{"id":192650,"date":"2011-09-25T15:57:42","date_gmt":"2011-09-25T13:57:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=192650"},"modified":"2011-09-25T16:10:50","modified_gmt":"2011-09-25T14:10:50","slug":"francesco-negro-medico-antifascista-ucciso-per-aver-esecrato-le-esecuzioni-dei-partigiani-comunisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/09\/francesco-negro-medico-antifascista-ucciso-per-aver-esecrato-le-esecuzioni-dei-partigiani-comunisti\/","title":{"rendered":"Francesco Negro, medico antifascista, ucciso per aver esecrato le esecuzioni dei partigiani comunisti"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il 25 aprile 1945 iniziarono in tutto il Savonese le vendette, spesso personali, seguite da ruberie ed esecuzioni sommarie a danno di presunti fascisti, effettuate da partigiani comunisti i quali con l\u2019uso delle armi avevano creato un nuovo status quo, sanguinario e terroristico.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non tutti gli antifascisti, erano d\u2019accordo con questo tipo di comportamenti che ben poco avevano a che fare con la Resistenza e che al contrario avevano molto del criminale. Uno di questi era un medico, di fede socialista,  contrario ad ogni violenza e molto amato dalla gente, personaggio  autorevole presso il C.N.L.: Francesco Negro, quarantaseienne, nativo di Quiliano, Presidente della Croce Rossa.<\/p>\n<p>Negro persona per bene, onesto e corretto, in qualit\u00e0 di Ufficiale Sanitario presso il Comune di Savona stilava i certificati di morte delle persone decedute, per qualsiasi motivo, nel territorio di Savona.<\/p>\n<p>Il Dottor Negro, si era accorto dell\u2019impennata del numero dei morti, uccisi da arma da fuoco o per altra causa violenta, avvenuta a partire dalla data della Liberazione. La cosa l\u2019aveva constatata di persona e molto da vicino poich\u00e9, egli come funzionario sanitario, si  recava in tutti i luoghi dove venivano rinvenuti corpi crivellati di proiettili per constarne il decesso e stilarne il certificato di morte.<\/p>\n<p>Il piazzale antistante il Cimitero Savonese , ogni notte ospitava decine di corpi risultato di esecuzioni sommarie, abbandonati per essere seppelliti in quel luogo, dagli squadroni rossi della morte che lavoravano a pieno ritmo. I prigionieri, per lo pi\u00f9 civili, benestanti e abbienti, erano prelevati nei campi di prigionia di Segno e Legino, trasportati al Cimitero e passati per le armi. Per comodit\u00e0, venivano giustiziati con un colpo alla nuca, senza perdere tempo in inutili cerimonie. Poi gli assassini passavano all?incasso nelle abitazioni dei morti e si appropriavano di tutto.<\/p>\n<p>Ogni luogo, un po defilato dalla vista di scomodi testimoni, era utilizzato dalle squadre di fucilatori rossi come poligono di tiro, dove i bersagli erano inermi prigionieri, accusati a torto o a ragione di essere fascisti, i quali venivano ammazzati senza alcun tipo di processo. Anzi molti di questi assassinati erano gi\u00e0 stati giudicati innocenti e quindi rimessi in libert\u00e0 dalla C.A.S. (la Corte di Assise Speciale), ma la macchina della morte doveva macinare le sue vittime inermi, per un crudele senso di vendetta che comunque si realizzava su persone, donne, vecchi e adulti che nulla avevano da rimproverarsi. Il Dottor Negro aveva ben presente la situazione e incominci\u00f2 a fare delle riflessioni.<\/p>\n<p>La cosa che impression\u00f2 molto il Dottor Negro fu la crudelt\u00e0 e la ferocia che veniva usata in queste situazioni dai partigiani comunisti, egli infatti, nel corso di molte autopsie rilev\u00f2 segni evidenti di sevizie e torture efferate sui corpi degli uccisi, che comunque nessun tribunale aveva condannato a morte. Inoltre molte delle salme, erano nude a testimoniare che erano state spogliate di ogni avere: abiti, monili, orologi e addirittura la fede nuziale e le scarpe. Un altro fatto che colp\u00ec il medico fu la negazione della memoria cristiana che veniva praticata dai boia rossi, i quali dopo aver giustiziato le vittime, ne facevano sparire i corpi per impedire ai famigliari di pregare sulla loro tomba.<\/p>\n<p>La goccia che fece traboccare il vaso all\u2019interno della coscienza pulita ed onesta di Francesco Negro fu l\u2019omicidio, anch\u2019esso abbietto e ingiustificato, di una insegnante elementare di Quiliano, sua concittadina, Dora Cosmin, la quale aveva come unica colpa quella di essere la sorella di un esponente della Repubblica Sociale Italiana.<\/p>\n<p> La poveretta, fu sequestrata a Quiliano da due partigiani comunisti, pare suoi ex allievi, trascinata in un bosco poco fuori dall\u2019abitato di Segno, da cui lei non fece pi\u00f9 ritorno. IL suo  corpo non venne mai pi\u00f9 ritrovato. I suoi due assassini, agirono in preda a delirio di onnipotenza contando su una impunit\u00e0 incredibile e sfacciata e soprattutto sulla omert\u00e0 della gente che li avevano visti agire alla luce del sole, essi attraversarono la piazza principale, sotto gli occhi terrorizzati dei passanti, tenendo strettamente afferrata per le braccia la povera maestra che con voce alterata dallo sgomento chiedeva ai due dove la portassero. I due assassini, uno alto e l\u2019altro con i capelli ravviati all\u2019indietro, fecero quello che volevano fare e poi tornarono a casa loro sereni e tranquilli.<\/p>\n<p>Questi massacri continuarono a lungo, almeno sino alla fine del 1950, senza che la giustizia potesse agire in modo efficace, infatti gli autori degli omicidi e dei massacri erano noti a tutti ma agivano coperti dal silenzio impaurito della popolazione. Il Dottor Francesco Negro non era un vile, e indignato per tutto ci\u00f2, inizi\u00f2 a deprecare con forza anche in pubblico queste atrocit\u00e0 affermando che non avevano nulla a che fare con la Resistenza. A pi\u00f9 riprese Francesco Negro, uomo forte e dal portamento nobile che incuteva rispetto, affront\u00f2 all\u2019interno di una Societ\u00e0 Operaia di Quiliano, le persone che sospettava fossero responsabili di questi delitti, il suo invito a tornare nella legalit\u00e0 era perentorio e  fu oggetto di odio da chi sotto il paravento della Resistenza continuava a rubare ed a uccidere. Con il suo comportamento coraggioso e sincero senza peli sulla lingua, si mise al centro del mirino. I due personaggi che avevano assassinato la Maestra Dora Cosmin e che temevano di essere additati dal Negro all\u2019opinione pubblica per quello che erano e cio\u00e8 per dei volgari assassini, decisero di chiudere la bocca al  medico, cosa che accadde inesorabilmente.<\/p>\n<p>Il dottor Francesco Negro, la sera del 10 novembre 1945, si rec\u00f2 ad una vista domicilare presso l\u2019abitazione di un imprenditore savonese residente in Corso Ricci, una lunga strada che corre parallela al torrente Letimbro. Non sapeva che andava incontro alla morte. Negro intorno alle 21,30 usc\u00ec dalla casa del suo mutuato, era in sella ad un bicicletta e prima di salire sul sellino, si rimbocc\u00f2 il fondo dei pantaloni con una pinza, la bici era scura con i freni a bacchetta, imbocc\u00f2 Corso Agostino Ricci in  direzione di Savona per tornare a casa sua.<\/p>\n<p>Quello che accadde dopo lo raccont\u00f2 lo stesso Negro prima di morire: all\u2019altezza del ponte delle ferrovie che valica la strada, due uomini uscirono dall\u2019ombra e lo fermarono.  Chiesero se egli era il dottor Negro, e alla sua risposta positiva, gli ordinarono di scendere con loro sul greto del torrente Letimbro , perch\u00e9 volevano discutere di alcune cose con lui. Negro rifiut\u00f2 ovviamente e da subito ebbe un atteggiamento coraggioso rifutandosi di obbedire, scambiando i due pere rapinatori, offr\u00ec loro il suo portafogli ma loro rifiutarono affermando che avevano altri conti da regolare con lui. Compreso il pericolo, il medico cerc\u00f2 di allontanarsi in bicicletta ma uno dei due gli esplose contro tre colpi di pistola, quindi i due criminali fuggirono.<\/p>\n<p>Negro colpito ad un braccio e all\u2019addome, riusc\u00ec a raggiungere una casa vicina e a chiedere aiuto. L\u2019arma usata era una pistola automatica, una beretta cal. 7.65, una famigerata arma munita di silenziatore, la stessa che uccise dodici persone a Savona, senza essere mai ritrovata.<\/p>\n<p>Trasportato all\u2019Ospedale mor\u00ec alla mattina successiva, per le gravi ferite riportate senza perdere conoscenza ma senza poter dare utili indicazioni sulla identit\u00e0 degli assassini. Nessuno vide nulla e i criminali, anche in questo caso, la passarono liscia anche se tutti intuivano chi aveva sparato e perch\u00e8, ma nessuno apriva bocca per indicarli, per paura di fare la stessa fine di Negro e di tantissimi altri. I banditi rossi spadroneggiavano a Savona con la violenza e con l\u2019uso delle armi.<\/p>\n<p>Essendo Negro un antifascista militante, il 13 novembre 1945, ebbe dei funerali imponenti a Savona, con la partecipazione di tutti gli appartenenti alle formazioni partigiane che sfilarono per la via centrale, le autorit\u00e0 dell\u2019epoca presenziarono al funerale, vi furono discorsi di suffragio che comunque erano un campionario di ipocrisia e di falsit\u00e0, molto probabilmente, fra la folla presente c\u2019erano anche i suoi assassini che non vennero mai disturbati. I discorsi delle autorit\u00e0, primo fra tutti il cosiddetto \u201cPrefetto della Liberazione\u201d, tutte facenti parte dalle truppe partigiane, non toccarono la vera essenza del delitto Negro come di tanti altri delitti, anzi evitarono accuratamente di avvicinarsi al problema e cio\u00e8 che: una banda o pi\u00f9 gruppi di partigiani comunisti, agivano a Savona, rubando ed uccidendo, tollerati anzi protetti dai vertici politici comunisti che tutto sapevano.<\/p>\n<p>Le uniche indagini su questo delitto, le condusse un coraggioso commissario di polizia, Amilcare Salemi arrivato apposta da Como per indagare sul clima incandescente di Savona. Egli giunse molto vicino ad arrestare i colpevoli ma qualcuno, con i soliti metodi terroristici, lo uccise mentre cenava e qualcun altro in questura faceva sparire le carte delle indagini sull\u2019omicidio Negro. L\u2019arma era la stessa usata per liquidare Negro.<\/p>\n<p>Savona dal 1945 al 1950, era tutta una serie cronologica di omicidi, legati e connessi strettamente fra di loro, come una serie lunghissima di scatole cinesi: si uccideva per coprire gli autori di un altro omicidio e cos\u00ec via, sino all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Il Dottor Negro  fu un Eroe, prima contro il regime fascista e poi contro i suoi stessi compagni di lotta che avevano perso la via della giustizia per diventare uguali a quelli che avevano combattuto prima della Liberazione, fu la Resistenza tradita.<\/p>\n<p>                                                                                                                                                                                              <em>Roberto Nicolick<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il 25 aprile 1945 iniziarono in tutto il Savonese le vendette, spesso personali, seguite da ruberie ed esecuzioni sommarie a danno di presunti fascisti, effettuate da partigiani comunisti i quali con l\u2019uso delle armi avevano creato un nuovo status quo, sanguinario e terroristico. 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