{"id":201252,"date":"2011-10-28T16:52:17","date_gmt":"2011-10-28T14:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=201252"},"modified":"2011-10-29T12:03:12","modified_gmt":"2011-10-29T10:03:12","slug":"agente-e-militare-accusati-di-aver-favorito-donna-che-denunciava-falsamente-il-marito-2-calunniatori-a-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/10\/agente-e-militare-accusati-di-aver-favorito-donna-che-denunciava-falsamente-il-marito-2-calunniatori-a-giudizio\/","title":{"rendered":"Agente e militare accusati di aver \u201cfavorito\u201d donna che denunciava il marito di maltrattamenti: 2 \u201ccalunniatori\u201d a giudizio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Una storia di liti familiari culminata in una serie di denunce e controdenunce e che ha finito per coinvolgere anche due membri delle forze dell\u2019ordine (un ispettore di polizia all\u2019epoca in servizio alla Procura e un maresciallo dei carabinieri). Stamattina il caso \u00e8 stato affrontato in tribunale a Savona: da una parte una donna di origini egiziane di 37 anni, l\u2019agente e il militare in qualit\u00e0 di parti offese, dall\u2019altra, imputati di calunnia, il nipote del suo ex marito, A. S., 41 anni, e la moglie di questi, F. S., 37 anni, anch\u2019essi di origini egiziane. L\u2019uomo deve inoltre rispondere anche dell\u2019accusa di subornazione di testimone.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_66\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_66\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Secondo la denuncia i due si erano presentati nell\u2019ufficio del pubblico ministero Chiara Maria Paolucci, che indagava sull\u2019ex marito accusato di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti dell\u2019ex moglie (ritenuta \u201ctroppo occidentalizzata\u201d) rendendo dichiarazioni \u201cfalse e calunniose\u201d. In particolare il nipote dell\u2019indagato aveva sostenuto che la donna si era procurata da sola le lesioni lamentate o che, in altri casi, i certificati medici che accertavano le lesioni erano falsi. Sempre secondo i due, la donna per fare questo si sarebbe fatta aiutare dal poliziotto e dal carabiniere, i quali si sarebbero anche rifiutati di verbalizzare le dichiarazioni della sorella della presunta vittima degli abusi che voleva \u201cdire la verit\u00e0\u201d sulla vicenda.<\/p>\n<p>I due imputati di oggi quindi \u2013 cos\u00ec recita il capo d\u2019imputazione \u2013 avevano accusato l\u2019agente e l\u2019egiziana di calunnia e i due membri delle forze dell\u2019ordine di omissione di atti d\u2019ufficio \u201cpur sapendoli innocenti\u201d. L\u2019uomo \u00e8 anche accusato di aver offerto alla sorella della vittima e a un altro parente 20 mila euro o la promessa di un lavoro in Italia, se avessero deposto il falso nel procedimento penale a carico dello zio che doveva rispondere di maltrattamenti nei confronti dell\u2019ex moglie. Procedimento nel quale, nel 2007, l\u2019uomo era poi stato condannato a sei anni di reclusione, dei quali due anni e due mesi condonati.<\/p>\n<p>Oggi in aula ha testimoniato proprio il poliziotto (che si \u00e8 costituito parte civile chiedendo un risarcimento di 25 mila euro): ha ribadito la sua estraneit\u00e0 ai fatti, spiegando di non aver mai rifiutato di verbalizzare alcuna denuncia da parte degli odierni imputati. L\u2019ispettore ha anche precisato che tra lui e l\u2019ex moglie dell\u2019egiziano non c\u2019\u00e8 mai stato nessun tipo di rapporto \u201cextra-lavorativo\u201d come qualcuno avrebbe insinuato. Al termine dell\u2019audizione il giudice ha rinviato il procedimento al 13 gennaio 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Una storia di liti familiari culminata in una serie di denunce e controdenunce e che ha finito per coinvolgere anche due membri delle forze dell\u2019ordine (un ispettore di polizia all\u2019epoca in servizio alla Procura e un maresciallo dei carabinieri). 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