{"id":179646,"date":"2011-07-31T15:57:41","date_gmt":"2011-07-31T13:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=179646"},"modified":"2011-07-31T16:09:14","modified_gmt":"2011-07-31T14:09:14","slug":"borgio-il-festival-teatrale-si-sposta-nelle-grotte-prima-nazionale-de-%e2%80%9cl%e2%80%99uomo-che-raccoglieva-bottiglie%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/07\/borgio-il-festival-teatrale-si-sposta-nelle-grotte-prima-nazionale-de-%e2%80%9cl%e2%80%99uomo-che-raccoglieva-bottiglie%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Borgio, il Festival Teatrale si sposta nelle Grotte: prima nazionale de \u201cL\u2019uomo che raccoglieva bottiglie\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Borgio Verezzi.<\/strong> Marted\u00ec 2 e mercoled\u00ec 3 agosto il Festival teatrale di Borgio Verezzi si sposter\u00e0 nelle grotte turistiche per ospitare la prima nazionale de \u201cL\u2019uomo che raccoglieva bottiglie\u201d, spettacolo che l\u2019autore ed interprete Pino Petruzzelli ha tratto dal suo libro \u201cGli ultimi\u201d, edito da Chiarelettere. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Al centro del racconto c\u2019\u00e8 la storia vera di un maestro d\u2019ascia di Lampedusa, Pasquale, che sta costruendo con le sue mani una casa, unendo al cemento il vetro delle bottiglie che i turisti abbandonano sulle spiagge dell\u2019isola. A pochi passi dalla casa ha piantato un albero secco, al quale porta acqua ogni giorno, nella certezza che prima o poi torner\u00e0 a fiorire. Nello spettacolo Petruzzelli prende a raccontare sotto quell\u2019arbusto e il suo racconto si fa speranza per tutti. <\/p>\n<p>\u201cL\u2019uomo che raccoglieva bottiglie\u201d \u00e8 un monologo toccante e poetico, cui l\u2019ambiente raccolto, rarefatto e stillante delle grotte infonde una particolare intensit\u00e0. Petruzzelli recita su un palco collocato fra concrezioni di ogni forma (cannule esili e quasi trasparenti, drappeggi sottili come lenzuola, colonne imponenti e stalattiti eccentriche) e attinge l\u2019acqua che versa ai piedi dell\u2019albero da un laghetto color verde-smeraldo. <\/p>\n<p>\u201cPasquale \u00e8 uno degli ultimi baluardi di resistenza umana in un\u2019Italia sempre pi\u00f9 allo sbando. \u2013 dice Petruzzelli \u2013 La sua resistenza consiste nel fare cose non diverse da ci\u00f2 che pensa e dice. Non importa il risultato a motivare la vita perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019azione, il provare a fare qualcosa. Pasquale, giorno dopo giorno, porta acqua a un albero secco. E non importa se la pianta non riuscir\u00e0 a fiorire, perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 quel gesto. Un appena-appena, direbbe Tolstoj, capace di dare dignit\u00e0 a una vita. \u201cA pensare a grandi cambiamenti, non faremo neanche i piccoli\u201d, dice Pasquale, con piena assunzione di responsabilit\u00e0 individuale. <\/p>\n<p>\u201cCerto, lui in questa societ\u00e0 dei consumi non \u00e8 un vincitore, ma neppure un perdente: \u00e8 uno che ha scelto altre regole del gioco. Un uomo capace di andare in direzione ostinata e contraria, come i personaggi di Alvaro Mutis. Con Pasquale ho cercato di recuperare i lembi di una storia spezzata per provare a ricucirli e raccontare cos\u00ec un\u2019Italia, in apparenza sepolta, ma in verit\u00e0 ancora vitale. Il maestro d\u2019ascia di Lampedusa, pur con le sue imperfezioni e contraddizioni, riesce ad esprimere un pensiero forte e sicuro del suo radicamento nel passato e quindi proiettato in un futuro di civili e umane convivenze. La memoria ci fa guardare avanti e ci proietta in un futuro libero da pregiudizi e paure.  Ho voluto lasciare la parola, con uno spettacolo almeno, a un\u2019Italia che ancora resiste, lavora e produce, seppur nel silenzio in cui \u00e8 stata relegata dall\u2019arroganza di massa\u201d. <\/p>\n<p>Pasquale \u00e8 un mondo ancora vivo, che palpita e pulsa sotto la cenere della barbarie. Lontano da ogni centro di potere, rappresenta una traccia oggettiva di ricchezza umana, che resiste tra una tecnologia, cui ancora nessuno riesce a dare un senso, e una preoccupante perdita d\u2019identit\u00e0. Lo spettacolo vuole allontanarci da quella falsa difesa delle radici fatta di intolleranza e xenofobia, per recuperare un\u2019identit\u00e0 che pu\u00f2 essere il faro di un vero progresso, scovando cos\u00ec quelle reali scintille di libert\u00e0 individuale e ribellione alle mode di un branco in progressiva disumanizzazione.<\/p>\n<p>Ascoltare i pensieri del maestro d\u2019ascia vuol dire credere nella memoria, non come atto finale del crepuscolo di una societ\u00e0 consumista, razzista e refrattaria all\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, bens\u00ec come punto di partenza per nuove e pi\u00f9 illuminanti prospettive. \u201cRaccogliere vuol dire ricordare e io quante volte mi sono ritrovato a raccogliere le briciole di pane rimaste sulla tavola e, dopo averle portarle alla bocca, rivedere gli anni della fame\u201d, racconta Pasquale, mentre raccoglie le bottiglie di vetro con cui sta costruendo la sua casa, che presto briller\u00e0 al sole e alla luna\u201d.<\/p>\n<p>Pino Petruzzelli pu\u00f2 essere considerato un nuovo rappresentante del filone degli affabulatori alla Paolini, Celestini, Bajani, Curino. A Borgio Verezzi torna dopo sette anni: nel 2004 aveva portato in scena, sempre nelle grotte, \u201cZingari: l\u2019Olocausto dimenticato\u201d, spettacolo coprodotto dal Festival e trasmesso in seguito dalla trasmissione \u201cTerra!\u201d di Canale 5 e dai Rai 3. <\/p>\n<p>Il suo libro \u201cNon chiamarmi zingaro\u201d, pubblicato da Chiarelettere con prefazione di Predrag Matvejevic, \u00e8 diventato uno spettacolo coprodotto dal Teatro Stabile di Genova e dal  Mittelfest. Sempre al Mittelfest ha presentato \u201cStoria di Tonle\u201d, dal romanzo di  Mario Rigoni Stern. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borgio Verezzi. Marted\u00ec 2 e mercoled\u00ec 3 agosto il Festival teatrale di Borgio Verezzi si sposter\u00e0 nelle grotte turistiche per ospitare la prima nazionale de \u201cL\u2019uomo che raccoglieva bottiglie\u201d, spettacolo che l\u2019autore ed interprete Pino Petruzzelli ha tratto dal suo libro \u201cGli ultimi\u201d, edito da Chiarelettere. 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