{"id":189816,"date":"2011-09-14T21:04:09","date_gmt":"2011-09-14T19:04:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=189816"},"modified":"2011-09-15T12:12:38","modified_gmt":"2011-09-15T10:12:38","slug":"la-breve-parabola-di-andrea-pesce-alla-guida-del-savona-dallentusiasmo-iniziale-al-preludio-delladdio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/09\/la-breve-parabola-di-andrea-pesce-alla-guida-del-savona-dallentusiasmo-iniziale-al-preludio-delladdio\/","title":{"rendered":"La breve parabola di Pesce alla guida del Savona: dall\u2019entusiasmo iniziale al preludio all\u2019addio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un calcio usa e getta. Nell\u2019epoca del consumismo uno degli assiomi dello stile di vita moderno ha pervaso l\u2019ambiente dello sport pi\u00f9 popolare d\u2019Italia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_134\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_134\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un tempo, ripercorrendo la storia delle societ\u00e0, si potevano riassumere con vere e proprie \u201cepoche\u201d. Sentivi parlare di Domenico Luzzara e pensavi alla Cremonese, vedevi Romeo Anconetani e ti veniva in mente il Pisa, cos\u00ec come associavi l\u2019Ascoli alla figura di Costantino Rozzi. C\u2019erano citt\u00e0 della provincia che potevano sognare in grande perch\u00e9 contavano sull\u2019appoggio costante e intoccabile di personalit\u00e0 forti, legate al loro territorio e ai colori della loro squadra.<\/p>\n<p>Poi, repentinamente, i tempi sono cambiati. I cicli, con qualche rara e ben radicata eccezione, hanno iniziato a susseguirsi con una rapidit\u00e0 assillante. I tifosi di molte squadre si sono trovati sempre pi\u00f9 disorientati ed impotenti. Hanno iniziato a vedere i colori della propria fede passare da una mano all\u2019altra, scambiati da persone mosse dalle pi\u00f9 svariate intenzioni. Imprenditori \u201cforesti\u201d hanno cominciato ad impossessarsi delle societ\u00e0 calcistiche come fossero giocattoli, costruendole e poi smantellandole con fulmineit\u00e0 quasi incomprensibile.<\/p>\n<p>Tra i professionisti alcuni presidenti, presentatisi quali sedicenti mecenati, hanno preso in mano una squadra per poi lasciarla fallire a distanza di un anno o poco pi\u00f9. E non mancano i casi dei \u201crecidivi\u201d, ossia imprenditori che, lasciata una societ\u00e0 al suo amaro destino, ne hanno immediatamente presa un\u2019altra, conducendola in breve alla stessa sorte. Mercanti del pallone, cos\u00ec lontani dai presidenti legati ai colori della loro squadra. Persone che con grande abilit\u00e0 oratoria si sono fatte benvolere, scaldando la piazza, per poi scappare a gambe levate quando hanno ottenuto ci\u00f2 che volevano. O hanno capito che non c\u2019era la possibilit\u00e0 di ottenerlo.<\/p>\n<p>Savona ne sa qualcosa. Non \u00e8 poi cos\u00ec lontano il ricordo di Domenico Russo. Imprenditore che prima ha guidato il Borgio Verezzi, poi \u00e8 passato al Cogoleto, quindi al Pietra Ligure. Con quest\u2019ultima squadra, in lotta al vertice della Promozione, ha smesso di pagare gli stipendi e poco dopo si \u00e8 accasato al Savona. I risultati sono ancora vivi nella memoria dei tifosi biancoblu, e non sono piacevoli. Nella piccola realt\u00e0 savonese ci sono tanti altri esempi di presidenti che hanno scelto improvvisamente di cambiare aria. Uno per tutti, Fabrizio Vincenzi che, portato l\u2019Andora dalla Seconda Categoria all\u2019Eccellenza, lo ha abbandonato per passare alla Veloce. Una volta salito di categoria con i colori granata, ha dato il suo addio.<\/p>\n<p>Tornando al Savona Fbc, \u00e8 da tempi di Enzo Grenno, sulla poltrona dal 1987 al 1995, che non vive un ciclo degno di questo nome. Dopo la breve parentesi di Lino Di Blasio e quella tutt\u2019altro che felice con Gianfranco e Maurizio Montali, \u00e8 venuto il quinquennio di Bettino Piro, fatto di luci ed ombre. Poi il gi\u00e0 citato Russo e quindi, dal 2006 al 2009, Roberto Romani, che ha lasciato un ricordo tutt\u2019altro che esaltante.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di due anni fa arriv\u00f2 Andrea Pesce. E oggi se n\u2019\u00e8 gi\u00e0 andato. La sua breve epoca alla guida degli striscioni ha vissuto l\u2019apice nella primavera del 2010, con la promozione in serie D. Poi i segnali negativi sono arrivati in successione, sempre pi\u00f9 frequenti e preoccupanti.<\/p>\n<p>Nella scorsa stagione vi sono state le inadempienze che hanno causato la mancata qualificazione ai playoff. Quest\u2019estate la societ\u00e0 non ha dato una bella immagine di s\u00e9, con il pasticcio della richiesta di ripescaggio in Prima Divisione volutamente incompleta. Pesce ha continuato ad investire, ma l\u2019entusiasmo \u00e8 scemato e la sua presenza si \u00e8 fatta meno brillante, \u00e8 parso sempre pi\u00f9 distante e svogliato. La campagna acquisti estiva \u00e8 stata fatta all\u2019insegna del risparmio, in maniera tardiva e attingendo agli scarti sul mercato. Il presidente ha avuto il merito di non nascondersi mai e il 5 agosto scorso ha organizzato un incontro pubblico, nel quale ha dato vita ad un dibattito con i tifosi e ha reso noto come la situazione economica non fosse pi\u00f9 delle migliori. Precisazioni chiare ed evidenti, preludio di un futuro incerto. Parole dette con il tono di una persona spazientita dall\u2019imprenditoria locale, sorda ad ogni genere di appello.<\/p>\n<p>Nel mese di ottobre sar\u00e0 approvato il Puc, ma la costruzione del nuovo stadio pare sempre pi\u00f9 lontana. L\u2019interesse primario che aveva portato Andrea Pesce ad investire a Savona, e nel Savona, \u00e8 praticamente sfumato. E cos\u00ec, come tanti altri imprenditori arrivati alla guida di altrettante societ\u00e0 mossi da motivazioni economiche, ha fatto le valigie.<\/p>\n<p>La breve parabola del presidente genovese alla guida del Savona \u00e8 stata espressa al meglio dalle presentazioni estive della squadra. Dal colorata e vivace esordio in Darsena, all\u2019introduzione decisamente meno spettacolare dello scorso anno e, per concludere, la presentazione sottotono di quest\u2019anno, fissata per una data e poi rinviata, compiuta con una squadra ancora da costruire.<\/p>\n<p>Ironia della sorte, l\u2019ultima partita del Savona sotto la sua gestione cui ha assistito Andrea Pesce, pu\u00f2 essere paragonata alla sua breve avventura in biancoblu. Domenica a Treviso gli striscioni hanno giocato una prima parte di gara esaltante, correndo il doppio degli avversari. Poi, quando sembravano vicini a piazzare il colpo del ko, sono via via calati e hanno giocato un secondo tempo scialbo, con il fiato corto. Alla fine non ce n\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n<p>Termometro affidabile della situazione attuale, come sempre, \u00e8 il blog Biancoblutimes. Sin dall\u2019estate i sostenitori che scrivono nella chat hanno manifestato in gran parte perplessit\u00e0 per la squadra costruita e per l\u2019ambiente intorno ad essa. Poco tifo, scarso entusiasmo. Nei giorni scorsi ha tenuto banco l\u2019idea di azionariato popolare lanciata da Armienti, per la quale, pi\u00f9 di ogni altro, \u00e8 stato chiaro il pensiero di un tifoso: \u201cSe esponenti di spicco arrivano ad elemosinare 30 mila euro, capite bene che esiste un problema urgente\u201d.<\/p>\n<p>Oggi, poco dopo le 18, appresa la notizia delle dimissioni di Pesce, il primo messaggio \u00e8 giunto da un sostenitore che si firma Ivan: \u201cE\u2019 finito il sogno\u2026\u201d. \u201cE\u2019 finita \u2013 gli fa eco Calicesv -. Ora vediamo veramente chi tiene a questa maglia!\u201d. C\u2019\u00e8 anche chi si lancia in un paragone mitologico: \u201cIn due anni siamo passati dal Wahalla all\u2019Utgard!\u201d. E pronte ci sono le idee di passare all\u2019azione, senza per\u00f2 troppa convinzione: \u201cOra perch\u00e9 non andiamo sotto al Comune come farebbero altre tifoserie? A Savona mancano i tifosi e forse anche per questo Pesce si \u00e8 dimesso\u201d.<\/p>\n<p>Big Biancobl\u00f9, in un altro messaggio nella chat, non le manda a dire: \u201cBasta arraffoni. Se a nessun milionario tifoso interessa il Savona \u00e8 giusto che torni in categorie inferiori. Tutti quelli che vengono vogliolo solo guadagnare\u201d. E prosegue: \u201cIl calcio \u00e8 uno sport, il presidente lo deve fare per passione non per guadagnare!\u201d. Un pessimismo ulteriore si legge nelle parole di Editor: \u201cNon c\u2019\u00e8 niente da fare, in questa citt\u00e0 non si potr\u00e0 mai fare nulla di nulla. Per lavorare bisogna andare via, per divertirsi bisogna andare via, per vedere il calcio bisogna andare da altre parti\u201d.<\/p>\n<p>Conclude Samp68: \u201cLa notizia delle dimissioni di Pesce significa niente stadio e futuro grigio\u201d. Riguardo al futuro, solamente venerd\u00ec la societ\u00e0 chiarir\u00e0 la situazione. Non \u00e8 noto quali siano le residue disponibilit\u00e0 economiche, quali gli obiettivi. Non circolano nomi di persone pronte a farsi carico delle spese da affrontare per portare avanti l\u2019attivit\u00e0. C\u2019\u00e8 un campionato di Seconda Divisione da affontare e mai come oggi il Savona ha bisogno di una persona che ami questi colori e abbia voglia di spendere per la squadra e per la sua tifoseria, senza secondi fini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Un calcio usa e getta. Nell\u2019epoca del consumismo uno degli assiomi dello stile di vita moderno ha pervaso l\u2019ambiente dello sport pi\u00f9 popolare d\u2019Italia. 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