{"id":181476,"date":"2011-08-08T08:32:34","date_gmt":"2011-08-08T06:32:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=181476"},"modified":"2011-08-08T12:38:48","modified_gmt":"2011-08-08T10:38:48","slug":"noli-i-colori-del-cinema-propone-i-diari-della-motocicletta-spaccato-della-vita-del-che","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/08\/noli-i-colori-del-cinema-propone-i-diari-della-motocicletta-spaccato-della-vita-del-che\/","title":{"rendered":"\u201cNoli, i colori del cinema\u201d: con \u201cI diari della motocicletta\u201d uno spaccato della vita del \u201cChe\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Noli<\/strong>. La rassegna \u201cNoli, i colori del cinema\u201d, mercoled\u00ec 10 agosto, alle 21,30, dedica l\u2019appuntamento a \u201cI diari della motocicletta\u201d di Walter Salles, un film su una grande passione per il nostro bene pi\u00f9 prezioso: la vita. Ernesto \u2013 il futuro \u201cChe\u201d Guevara \u2013 e Alberto, amici per la pelle appartengono all\u2019alta borghesia argentina e nel 1952 (nello stesso periodo in cui Kerouak era \u201con the road\u201d, alla ricerca di se stesso) hanno fissato le basi per un futuro sicuro e prospero: Ernesto ha 23 anni ed \u00e8 un laureando in medicina, Alberto, 29 \u00e8 gi\u00e0 biochimico. Ma spinti dal desiderio di conoscere, dalla voglia di avventura, dalla forza impetuosa dei loro vent\u2019anni decidono di partire alla scoperta dell\u2019America Latina, in sella ad una vecchia motocicletta: una Norton 500 del 1939, La Poderosa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_630\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_630\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_630').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_630\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Partiti da Buenos Aires, i due ragazzi attraversano tutta l\u2019Argentina, ma sono poi costretti a proseguire a piedi in Cile ed in Per\u00f9, dopo che la mitica moto li abbandona permettendogli di vivere una \u201crivelazione\u201d, di vedere un continente latino-americano unico e meticcio, nel quale le divisioni non passano tra gli stati ma fra bianchi e indios, minatori e padroni. L\u2019andare a piedi li obbliga a guardarsi intorno, trasformando ogni loro incontro in un\u2019esperienza interiore: le sterminate pianure, il gelo della Cordigliera andina, le citt\u00e0 e le miniere del Cile, l\u2019incontro con le meraviglie dell\u2019antica civilt\u00e0 Inca (la conquista del Machu Picchu) fino all\u2019arrivo al lebbrosario del Per\u00f9, con la presa di coscienza definitiva della miseria e della disperazione in cui versa tanta parte dell\u2019umanit\u00e0 derelitta.<\/p>\n<p>Da questo momento tutto si imprimer\u00e0 nella memoria come foto in bianco e nero che ricordano i ritratti di Salgano, lontani anni luce dalle foto scattate all\u2019inizio del viaggio da chi \u2013 dichiarazione di Ernesto \u2013 \u201cviaggia per viaggiare\u201d. \u201cIo non sono pi\u00f9 io, per lo meno non si tratta dello stesso io interiore\u201d dichiara (e aveva scritto il giovane Ernesto ne \u201cI diari della motocicletta\u201d da cui \u00e8 tratto il film) il giovane Che perch\u00e9 l\u2019esperienza vissuta risveglia nella sua coscienza una nuova vocazione, associata al desiderio di giustizia sociale. E il film rende bene l\u2019idea di come l\u2019iniziale baldanza giovanile lasci spazio alla riflessione e alla compassione, quella speciale qualit\u00e0  umana che rende partecipi del dolore altrui.<\/p>\n<p>Un percorso di formazione, stupore di fronte al non conosciuto, crescita continua della consapevolezza, della volont\u00e0 di agire per cambiare il mondo. Walter Salles si ferma sulla soglia della storia ufficiale con il vecchio Alberto Granado che fissa un aereo in partenza con gli stessi occhi con i quali aveva guardato partire il compagno di viaggio, dopo circa 6 mesi passati insieme. Quella raccontata \u00e8 una vicenda che ci coinvolge perch\u00e9 pu\u00f2 essere il cammino percorso da ciascuno di noi, al di l\u00e0 della notoriet\u00e0 successiva del protagonista. Le immagini sanno cogliere i fermenti di un\u2019epoca, il desiderio di cambiamento che sta nascendo, l\u2019ansia generazionale di confrontarsi con il diverso che inevitabilmente attraversa ogni giovane che si interroghi sul mondo e su di s\u00e9.<\/p>\n<p>Precisiamo, come si apprende nelle pagine di Paco Ignacio Taibo II che, pur avendo letto Marx, Ernesto negli anni giovanili non ha una vera e propria coscienza politica e si tiene ai margini di schieramenti e militanze. E il film quindi non \u00e8 un film politico o militante. Piuttosto Ernesto \u00e8 mosso da una grande passione per l\u2019avventura e per l\u2019esplorazione come mezzi per prevalere sulle sue tare naturali e per soddisfare la sua viva curiosit\u00e0. La sua inquietudine, nutrita dei romanzi d\u2019avventure del Settecento e dell\u2019Ottocento che vediamo nella sua stanza mentre si appresta a preparare la valigia, ha modo di manifestarsi proprio nel viaggio e nell\u2019inquietudine che lo spinge ad abbandonare la comodit\u00e0 e la protezione della casa: la sua predilezione \u00e8 per l\u2019incerto e per l\u2019insicuro. Ma essa non \u00e8 ulteriormente caratterizzata. Di certo si tratta di un sentimento poco \u201cborghese\u201d \u2013 come emerge con nitore al momento dell\u2019abbandono di Chinchina; di certo implica una maggiore vicinanza ai reietti, agli squattrinati e agli outsider; ma non \u00e8 ancora una coscienza politica.<\/p>\n<p>Viaggia da sognatore: \u201cSembravamo respirare un\u2019aria pi\u00f9 leggera che veniva da l\u00ec, dall\u2019avventura. Paesi remoti, gesta eroiche, belle donne scprrevano in circolo nella nostra immaginazione turbolenta\u201d. E nel film la figura del Che che ne emerge \u00e8 assolutamente antiretorica, come quella di qualsiasi ragazzo che sappia obbedire istintivamente a un imperativo morale e sia determinato a vivere secondo gli ideali di giustizia. Prodotto da Robert Redford il film ebbe la supervisione artistica di Gianni Min\u00e0 e di Albero Granado, spesso sul set. Appuntamento alla spiaggia dei pescatori con ingresso libero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noli. La rassegna \u201cNoli, i colori del cinema\u201d, mercoled\u00ec 10 agosto, alle 21,30, dedica l\u2019appuntamento a \u201cI diari della motocicletta\u201d di Walter Salles, un film su una grande passione per il nostro bene pi\u00f9 prezioso: la vita. 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