{"id":202909,"date":"2011-11-05T08:44:11","date_gmt":"2011-11-05T07:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=202909"},"modified":"2011-11-05T14:01:35","modified_gmt":"2011-11-05T13:01:35","slug":"diocesi-savonese-contro-la-pedofilia-zanardi-progetto-ipocrita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/11\/diocesi-savonese-contro-la-pedofilia-zanardi-progetto-ipocrita\/","title":{"rendered":"Diocesi savonese contro la pedofilia, Zanardi: \u201cProgetto ipocrita\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. La Diocesi di Savona-Noli lancia un progetto di prevenzione anti-pedofilia, anche per rispondere a chi l\u2019ha pi\u00f9 volte accusata di \u201cnon voler vedere\u201d, e Francesco Zanardi, della Rete l\u2019Abuso, parte al contrattacco.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_156\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_156\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cStamane vengo informato che in evidenza sulla locandina de \u2018Il Letimbro\u2019 finalmente si parla di pedofilia, quella che ha travolto le Diocesi di tutto il mondo, e come i savonesi sanno bene non poteva risparmiare l\u2019intera Diocesi di Savona che negli ultimi trent\u2019anni \u00e8 stata indiscussa maestra di omert\u00e0 ed insabbiamenti che continuano tutt\u2019ora \u2013 premette Zanardi \u2013 Non ho resistito alla curiosit\u00e0 e sono uscito a cercarne una copia. Leggo e l\u2019articolo \u00e8 un inno all\u2019ipocrisia, comincia con la parola \u2018prevenzione\u2019 che se non vado errato vuole dire, oltre a cercare di fare in modo che non accadano pi\u00f9 simili crimini, si mettano in grado di non nuocere ai bambini anche i sacerdoti pedofili di cui si ha testimonianza. Naturalmente la coscienza impone che non necessariamente questi pedofili siano perseguibili dalla legge laica, ma quando ci sono di mezzo pesanti sospetti e testimonianze di vittime ascoltate dal Vescovo, anche se prescritte, si prendano almeno delle precauzioni. Gi\u00e0 ma serve una coscienza per farlo!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019undicesima riga della prima colonna, l\u2019autore Marco Gravino ha gi\u00e0 terminato le credenziali della Diocesi di Savona, ma l\u2019articolo continua, per ben sei colonne \u2013 continua Zanardi \u2013 Appunto all\u2019undicesima riga, prima colonna, si cominciano a sfoggiare le credenziali di Cismai la cui collaborazione viene presentata come una novit\u00e0 assoluta per la Diocesi di Savona, addirittura a livello nazionale. Forse Cismai non conosce bene i fatti sicuramente omessi, accaduti in questa Diocesi, poi continua facendosi forza sulle credenziali di Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta del centro \u201cTiama\u201d , Maria Selvini, Antonello Angeli, cita Unicef e Save the children\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPurtroppo nelle sei colonne non fa accenno alle vittime, parla solo delle persone sopracitate come educatori per i sacerdoti e i laici che collaborano con la Diocesi, verrebbe da pensare che il problema sia molto pi\u00f9 grave di quanto si voglia far vedere \u2013 incalza Zanardi \u2013 Non si parla delle ritorsioni fatte a molte vittime e testimoni per dissuaderli a denunciare, alle persone che hanno testimoniato la verit\u00e0 davanti ai magistrati, malate costrette senza lavoro, senza casa, ma con lo sfratto da parte del Vescovo Lupi e del Vicario Antonio Ferri che ha riguardo possiede un ottimo curriculum di omert\u00e0 e coperture al fianco di mons. Dante Lafranconi. Una situazione misera e molto triste soprattutto quando gli autori si ritengono uomini di Dio, davanti alla quale persino l\u2019onnipotente dovrebbe costituirsi parte civile. Qualche giorno fa, in una telefonata con Pablo Trincia de \u2018Le Iene\u2019, programma che si sta occupando molto di questo grave problema, mi riferiva che hanno centinaia di segnalazioni, tutte su preti cattolici. Sulla sua pagina di Facebook scrive \u2018Ogni volta che mandiamo in onda un servizio su un prete che si \u2018intrattiene\u2019 con dei minori veniamo inondati di messaggi privati, segnalazioni sul sito e fax che denunciano altri casi simili. In Sicilia come in Toscana, in Veneto come in Campania. Sono tanti. Troppi. E\u2019 come se da un mondo sommerso e oscuro si aprissero ogni volta nuovi spiragli di verit\u00e0. Qualcuno scrive in forma anonima anche solo per raccontare quello che gli \u00e8 successo e sfogarsi. Qualcun altro chiede aiuto. Ma \u00e8 un continuo. Per non parlare di tutti quei casi che non vengono denunciati e non vedranno mai la luce. Quello che ho imparato (meglio dire \u2018vissuto\u2019) mentre realizzavo il servizio insieme all\u2019ottimo collega autore Giorgio Romiti, \u00e8 che gli abusi nel mondo ecclesiastico (e nel mondo in generale) non si sviluppano solo a causa di un sistema sostanzialmente distorto, che li costringe al volo di castit\u00e0 e alla rinuncia di una famiglia; ma trovano anche terreno fertile nell\u2019humus sociale di paesini dove a contare \u00e8 prima di tutto la paura di essere giudicati, di essere i primi a denunciare, di gettare un sasso nello stagno del silenzioso quieto vivere attorno al quale vivono comunit\u00e0 che spesso scelgono di girarsi dall\u2019altra parte e far finta di nulla. Perch\u00e9 \u2013 per quanto paradossale \u2013 in alcuni posti un prete che tocca \u00e8 comunque pi\u00f9 tollerabile del ragazzo che lo denuncia. E quindi non stupitevi, se vi dico che la vera difficolt\u00e0 di questo pezzo \u00e8 stato interagire con i protagonisti della vicenda: convincerli a parlare, a denunciare, a lasciar perdere le opinioni degli altri. Sconfiggere la piaga dei preti che adescano, molestano e se ne approfittano (perch\u00e9 di \u2018piaga\u2019 stiamo parlando) significa superare questa cultura del silenzio cos\u00ec diffusa tra le sue vittime\u2019\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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