto gridare al disastro molto prima che questo accadesse\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRiteniamo fondamentale unire tutte le forze competenti e la tecnologia disponibile per il monitoraggio di un territorio che presenta eccezionalit\u00e0 idro-geologiche che non possono e non devono subire, secondo noi, la passivit\u00e0 o l\u2019intransigenza di una burocrazia ingiustificata. Oggi, in tutta Italia, esistono realt\u00e0 come la nostra che operano 24 ore su 24, armate di migliaia di appassionati e professionisti del settore che operano affinch\u00e8 la meteorologia non venga confinata ad un siparietto di pochi secondi all\u2019interno di palinsesti televisivi che non prevedono pi\u00f9 un\u2019informazioneadeguata a fronte delle innumerevoli tragedie che nascono dall\u2019ignoranza nei confronti di una materia tutt\u2019altro che conosciuta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl tempo non ha tempo e gli eventi calamitosi non aspettano l\u2019apertura dell\u2019ufficio competente, ma possono essere previsti, monitorati e resi meno dannosi dall\u2019unica cosa che pu\u00f2 funzionare anche quando gli impiegati non sono al lavoro e le macchine e le strumentazioni elettroniche lavorano per loro.  E non \u00e8 un caso che il 4 ottobre dell\u2019anno scorso, alle 6 del mattino, fummo noi (e non le istituzioni e gli organi competenti che a quell\u2019ora forse dormivano ancora) che lanciammo l\u2019allarme, grazie soprattutto agli strumenti di cui ci siamo dotati, per un potenziale evento alluvionale che poi si manifest\u00f2 da l\u00ec a poche ore su Varazze e Genova Sestri. Pi\u00f9 bravi? No, semplicemente operanti 24 ore su 24 e dotati di una strumentazione che funziona in maniera<br>\nautomatizzata per offrire un servizio a tutta la comunit\u00e0 e non solo agli addetti ai lavori. Quindi, prima di andare a spasso per le televisioni a dire che l\u2019evento non era affatto prevedibile, \u00e8 meglio farsi un giro sul nostro forum per leggersi le 1043 segnalazioni in tempo reale in sole 24 ore effettuate da tutti i cittadini della nostra regione il giorno dell\u2019alluvione e fare lo sforzo di comprendere quanto tempo \u00e8 passato dai primi avvisi di pericolo a quando si \u00e8 verificato l\u2019evento calamitoso che ha devastato il cuore della nostra citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEd \u00e8 auspicabile che i nostri amministratori non debbano affermare che chiudere le scuole durante un\u2019allerta 2 di massimo grado \u00e8 una decisione difficile, perch\u00e9 quelli come loro, pagati profumatamente per amministrare una regione come la Liguria, devono essere in grado di prendere certe decisioni, senza se e senza ma, senza tentennamenti e senza la sporca e infamante paura di essere mediaticamente linciati per una decisione superiore ad un evento ancora da verificarsi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl solo fare la previsione rappresenta un totale fallimento, se poi non si segue l\u2019evento nel momento cruciale affianco a chi opera, chi sa leggere carte e strumenti e deve indicare alle forze in campo dove intervenire e dove spostare gli uomini. Abbiamo la grave sensazione che i vari comparti messi in moto dalle pubbliche amministrazioni continuino a lavorare in camere stagne senza alcun collegamento tra di loro (alla faccia dei tavoli d\u2019emergenza che ci propinano in televisione) e su fenomeni rapidi e localizzati come questi occorre comunicazioni lampo e direttamente sul campo in grado di prendere decisioni all\u2019occorrenza radicali e a volte o spesso impopolari. E a poco serve cambiare la scala di gradazione delle allerta, perch\u00e9 perch\u00e9 non \u00e8 il grado dell\u2019allerta che procura il potenziale danno ma \u00e8 la vera entit\u00e0 dell\u2019evento e la nostra capacit\u00e0 di monitorarlo in tempo reale e suggerire in tempi strettissimi tutte le misure di messa in sicurezza di cose e persone che cambiano la storia dell\u2019evento stesso, anche perch\u00e9 una previsione pu\u00f2 essere anche sbagliata e di conseguenza anche il grado di allerta pu\u00f2 risultare non idoneo. Ma occorre rivedere subito, immediatamente, le procedure di emergenza durante le allerta meteo. Basta parole, ora servono fatti, perch\u00e9 non \u00e8 possibile, non \u00e8 pi\u00f9 concepibile e accettabile che possano morire dei bambini per colpa di un torrente secondario che<br>\nnormalmente fa ridere\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPermessi lavorativi retribuiti per tutti, scuole chiuse, garanzia dei servizi essenziali, strade di esodo sgombre per i soccorsi, sirene di allarme nelle strade a grave rischio idrogeologico, punti di raccolta parcheggi per le automobili private, percorsi garantiti non alluvionabili, obbligo di esposizione in tutti gli atri di condominio delle procedure di auto protezione in caso di alluvione, dati meteo-ambientali in tempo reale e di facile  consultazione\u2026 \u00e8 cos\u00ec difficile fare prevenzione in maniera univoca e tempestiva o a seconda del comune in  cui ci troviamo dobbiamo scoprire che l\u2019allerta 2 viene vissuta e gestita in maniera diversa?  Noi di Limet, che oramai rappresentiamo uno spaccato significativo della nostra comunit\u00e0, esigiamo un  confronto su queste tematiche, esigiamo che il cittadino venga coinvolto direttamente affinch\u00e8 si possano prendere le migliori decisioni possibili che riguardano la nostra incolumit\u00e0 e il nostro futuro e affinch\u00e8  ognuno di noi possa avere tutti quegli strumenti utili per attuare quelle tanto decantate norme di autoprotezione che nessuno conosce\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEsigiamo che i dati di ogni strumento pagato con risorse pubbliche diventi automaticamente pubblico,  visualizzabile e fruibile in tempo reale a tutta la collettivit\u00e0 (e non solo agli addetti ai lavori per 8 ore al giorno) e che non si debba essere costretti, come spesso ci capita, di litigare con l\u2019amministratore di turno che ci vieta l\u2019installazione di una centralina meteorologica sul tetto del proprio condominio non comprendendo che quei dati, inviati online con le strumentazioni moderne di cui la societ\u00e0 oggi si \u00e8 dotata, possono essere utilizzate per migliorare le previsioni a brevissimo termine\u201d.<\/p>\n<p>Sono passati 45 anni dall\u2019alluvione di Firenze, e nulla sembra cambiato. Quell\u2019alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenzi\u00f2 l\u2019assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile: i cittadini non furono avvertiti dell\u2019imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe. Nel 2011, 45 anni dopo, neppure quella telefonata \u00e8 stata fatta per avvertire del disastro che stava per compiersi nel cuore della citt\u00e0 di Genova.  Nel 2011, 45 anni dopo quella tragica alluvione di  Firenze neppure quella telefonata \u00e8 stata fatta peravvertire che Monterosso e Vernazza sarebbero state seppellite da un fiume d\u2019acqua e di fango mentre quella gente stava vivendo una normale e piovosa giornata d\u2019ottobre\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPossiamo fare di pi\u00f9, vogliamo fare di pi\u00f9.  Noi siamo qui in attesa di risposte serie, precise ed esaustive, disponibili ad un incontro e a un confronto pubblico per chiarire definitivamente quali sono le vere aspettative ed esigenze della nostra collettivit\u00e0\u2026 in caso contrario porteremo avanti la nostra battaglia in maniera decisa e incisiva, perch\u00e9 questa \u00e8 la nostra terra, queste sono le nostre case, questi sono i nostri figli e saremo in grado di dimostrare che le istituzioni non sono in grado di proteggere la nostra stessa vita\u201d, concludono gli esperti di Limet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. Mancanza di comunicazione, un sistema che non funziona e l\u2019ignoranza cronica di un paese che non vuole fare i conti con il clima e che violenta il proprio territorio con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. 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