{"id":182542,"date":"2011-08-12T10:53:45","date_gmt":"2011-08-12T08:53:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=182542"},"modified":"2011-08-13T09:53:42","modified_gmt":"2011-08-13T07:53:42","slug":"suicidio-in-via-milano-la-vittima-era-lo-zio-del-killer-di-rinino-stava-scontando-i-domiciliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/08\/suicidio-in-via-milano-la-vittima-era-lo-zio-del-killer-di-rinino-stava-scontando-i-domiciliari\/","title":{"rendered":"Suicidio in via Milano, la vittima era lo zio del killer di Rinino: stava scontando i domiciliari"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Era agli arresti domiciliari dal 13 luglio scorso. Riccardo Scalise, 46 anni e zio di Yuri (noto alle cronache per aver ucciso Renato Rinino), l\u2019uomo che questa notte \u00e8 morto dopo essere precipitato dal quinto piano di un palazzo di via Milano, stava infatti scontando una pena per una recente condanna (nel febbraio scorso) per una storia di tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale a Cairo. Secondo i primi riscontri della Squadra Mobile, che indaga sulla sua morte, non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di suicidio: il pap\u00e0 di Scalise, Agostino, che lo ospitava ai domiciliari, abitava al primo piano ma la vittima \u00e8 precipitata dal quinto. Secondo gli agenti il quarantaseienne sarebbe salito di proposito di quattro piani fino a raggiungere una finestra delle scale che d\u00e0 sul cortile, a quel punto l\u2019avrebbe scavalcata e si sarebbe lasciato cadere. La finestra non \u00e8 facilmente raggiungibile quindi appare difficile pensare che qualcuno possa averlo spinto gi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_374\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_374\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_374').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_374\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 stato un vicino di casa, che ha sentito un tonfo, ad accorgersi del corpo in cortile a far scattare, intorno all\u20191,40, l\u2019allarme: i soccorritori non hanno per\u00f2 potuto fare altro che constatare il decesso dell\u2019uomo che \u00e8 morto sul colpo. La Procura ha comunque aperto un\u2019inchiesta per chiarire ogni dubbio su questa morte ed il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro ha disposto l\u2019autopsia. L\u2019ipotesi di reato \u00e8 omicidio ma pi\u00f9 che altro per una questione \u201ctecnica\u201d (per richiedere l\u2019esame autoptico \u00e8 infatti necessario che si tratti di morte avvenuta in circostanze poco chiare) perch\u00e9 anche il magistrato sembra propendere per l\u2019ipotesi del gesto volontario.<\/p>\n<p>Scalise sei mesi fa aveva perso la mamma e forse questa perdita, unita alla condanna che lo costringeva a restare ai domiciliari, potrebbe averlo spinto a compiere un gesto cos\u00ec estremo. Da qualche tempo l\u2019uomo era anche seguito dai medici che, secondo quanto trapelato, gli avevano prescritto una cura con psicofarmaci.<\/p>\n<p>A febbraio Riccardo Scalise era stato arrestato due volte in 24 ore. Dopo un primo processo per direttissima con l\u2019accusa di rapina, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale, l\u2019uomo, appena tornato in libert\u00e0, si era infatti reso protagonista di un\u2019altra \u201cbravata\u201d che lo aveva spedito in carcere. Il primo arresto era maturato perch\u00e9 Scalise in un distributore del centro di Cairo aveva riempito una bottiglia di benzina e, quando il titolare gli aveva detto che era vietato, lui lo aveva minacciato e si era allontanato senza pagare. Poco dopo era stato rintracciato dai carabinieri di fronte allo sportello dell\u2019Ufficio Assistenza del Comune dove, al rifiuto dell\u2019impiegato di dargli dei soldi, aveva iniziato a versare benzina sulla finestra minacciando di dare fuoco a tutto. Da qui l\u2019arresto ed il processo con il patteggiamento a due anni e la pena sospesa con l\u2019obbligo per\u00f2 di presentazione due volte al giorno nella caserma dei carabinieri.<\/p>\n<p>A poche ore da quell\u2019episodio per\u00f2 Scalise era entrato nel bar del Tennis Club di Cairo ed aveva iniziato ad infastidire i clienti per poi barricarsi nel bagno. Solo dopo un\u2019estenuante trattativa si era arreso ai militari, finendo in manette con l\u2019accusa di resistenza a pubblico ufficiale. In tribunale era cos\u00ec stato nuovamente condannato, ma il giudice aveva disposto la detenzione in carcere. A luglio erano cos\u00ec arrivati i domiciliari, una misura di custodia che \u00e8 stata interrotta drammaticamente dalla tragedia di stanotte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Era agli arresti domiciliari dal 13 luglio scorso. 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