{"id":19877,"date":"2008-01-14T15:30:35","date_gmt":"2008-01-14T14:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/01\/14\/giuliano-falco-albenga-immigrazione-e-integrazione\/"},"modified":"2008-01-14T12:16:07","modified_gmt":"2008-01-14T11:16:07","slug":"giuliano-falco-albenga-immigrazione-e-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/01\/giuliano-falco-albenga-immigrazione-e-integrazione\/","title":{"rendered":"Albenga, riflessioni di Giuliano Falco su immigrazione e integrazione razziale"},"content":{"rendered":"<p> Ho letto, con colpevole ritardo, <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2007\/12\/22\/immigrazione-e-integrazione-ad-albenga-dibattiti-e-polemiche-tonarelli-propone-un-forum\/\" target=\"_blank\">l\u2019articolo (n. 19154)<\/a> di Fabrizio Pinna apparso su Ivg del  22 dicembre scorso a proposito delle polemiche occorse in seguito alla richiesta da parte del Comitato donne e mamme musulmane di avere un\u2019aula scolastica, fuori dall\u2019orario di lezione per poter insegnare la lingua madre ai bambini arabofoni; contestualmente, la polemica \u00e8 nata anche in seguito a un\u2019altra richiesta, partita dal Centro Culturale Islamico di Albenga di avere un\u2019area a loro dedicata nel cimitero cittadino. Chi scrive \u00e8 parte in causa, sia per gli ottimi rapporti che conduce con le due Associazioni citate sia per il duplice ruolo che riveste: quello di essere insegnante elementare presso il II\u00b0 Circolo (insegnante che si d\u00e0 da fare per far s\u00ec che tutti i bambini, italiani o stranieri che siano,<br>\nriescano a dare il meglio di loro stessi) e quello di Presidente dell\u2019Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio che, ormai da anni, lavora, con le sue volontarie, nelle scuole per facilitare l\u2019inserimento e l\u2019integrazione dei bambini stranieri.<br>\nVorrei offrire al lettore alcune riflessioni sorte leggendo l\u2019articolo di Pinna e le affermazioni di Carlo Tonarelli in esso riportate. Innanzitutto, la destra, in evidente crisi di trasformazione e ristrutturazione degli equilibri \u00e8 riuscita, anche nella nostra citt\u00e0, a far passare almeno tre pensieri \u2018forti\u2019:<br>\n1.     che l\u2019emigrazione sia un problema di ordine pubblico, di sicurezza (in questo inseguita da molta \u2018sinistra\u2019);<br>\n2.     che l\u2019emigrazione sia solo musulmana (confondendo religione e nazionalit\u00e0: e allora che fare con i sempre pi\u00f9 numerosi italiani convertiti?);<br>\n3.     che i problemi vengano solo dai migranti.<br>\nMi spiego meglio: l\u2019immigrazione non \u00e8 solo un problema di sicurezza, ma un problema di dignit\u00e0, di condizioni di vita umane, di lavoro per tutti, di accesso all\u2019istruzione e alla sanit\u00e0, di diritto ad avere una famiglia e, in ultimo ma non meno importante, quello di avere un punto di ritrovo e un luogo di culto degno di questo nome. Se noi non marginaliziamo i migranti, togliamo terreno ai malviventi: in genere, le persone, siano esse straniere o italiane, chiedono solo di poter vivere in pace, di avere una casa degna di questo nome e un lavoro retribuito come si deve.<br>\nL\u2019emigrazione non \u00e8 solo musulmana: non \u00e8 questione di religione. Coloro che vengono qui, in genere vengono per lavorare, non per far proseliti, vengono per vivere, non per sopravvivere. Il musulmano, evidentemente, fa ancora paura, e il Mamma li Turchi! \u00e8 sempre un ottimo portar l\u2019acqua al proprio mulino elettorale.<br>\nPersonalmente, e vengo al terzo punto, non mi sembra che i problemi vengano solo dai migranti. Vogliamo parlare dei lavoratori rumeni pagati due tre euro l\u2019ora? Vogliamo accennare al fatto delle centinaia di persone che lavorano in nero (e sottopagati) nell\u2019agricoltura? Spesso si ha l\u2019impressione che i migranti debbano esistere solo quando lavorano (e vengono sfruttati) per poi dover sparire e non aver diritti di alcun genere. Sia ben chiaro, tanto per prevenire una facile obiezione: questi sono diritti che devono essere goduti da tutti?tempo fa, sulle pagine di una rivista telematica savonese ho avuto una polemica con un (allora) leghista, Roberto Nicolick: ebbene, questo signore mi ricorda quella parabola biblica della pagliuzza che si vede nell\u2019occhio altrui e non si vede la trave che c\u2019\u00e8 nel proprio. Mi citava il caso di quel ragazzo marocchino che, qualche anno fa ha ucciso, proprio ad Albenga, due ragazze italiane. \u00c8 stato un criminale e va punito, senza ombra di dubbio. Ma non \u00e8 che per le colpe di uno, ci debbano rimettere tutti: \u00e8 il classico caso in cui fa pi\u00f9 rumore un albero che cade che una foresta che cresce.<br>\nPassiamo oltre. Nell\u2019articolo di Pinna ci sono anche alcune affermazioni di Carlo Tonarelli, il noto portavoce dei Verdi, che riporta dati secondo i quali, gli immigrati contribuiscono per il 5,1% al Prodotto Interno Lordo. \u00c8 giusto citare questa realt\u00e0, ma personalmente, vorrei andare oltre al discorso dell\u2019immigrato come risorsa perch\u00e9 non vorrei che si riducesse tutta l\u2019articolata e complessa problematica dell\u2019immigrazione alla sola sfera economica. Ricalcando, fra l\u2019altro, ancora una volta, la destra che vede l\u2019ingresso nel nostro paese vincolato al lavoro. Ma non possiamo erigere muri verso il sud del mondo: ci sar\u00e0 sempre qualche falla, qualche mezzo per aggirarli, qualche sistema per oltrepassarli. Non ci sono riusciti gli Stati Uniti con le loro frontiere meridionali segnate da un muro (di cemento o elettronico) e da corpi di guardia che vigilano a bloccare l\u2019immigrazione clandestina, figuriamoci noi?<br>\nNon solo. Il vero problema \u00e8, come ricorda Tonarelli, che non esiste una vera politica dell\u2019immigrazione, e se \u00e8 vero che bisogna superare l\u2019ottica del volontariato \u00e8 anche vero che questo supplisce una vacanza, una grave carenza istituzionale, nella scuola come altrove (ma di questo ne parleremo pi\u00f9 avanti). Occorre superare la mentalit\u00e0 dell\u2019emergenza, anche perch\u00e9 nella nostra citt\u00e0 abbiamo migranti residenti da quasi vent\u2019 anni, che parlano italiano, che pagano le tasse, i cui figli sono nati qui (e quando tornano in Marocco non comunicano pi\u00f9 con i nonni: da questa semplice constatazione \u00e8 nata la richiesta di un corso di arabo ?sia chiaro una volta per tutte: aperto a chiunque voglia iscriversi, italiano o di origine araba che sia). Occorre costituire (e noi come Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio lo stiamo facendo) gruppi composti da persone straniere e italiane che lavorino insieme su tematiche comuni (ovviamente, il nostro terreno privilegiato \u00e8 la scuola), per aiutarci l\u2019un \u2018altro, conoscerci e comprenderci, ognuno restando nella propria diversit\u00e0. Un\u2019altra proposta, che personalmente porto avanti da anni, \u00e8 quella di costituire una Consulta dei migranti, composta dalle associazioni, dai centri culturali e da individualit\u00e0 cittadine (ma questa Consulta deve nascere dagli stranieri stessi, noi operatori possiamo collaborare da esterni). Questo organismo deve nascere e darsi una forma giuridica: solo cos\u00ec potr\u00e0 avere un potere contrattuale con le istituzioni, cosa che del resto accade gi\u00e0 da anni altrove.<br>\nIl buon Tonarelli parla degli alunni stranieri, precisando che \u201cad Albenga pi\u00f9 del 10 % della popolazione \u00e8 extracomunitaria e in certe scuole quasi il 20 % dei bambini \u00e8 extracomunitario. *Non si pu\u00f2 pensare di lasciare fare al volontariato*\u201d (sottolineatura mia). E bravo! Le forze, pur minime del volontariato, soprattutto nella scuola, suppliscono a una mancanza istituzionale gravissima. Nella nostra provincia, ma si potrebbe fare la stessa affermazione a livello regionale, mancano le risorse, gli aggiornamenti, gli aiuti per attrezzare la scuola a  far fronte alle nuove problematiche. E non si tratta solo di problemi linguistici, ma pi\u00f9 generali, culturali e inter culturali. Manca una visione d\u2019insieme e nello stesso tempo una progettualit\u00e0: quelli che frequentano ora le aule delle scuole elementari, un domani non lontano saranno  cittadini?<br>\nSe non ci fosse quel manipolo di volontari che aiuta gli insegnanti, che comunica con i genitori (stranieri e non), che cerca di fare il possibile con scarsi mezzi e risorse, la situazione sarebbe sicuramente peggiore. Certo anche noi vorremmo che lo stato si facesse carico di queste problematiche e, invece di sperperare il denaro pubblico finanziando missioni militari o pagando, pi\u00f9 che a peso d\u2019oro, i manager dell\u2019Alitalia o della Tirrenia, investisse nel proprio futuro?ma si sa: l\u2019Italia investe nella formazione lo zero virgola per cento del proprio PIL.<br>\nE a livello locale? Giro la domanda agli amministratori interessati?<br>\nInfine, ancora due osservazioni:<br>\na)     nell\u2019articolo citato, Tonarelli fa un\u2019altra affermazione interessante; ed \u00e8 quando dice, giustamente, che \u201cAlbenga potrebbe diventare una sorta di \u2018laboratorio sperimentale'\u201d. Caro amico nel suo piccolo lo \u00e8 gi\u00e0: a partire dal Gruppo Wissal (formato su sollecitazione dell\u2019Associazione Centro d\u2019Ascolto della Caritas diocesana), che \u00e8 stato attivo per qualche anno nella nostra citt\u00e0, ed era formato da operatori dei servizi (sociali, sanitari e educativi) e da persone straniere (serbe, albanesi e marocchine) per arrivare allo scorso Natale dove in una scuola elementare donne musulmane (volontarie dell\u2019Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio) e un\u2019insegnante di religione cattolica hanno festeggiato insieme le prime la Festa del Montone (celebrazione musulmana del Sacrificio d\u2019Isacco) il Natale la seconda?e anche il fatto che donne straniere chiedano di fare le volontarie per la medesima associazione, al di l\u00e0 della fede musulmana, mi sembra un buon esempio di cittadinanza attiva;<br>\nb)    in chiusura dell\u2019articolo citato, Pinna riporta alcune domande che Tonarelli si pone. Sono diverse e articolate e i destinatari sono altri; rispondo, per quanto di mia competenza solo ad alcune. Tonarelli si chiede se i musulmani possono essere integrati. Mi sembra di s\u00ec, anche perch\u00e9 la comunit\u00e0 islamica ingauna \u00e8 aperta al confronto e al dialogo; ovviamente possono (e debbono) essere coinvolti nella vita sociale, politica e civile della citt\u00e0 a meno che non si voglia costruire una societ\u00e0 segregazionista e razzista. Se questo comporta la costruzione di una Moschea, non mi sembra la mote di nessuno, anzi sarebbe un gesto di civilt\u00e0 (quella che ora viene impropriamente definita Moschea \u00e8, con tutto il rispetto, un magazzino freddo (d\u2019inverno) e caldo (d\u2019estate) sempre umido e soprattutto inadatto alle esigenze della numerosa comunit\u00e0 islamica (almeno nominalmente i musulmani di Albenga superano le cinque centinaia). La presenza di una forte comunit\u00e0 implica il fatto che le strutture amministrative devono essere in grado di rispondere alle nuove esigenze ?che vanno anche ad aiutare i cittadini italiani. Ad esempio: se venisse pubblicato un opuscolo plurilingue (italiano, arabo, albanese, ecc.) dove vengono indicati gli uffici che rilasciano i principali documenti, dove si trovano questi uffici, il loro orario, cosa serve per ottenere questi documenti (marche da bollo, fotografie, ecc.) sarebbe di grande aiuto e non solo, lo ripeto, per gli stranieri?Giustamente, anche Tonarelli parla di corsi di aggiornamento per i dipendenti pubblici: \u00e8 un\u2019iniziativa a mio parere indispensabile ma non dovrebbe essere organizzata in chiave multi culturale ma inter culturale (e non \u00e8 solo una questione linguistica: il multiculturalismo \u00e8 stato attuato nei paesi anglosassoni  nei quali non c\u2019\u00e8 stata una reale integrazione (perch\u00e9 di integrazione si tratta ma l\u2019integrazione \u00e8 un processo a doppio senso, non a senso unico. Dobbiamo integrarci, reciprocamente). Ovviamente, la presenza sempre pi\u00f9 massiccia di persone straniere implica anche una modifica dei programmi scolastici. Rischierebbe di essere un discorso molto complicato e che richiederebbe troppo e tempo e spazio. A livello locale si pu\u00f2 ricordare che la normativa sull\u2019autonomia scolastica lascia la gestione di una parte del curriculum alle singole istituzioni.<br>\nInfine vorrei rivolgere un appello ai lettori dell\u2019 ivg: l\u2019Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio di Albenga \u00e8 alla costante ricerca di volontari. Non viene richiesta una preparazione specifica e l\u2019impegno minimo richiesto \u00e8 di due ore settimanali. Per contattare l\u2019Associazione scrive a <a href=\"mailto:giulianofalco@gmail.com\">giulianofalco@gmail.com<\/a>.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_116\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_116\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p align=\"right\" data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Giuliano Falco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto, con colpevole ritardo, l\u2019articolo (n. 19154) di Fabrizio Pinna apparso su Ivg del 22 dicembre scorso a proposito delle polemiche occorse in seguito alla richiesta da parte del Comitato donne e mamme musulmane di avere un\u2019aula scolastica, fuori dall\u2019orario di lezione per poter insegnare la lingua madre ai bambini arabofoni; contestualmente, la polemica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[],"class_list":["post-19877","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/19877","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=19877"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/19877\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=19877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=19877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=19877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}