{"id":181283,"date":"2011-08-06T15:01:39","date_gmt":"2011-08-06T13:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=181283"},"modified":"2011-08-06T15:27:00","modified_gmt":"2011-08-06T13:27:00","slug":"droghe-ciangherotti-20-giovani-dellalbenganese-in-comunita-da-inizio-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/08\/droghe-ciangherotti-20-giovani-dellalbenganese-in-comunita-da-inizio-anno\/","title":{"rendered":"Droghe, Ciangherotti: &#8220;20 giovani dell&#8217;albenganese in comunit\u00e0 da inizio anno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> \u201cEccoci al termine di questa piccola indagine, in tre puntate, sulle problematiche locali della droga. Se i giovani sono convinti che bere, fumare o assumere sostanza stupefacenti, li possa aiutare davvero, allora il sistema di prevenzione della tossicodipendenza presenta alcune grossolane criticit\u00e0\u201d. Cos\u00ec Eraldo Ciangherotti, Assessore Servizi Sociali del Comune di Albenga.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSul nostro territorio non basta il capitolo di spesa al riguardo, impegnato annualmente dall\u2019Asl savonese che, nell\u00b4anno 2010, ha confermato di aver speso, nel conto dell\u2019assistenza riabilitativa, 1.682.019 euro in rette residenziali per le comunit\u00e0 di recupero. E neppure sono sufficienti i progetti finalizzati sui singoli bilanci comunali. Bisogna aiutare questi giovani a lavorare su se stessi, sul piano dei sentimenti, pensieri, delusioni, frustrazioni, sia nella dimensione intrapsichica che in quella interpersonale. Occorre denunciare con forza le carenze del sistema, ad ogni livello, per poter progettare seriamente un recupero funzionale, capace di dare un\u00b4alternativa ad una personalit\u00e0 manipolata e suggestionata dalla chimica delle sostanze assunte in cui il tossicodipendente intravvede le scorciatoie del vivere\u201d. <\/p>\n<p>\u201cSe ad oggi, sono gi\u00e0 20, da inizio anno, i giovani dell\u00b4albenganese ospitati in strutture di disintossicazione, per un totale di 60 ragazzi in tutta la provincia di Savona, allora pi\u00f9 si rimanda l\u00b4urgenza del problema e peggio \u00e8. Agli Uffici dei Servizi Sociali di Albenga sono state recepite da parte dei diretti interessati, tossicodipendenti e familiari, numerose difficolt\u00e0 su cui occorre puntare l\u2019attenzione e proporre soluzioni. Maggiore informazione e prevenzione nelle scuole, sin dall\u00b4et\u00e0 adolescenziale \u00e8 il primo obiettivo\u201d. <\/p>\n<p>\u201cL\u2019antiproibizionismo, per anni sulla bocca anche di numerosi esponenti politici nazionali, che vantano addirittura di aver fumato lo spinello a Palazzo Chigi, ha dimostrato sulla pelle dei tanti giovani morti di droga quanto certo permessivismo sia stato non solo fallimentare e ridicolo ma anche disumano nei confronti di chi non riesce da solo a liberarsi dalla dipendenza fisica e psicolgica di una droga. Oggi manca ancora il coinvolgimento delle famiglie nella cura del tossicodipendente e, in generale, nella prevenzione. Ci sono madri e padri disperati e costretti ad abbandonare la propria abitazione e a vivere in trasferta, per non essere quotidianamente vittime di violenza domestica da parte dei figli in crisi da astinenza e che, n\u00e9 presso le Forze dell\u00b4Ordine n\u00e9 presso i presidi ospedalieri, riescono a trovare una soluzione adeguata. Infatti non esiste alcuna tutela dei genitori malmenati dai figli tossici e spesso l\u00b4intervento delle forze dell\u00b4Ordine, allo stato dei fatti, non risolve il problema ma talvolta tende a complicare la situazione\u201d. <\/p>\n<p>\u201cL\u00b4arrivo, poi, in Pronto soccorso di un tossico \u201calterato\u201d fino anche ai massimi livelli di allucinazione, stando ai racconti di alcuni genitori, viene risolto con una semplice flebo, talvolta con il ricovero per qualche giorno in psichiatria e, infine, con le dimissioni. Il ritorno a casa, cio\u00e8, viene affrontato con la semplice prescrizione di consulenza al SERT, ma senza alcun monitoraggio, non essendo prevista la cura coatta. La terapia, poi, basata sulle cure motivate viene facilmente disattesa e scartata. Infatti al SERT, dati alla mano, arriva solo una minima parte dei reali consumatori di droga. Allora bisogna fare il punto della situazione, Servizi Sociali in primis in accordo, per\u00f2, con i competenti Uffici sanitari regionali, per progettare maggiori interventi nel sociale attraverso il reinserimento. Chi esce da una Comunit\u00e0 di recupero spesso non ha pi\u00f9 n\u00e9 fissa dimora n\u00e9 concrete opportunit\u00e0 lavorative e una borsa lavoro del Comune, anche a 300-400 euro mensili, non pu\u00f2 bastare. Bisogna cercare di puntare maggiormente sul futuro degli ex-tossicodipendenti, se le probabilit\u00e0 di uscire dal tunnel della droga sono risultate maggiori per coloro che, rimasti all\u00b4interno delle comunit\u00e0, pi\u00f9 facilmente passano dalla dipendenza da una sostanza al legame con figure carismatiche. Infatti, in questi casi, gli ex tossicodipendenti, rimanendo nel sistema di cura, nel ruolo di tutor, riescono a lavorare per dare consigli e risposte a coloro che cadono nella dipendenza e in questo modo, pur avendo sempre a che fare con il mondo della droga, ne restano puliti. Se un ruolo determinante lo gioca la famiglia alle spalle, spesso iperprotettiva o disarmonica o ancora inesistente, allora la societ\u00e0 tutta non pu\u00f2 pi\u00f9 tirarsi indietro. Occorre affrontare con responsabilit\u00e0 questa emergenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. \u201cEccoci al termine di questa piccola indagine, in tre puntate, sulle problematiche locali della droga. Se i giovani sono convinti che bere, fumare o assumere sostanza stupefacenti, li possa aiutare davvero, allora il sistema di prevenzione della tossicodipendenza presenta alcune grossolane criticit\u00e0\u201d. 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