{"id":192338,"date":"2011-09-23T19:03:13","date_gmt":"2011-09-23T17:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=192338"},"modified":"2011-09-24T07:41:03","modified_gmt":"2011-09-24T05:41:03","slug":"uars-il-rischio-rottami-del-satellite-la-spiegazione-dellingegnere-aerospaziale-antonio-paolozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/09\/uars-il-rischio-rottami-del-satellite-la-spiegazione-dellingegnere-aerospaziale-antonio-paolozzi\/","title":{"rendered":"Uars, il rischio rottami del satellite: la spiegazione dell\u2019ingegnere aerospaziale Antonio Paolozzi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. Il balletto degli aggiornamenti sulla probabilit\u00e0 di caduta dei frammenti del satellite Uars prosegue: nell\u2019ultima rilevazione \u00e8 scesa allo 0,9%, contro il precedente 1,5%. E\u2019 stato anche rivisto lo scenario che includeva la Liguria come possibile territorio esposto al rischio, ma a Genova e in tutta la Liguria permane lo stato di allerta, fermo restando che casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono molto rari.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_220\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_220\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ma quanto pu\u00f2 essere atipica la caduta di componenti di un velivolo aerospaziale in rientro nell\u2019orbita terrestre? Ce lo spiega il professor Antonio Paolozzi del Dipartimento di Ingegneria astronautica della Sapienza di Roma, responsabile tecnico-scientifico del progetto \u201cLares\u201d, una missione spaziale dell\u2019Agenzia Spaziale Italiana che permetter\u00e0 di raggiungere importanti obiettivi scientifici nel campo della fisica gravitazionale, fisica fondamentale e scienze della Terra.<\/p>\n<p>\u201cDall\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 spaziale, di fatto dal 1957 a oggi sono rientrati in atmosfera almeno ventimila oggetti tra satelliti ed altri detriti \u2013 osserva il professor Paolozzi \u2013 La quantit\u00e0 media annua \u00e8 di circa 100 tonnellate all\u2019anno, questo per quello che riguarda solo il rientro di materiale di origine umana, per non parlare delle migliaia di tonnellate di meteoriti. Insomma siamo bombardati costantemente, le stesse stelle cadenti sono un fenomeno simile. Vista l\u2019importanza del controllo dei detriti spaziali, nella Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma, ormai da dieci anni il gruppo Gauss, guidato dal professor Filippo Graziani, si occupa proprio dell\u2019osservazione dei detriti spaziali, utilizzando l\u2019osservatorio di Collepardo realizzato dagli stessi studenti della scuola, con un programma supportato dall\u2019Asi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAd oggi, nonostante la caduta di tutti questi oggetti \u2013 prosegue l\u2019esperto \u2013 non esiste alcun danno alle persone, c\u2019\u00e8 stato qualche danno alle propriet\u00e0\u201d. Paolozzi chiarisce che se le traiettorie dei satelliti sono facili da prevedere fin quando si mantengono oltre l\u2019atmosfera, quando invece perdono la loro fase propulsiva sono pi\u00f9 difficile da calcolare e dunque bisogna effettuare un aggiornamento costante dei dati.<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi 45 minuti si possono avere stime pi\u00f9 accurate, per\u00f2 se uno sta a casa, al chiuso, lontano dalle finestre, perch\u00e9 non \u00e8 detto che gli oggetti cadano con traiettorie verticali, insomma credo sia giusto che la Protezione civile fornisca alcuni consigli\u201d sottolinea il professore della Sapienza. Nelle ultime ore \u00e8 stato anche lanciato l\u2019allarme sul fatto che questi frammenti possano risultare tossici: \u201cDipende da che tipo di satellite \u2013 specifica \u2013 Quello che stanno attorno alla Terra utilizzano energia solare, quelli che invece procedono verso pianeti pi\u00f9 lontani come Giove o Plutone possono utilizzare l\u2019energia di isotopi radioattivi, ma se il lancio non fallisce non ci sono problemi per la sua ricaduta. Insomma tenderei ad escluderlo \u2013 conclude \u2013 Quello che ci sta riguardando \u00e8 un lancio del \u201991 e gi\u00e0 allora c\u2019era una certa sensibilit\u00e0 in questo senso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. Il balletto degli aggiornamenti sulla probabilit\u00e0 di caduta dei frammenti del satellite Uars prosegue: nell\u2019ultima rilevazione \u00e8 scesa allo 0,9%, contro il precedente 1,5%. 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