{"id":189191,"date":"2011-09-12T18:44:01","date_gmt":"2011-09-12T16:44:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=189191"},"modified":"2011-09-12T19:00:52","modified_gmt":"2011-09-12T17:00:52","slug":"manovra-bis-anci-meno-servizi-stop-a-pagamenti-e-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/09\/manovra-bis-anci-meno-servizi-stop-a-pagamenti-e-investimenti\/","title":{"rendered":"Manovra bis, Anci: &#8220;Meno servizi, stop a pagamenti e investimenti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Meno servizi comunali, blocco dei pagamenti, degli investimenti e delle ristrutturazioni, aumento dell\u2019addizionale Irpef, stop alle assunzioni di personale: sono alcuni punti della manovra che presto avranno riflessi diretti sulle persone e le imprese a seguito della manovra bis del governo. Lo hanno ribadito oggi i sindaci liguri in corteo a Genova.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_892\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_892\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_892').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_892\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cMentre non \u00e8 ancora chiaro nei dettagli come saranno realizzati i tagli alla spesa dei Ministeri, nella manovra bis in votazione in questi giorni \u00e8 invece gi\u00e0 scritto nero su bianco con indicazioni molto precise \u2013 spesso inapplicabili e insostenibili \u2013 che cosa accadr\u00e0 ai Comuni\u201d si legge in una nota dell\u2019Anci.<\/p>\n<p>\u201cSono gi\u00e0 fin d\u2019ora definite, infatti, alcune novit\u00e0 che riguarderanno le amministrazioni locali. E altre ce ne saranno una volta chiarito il ruolo che la manovra assegna alle Regioni nei confronti dei Comuni, i quali tra l\u2019altro temono di subire la tutela di un ulteriore apparato burocratico centralistico\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Anci Liguria riporta alcuni esempi concreti di cosa accadr\u00e0: \u201cCon la manovra viene inasprito il Patto di Stabilit\u00e0, introducendo una serie di vincoli che di fatto ingesseranno le amministrazioni locali e porteranno al collasso i servizi alle persone. I comuni, infatti, non potranno spendere denaro e neppure decidere.  Un esempio: un Comune ha un asilo con un dipendente comunale che va in pensione, pur avendo la disponibilit\u00e0 finanziaria non potr\u00e0 fare nessuna gara e nessuna assunzione con le inevitabili conseguenze per il servizio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cImprese che hanno crediti nei confronti delle amministrazioni: non potranno esigerli.  La manovra dispone infatti il blocco dei residui passivi, quelle risorse che i Comuni accantonano di anno in anno per pagare lavori pubblici previsti. Anche se i soldi sono gi\u00e0 impegnati non potranno farli uscire dalle casse comunali, con la conseguenza di mettere a rischio molte imprese e di concorrere concretamente a creare depressione economica sul territorio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAumento addizionale IRPEF e altre tasse: visti i grossi tagli alle risorse \u2013 e in attesa dell\u2019entrata in vigore del federalismo municipale \u2013 i Comuni per recuperare entrare si vedranno costretti ad aumentare l\u2019addizionale IRPEF \u2013 ovvero quella parte di imposta sul reddito delle persone fisiche che resta alle amministrazioni locali \u2013 e dovranno per forza rivedere al rialzo anche le altre tasse sui servizi comunali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBlocco interventi strutturali su edifici pubblici: seguendo quanto dice la manovra in alcuni casi sar\u00e0 pi\u00f9 facile chiudere alcune strutture di propriet\u00e0 comunale piuttosto che ristrutturale. Infatti, se, ad esempio, un Comune ha una scuola con problemi strutturali il sindaco si chieder\u00e0 se gli conviene spendere denaro sforando il Patto di Stabilit\u00e0 oppure se chiuderla in via definitiva. Lo sforamento del Patto comporta diverse sanzioni tali da essere una prospettiva per nulla attraente: blocco ulteriore del personale, impossibilit\u00e0 di accendere mutui, ulteriore riduzione dei trasferimenti statali del 5% e altre limitazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSociet\u00e0 partecipate che erogano servizi essenziali: secondo Anci e i Comuni esiste un rischio concreto di \u2018svendita\u2019 di beni pubblici.  Vendere alcune municipalizzate entro il 2012, come indicato dalla manovra, in un momento di mercato critico come quello attuale significa una perdita di valore concreta per le amministrazioni e quindi per le comunit\u00e0. Meglio sarebbe usare maggiori cautele nella vendita di beni pubblici, sostengono i Comuni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPiccoli comuni: annullata ufficialmente la soppressione dei comuni piccoli, di fatto quelli al di sotto dei 1000 abitanti spariranno comunque. Rester\u00e0 il nome, il sindaco e il gonfalone, per il resto tutti i servizi andranno condivisi con altri comuni e molti uffici non saranno pi\u00f9 raggiungibili agevolmente perch\u00e9 spostati altrove\u201d. <\/p>\n<p>\u201cOggi poi esistono 250 Unioni di Comuni gi\u00e0 costituite che la manovra prevede di smantellare per farne altre, con nuovi criteri. Questo, secondo Anci, non \u00e8 una modalit\u00e0 efficace di agire e provocher\u00e0 un aumento di costi certo piuttosto che un risparmio reale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTutti aspetti che presto i cittadini toccheranno con mano e ci\u00f2 a fronte di alcuni fatti \u2013 aggiunge Anci -: la spesa complessiva della Pubblica Amministrazione negli ultimi vent\u2019anni \u00e8 aumentata. Solo i Comuni con il Patto di Stabilit\u00e0 hanno tenuto fermamente sotto controllo i costi, bloccando gli investimenti e con ci\u00f2 finendo per concorrere \u2013 loro malgrado \u2013 ad inasprire la crisi economica dei territori amministrati; tra il 2005 e il 2009 il saldo della Pubblica Amministrazione \u00e8 peggiorato di 20 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo il bilancio aggregato di tutti i Comuni ha dato un saldo positivo di 2,6 miliardi; i Comuni non producono pi\u00f9 deficit e contribuiscono al debito complessivo della Pubblica Amministrazione in modo minimo: 2,7%; la manovra del 2010 ha gi\u00e0 previsto tagli per i Comuni di 2,5 miliardi dal 2012, la nuova manovra chiede ai Comuni di contribuire ulteriormente: altri 1,7 mld nel 2012 e 2 mld nel 2013; la riduzione della spesa dei Comuni avr\u00e0 un effetto fortemente recessivo sull\u2019economia locale: si stima del 12% dal 2012; i residui passivi, denaro bloccato nelle casse comunali, ammontano a 40 mld che non potranno essere spesi, con ulteriore aggravio per l\u2019economia dei territori\u201d conclude la nota Anci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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