{"id":19994,"date":"2008-01-16T16:33:20","date_gmt":"2008-01-16T15:33:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/01\/16\/malattia-invasiva-da-meningococco-il-primario-giovanni-riccio-riduce-lallarmismo\/"},"modified":"2008-01-17T09:37:25","modified_gmt":"2008-01-17T08:37:25","slug":"malattia-invasiva-da-meningococco-il-primario-giovanni-riccio-riduce-lallarmismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/01\/malattia-invasiva-da-meningococco-il-primario-giovanni-riccio-riduce-lallarmismo\/","title":{"rendered":"Malattia invasiva da meningococco: il primario Giovanni Riccio riduce l&#8217;allarmismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:139:l]Pietra Ligure<\/strong>. Marco C., 24 anni, loanese, \u00e8 stato ricoverato ad inizio anno nel reparto Malattie infettive del Santa Corona per \u201cmalattia invasiva da meningococco\u201d. Non era la tanto temuta meningite, ma poteva diventarla. L\u2019episodio ha suscitato interesse e preoccupazione. L\u2019evoluzione del caso \u00e8 stata spiegata dal primario Giovanni Riccio, che riepiloga: \u201cNella notte tra il 2 e il 3 gennaio \u00e8 stato ricoverato presso il nostro reparto un paziente con un quadro in seguito diagnosticato come malattia invasiva da meningococco. Il meningococco, o neisseria meningitidis, \u00e8 un batterio che pu\u00f2 causare gravi infezioni sistemiche, setticemie, spesso associate a meningite. Si trasmette per via aerea e prevede quindi la necessit\u00e0 di un contatto diretto tra un soggetto infetto ed un soggetto ricettivo. Perch\u00e9 avvenga la trasmissione, \u00e8 abitualmente necessario un contatto piuttosto prolungato. Per questo motivo la malattia si diffonde assai spesso in ambienti chiusi e poco areati, specie nei mesi invernali. Essendo correlata ad una discreta mortalit\u00e0 e in grado di dare piccole epidemie, quest\u2019affezione ha tutte le caratteristiche per colpire l\u2019immaginazione del pubblico e dei media\u201d.<br>\nAggiunge: \u201cIn realt\u00e0 non siamo affatto in presenza di una emergenza, il numero di casi annui segnalati \u00e8, nel nostro paese, basso ed in costante e progressiva riduzione. Naturalmente, quando un caso si verifica, \u00e8 necessario per\u00f2, vista la potenziale gravit\u00e0, affrontarlo con tempestivit\u00e0 ed efficacia sia dal punto di vista clinico che igienistico. Anche in questo caso, come in tutti quelli che giungono alla nostra osservazione, \u00e8 stato iniziato un trattamento antibiotico il pi\u00f9 precocemente possibile e questo ha condotto ad un rapido miglioramento delle condizioni cliniche del paziente. Direzione sanitaria ed Ufficio igiene, con grande rapidit\u00e0, hanno iniziato la ricerca dei contatti diretti, vale a dire coloro che nelle 72 ore precedenti avevano convissuto nello stesso ambiente del paziente per almeno 3-4 ore. Questi soggetti sono stati trattati, nel giro di poche ore, con una singola somministrazione d\u2019antibiotico che garantisce una sicurezza vicina al 90% di non sviluppare malattia. Nei 18 anni d\u2019attivit\u00e0 al Santa Corona non ho assistito mai ad un caso di contagio secondario, vale a dire in nessuno dei casi di pazienti ricoverati per meningite il contagio si \u00e8 propagato ad altre persone\u201d.<br>\nConclude Riccio: \u201cE\u2019 possibile rassicurare i cittadini sul fatto che in tutti i casi in cui \u00e8 richiesta una tempestiva profilassi la tanto bistrattata sanit\u00e0 pubblica ha sempre dato, in questi anni, prova di saper agire con competenza e tempestivit\u00e0. In questo momento la situazione, specie riguardo al controllo dei contatti, pu\u00f2 essere complicata dalla concomitanza con l\u2019epidemia di virus parainfluenzale e influenzale. E\u2019, infatti, molto frequente il riscontro di febbre e cefalea. Ritengo che la via per evitare errori sia di evitare l\u2019automedicazione o, per contro, l\u2019eccessivo allarmismo, con conseguente intasamento del pronto soccorso. La via giusta \u00e8, come sempre, rivolgersi con fiducia al medico curante che ha la capacit\u00e0 di interpretare con professionalit\u00e0 i sintomi e di distinguerne l\u2019eventuale pericolosit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:139:l]Pietra Ligure. Marco C., 24 anni, loanese, \u00e8 stato ricoverato ad inizio anno nel reparto Malattie infettive del Santa Corona per \u201cmalattia invasiva da meningococco\u201d. Non era la tanto temuta meningite, ma poteva diventarla. L\u2019episodio ha suscitato interesse e preoccupazione. 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