{"id":184624,"date":"2011-08-22T16:13:46","date_gmt":"2011-08-22T14:13:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=184624"},"modified":"2011-08-22T19:25:35","modified_gmt":"2011-08-22T17:25:35","slug":"con-il-film-shutter-island-si-chiude-la-rassegna-%e2%80%9cnoli-i-colori-del-cinema%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/08\/con-il-film-shutter-island-si-chiude-la-rassegna-%e2%80%9cnoli-i-colori-del-cinema%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Con il film Shutter Island si chiude la rassegna \u201cNoli, i colori del cinema\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Noli.<\/strong> \u201cNoli, i colori del cinema\u201d, ha avuto un successo di pubblico e un\u2019attenzione da parte dei mezzi di comunicazione che il Comune di Noli e l\u2019associazione culturale Kinoglaz, organizzatori dell\u2019evento, non si sarebbero mai aspettati. Soprattutto le proiezioni per i bambini, precedute dai laboratori della compagnia teatrale Maniambulanti, hanno visto la spiaggia dei Pescatori gremita come mai era capitato nelle sere d\u2019estate. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_855\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_855\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Luned\u00ec 22 agosto si conclude questa prima edizione con Shutter Island, l\u2019ultimo film del pi\u00f9 importante regista vivente (definito cos\u00ec dalla critica): Martin Scorsese, autore in passato di capolavori come Toro Scatenato e Taxi Driver (con protagonista Robert De Niro) che, accanto al suo nuovo attore di riferimento, Leonardo Di Caprio (The aviator, Gang of New York, The departed, oscar alla regia) si rituffa nei giochi ossessivi della mente in un thriller dove a dominare \u00e8 il senso di colpa. <\/p>\n<p>L\u2019autore americano, di origini italiane, trae la sceneggiatura dal libro \u201cL\u2019isola della paura\u201d di Dennis Lehane dove il romanziere cerca di raccontare a suo modo il senso d\u2019insicurezza degli Stati Uniti e la loro perdita d\u2019identit\u00e0 dopo l\u201911 settembre ambientando la storia nel 1954 (periodo che ha importanti punti di convergenza con l\u2019oggi) in un\u2019America violenta e ingannata: la seconda guerra mondiale \u00e8 finita da poco lasciando una scia grigia di delitti impossibili da cancellare e che si riversano nei sogni, nei ricordi e nei pensieri, mentre in patria l\u2019ombra del Maccartismo ha imposto il sospetto negli occhi del cinema. Teddy Daniels, il protagonista di Shutter Island vive delle ossessioni, legate a filo doppio con il suo passato. La moglie che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E i campi di concentramento nazisti di Dachau, ricordo indelebile del suo passato da soldato nella Seconda Guerra Mondiale. Ossessioni che si mescolano, e che cerca di evitare scappando. Non fisicamente, come il protagonista de Le catene della colpa, ma attraverso un proprio viaggio mentale. Un labirinto della mente senza via d\u2019uscita. <\/p>\n<p>Ma sono davvero tanti i film, oltre a quello citato di Tourneur, fonte d\u2019ispirazione; titoli che Scorsese ha messo in visione dell\u2019intera troupe prima dell\u2019inizio delle riprese: Vertigine di Otto Preminger, La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock e diversi altri noir degli anni Quaranta e Cinquanta di Fritz Lang (Strada scarlatta, Dietro la porta chiusa) e Samuel Fuller presente qui per i ribaltamenti narrativi, per l\u2019imprecisione dei confini tra realt\u00e0, sogno, ricordo e incubo e la conseguente inafferrabilit\u00e0 delle fisionomie dei protagonisti e per i loro frequenti slittamenti tra \u2018colpevolezza\u2019 e \u2018innocenza\u2019, tra \u2018santit\u00e0\u2019 e \u2018follia\u2019 e soprattutto per l\u2019incombenza fisica, percettibile del senso di colpa. (Il corridoio della paura di Fuller per l\u2019ambientazione in un\u2019istituzione psichiatrica e l\u2019ambivalenza della figura del protagonista e per la secca durezza di certe scene come per la sensazione di insicurezza paranoica che pervade l\u2019atmosfera). <\/p>\n<p>Scorsese pesca anche nel suo cinema. Cape Fear \u00e8 naturalmente il primo titolo che viene in mente ripensando alla due locandine gemelle, all\u2019incipit musicale, al tatuaggio cristologico di uno dei pazienti molto simile a quello di De Niro e ancora la pazzia, il meccanismo del doppio, il destino che riporta alla luce un senso di colpa frettolosamente accantonato, il riflesso reciproco tra il senso d\u2019insicurezza individuale e la perdita d\u2019identit\u00e0 di una Nazione si rincorrono come temi dominanti di entrambe le pellicole anche a vent\u2019anni di distanza una dall\u2019altra (Cape Fear a sua volta omaggiava Il promontorio della paura di J. Lee Thompson del 1962).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noli. \u201cNoli, i colori del cinema\u201d, ha avuto un successo di pubblico e un\u2019attenzione da parte dei mezzi di comunicazione che il Comune di Noli e l\u2019associazione culturale Kinoglaz, organizzatori dell\u2019evento, non si sarebbero mai aspettati. 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