{"id":197627,"date":"2011-10-13T18:51:46","date_gmt":"2011-10-13T16:51:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=197627"},"modified":"2011-10-13T19:04:47","modified_gmt":"2011-10-13T17:04:47","slug":"acqua-pubblica-e-rifiuti-privati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/10\/acqua-pubblica-e-rifiuti-privati\/","title":{"rendered":"Acqua pubblica e rifiuti privati&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata Internazionale degli Indignados del prossimo 15 ottobre, vorrei condividere la mia seguente indignazione con i 130 mila elettori della Provincia di Savona che hanno votato si al questo n.\u00b01 del referendum dello scorso 12 giugno. Tale quesito proponeva l\u2019abrogazione dell\u2019art. 23 bis della legge n. 133\\2008, il quale stabiliva che la gestione dei servizi pubblici locali dovesse avvenire, in via ordinaria, a favore di soggetti privati. Tra i servizi pubblici sono contemplati, oltre a quelli della gestione dell\u2019acqua, anche quelli per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Una sentenza del 1\\4\\2011 del Consiglio di Stato ha stabilito che il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani \u00e8 un servizio pubblico locale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_542\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_542\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Pertanto votando si al quesito, il 60% degli italiani hanno sottratto dall\u2019obbligo di privatizzazione tutti i servizi pubblici locali disciplinati dall\u2019articolo 23 bis, come il servizio idrico integrato, il trasporto urbano e la gestione dei rifiuti. Lo spirito di questa votazione popolare (peraltro storica) \u00e8 senza dubbio da interpretare come la volont\u00e0 della maggioranza degli italiani che tali servizi restino a gestione<br>\npubblica, perch\u00e9 ad essi appartengono. Fanno parte di quei beni che, secondo la definizione della Commissione Rodot\u00e0 \u201cesprimono utilit\u00e0 funzionali all\u2019esercizio dei diritti fondamentali, nonch\u00e9 al libero sviluppo della persona\u201d.<\/p>\n<p>E ora vengo al punto. Il 1\u00b0agosto il Comune di Cairo M.tte ha organizzato una conferenza nella quale ha presentato il progetto di Ferrania Ecologia (societ\u00e0 privata) di costruire un biodigestore, impianto utile a trattare tutta la frazione umida dei rifiuti proveniente almeno da tutta la Provincia. Dalla biodigestione di questo rifiuto si former\u00e0 biogas (che, attraverso la sua combustione, generer\u00e0 energia elettrica) e compost (che sar\u00e0 venduto come fertilizzante di terreni agricoli). Questo impianto sar\u00e0 redditizio, sia per la vendita di energia elettrica e del compost, sia per le tariffe che i Comuni dovranno pagare per conferirci la frazione organica umida dei rifiuti (solo dopo essersi organizzati con una selettiva raccolta differenziata).<\/p>\n<p>Ed ecco la mia indignazione, che vorrei condividere con tutti voi. Come mai una Giunta di centro-sinistra, formata da partiti che hanno sostenuto il si al referendum (al quale hanno votato positivamente oltre 6 mila cairesi) ha fatto una scelta del genere, appena 50 giorni dopo l\u2019esito del referendum? Perch\u00e9 dare in mano a dei privati un monopolio del genere, con relativi rischi di incrementi ingiustificati sulla tassa dei rifiuti?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 privare i 69 Comuni della Provincia di Savona di introiti da una possibile gestione in consorzio di tale impianto, proprio in un periodo nel quale il Governo centrale continua a ridurre fondi per le autonomie locali (fondi che potrebbero anche andare a sostenere economicamente la spesa per la raccolta differenziata a carico delle famiglie)? Inoltre verr\u00e0 costruita una strada di servizio per tale impianto con soldi pubblici (oltre 1,5 milioni di euro)<\/p>\n<p>Io mi sono indignato. E voi?<\/p>\n<p><em>Giacomo Viglietti<\/em><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata Internazionale degli Indignados del prossimo 15 ottobre, vorrei condividere la mia seguente indignazione con i 130 mila elettori della Provincia di Savona che hanno votato si al questo n.\u00b01 del referendum dello scorso 12 giugno. 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