{"id":175809,"date":"2011-07-15T17:44:02","date_gmt":"2011-07-15T15:44:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=175809"},"modified":"2011-07-16T10:46:54","modified_gmt":"2011-07-16T08:46:54","slug":"incendio-al-chiosco-zarlotin-di-albenga-nuovo-colpo-di-scena-nelle-indagini-il-marocchino-potrebbe-tornare-in-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/07\/incendio-al-chiosco-zarlotin-di-albenga-nuovo-colpo-di-scena-nelle-indagini-il-marocchino-potrebbe-tornare-in-liberta\/","title":{"rendered":"Incendio al chiosco \u201cZarlotin\u201d di Albenga, nuovo colpo di scena nelle indagini: il marocchino potrebbe tornare in libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Arrestato, rimesso in libert\u00e0, poi nuovamente portato in carcere e, adesso, potrebbe essere scarcerato ancora. Non \u00e8 una telenovela ma \u00e8 la storia di Abdellah Maait, il marocchino di 26 anni, irregolare sul territorio italiano, che \u00e8 indagato per l\u2019attentato incendiario che, la sera del 2 marzo scorso, ha completamente distrutto il chiosco di piazza Petrarca, uno dei locali storici di Albenga. Il giovane era stato arrestato, poi scarcerato dal gip secondo il quale le prove a suo carico non erano sufficienti ed infine era tornato in carcere su disposizione del Tribunale del Riesame che aveva accolto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Savona. Oggi il nuovo colpo di scena: davanti al giudice Fiorenza Giorgi si \u00e8 infatti celebrato l\u2019incidente probatorio nel quale si \u00e8 svolto un confronto all\u2019americana per verificare se i testimoni riconoscevano in Maait l\u2019auotore del gesto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Solo uno dei testimoni ha detto che il marocchino potrebbe essere lo stesso che aveva riconosciuto la sera dell\u2019incendio (l\u2019altro ha escluso che tra le tre persone che aveva davanti \u2013 oltre a Maait c\u2019erano anche due \u201cbirilli\u201d per il cofronto \u2013 ci fosse l\u2019autore dell\u2019attentato). Al termine dell\u2019incidente probatorio l\u2019avvocato Graziano Aschero, che difende l\u2019indagato, ha quindi ribadito la richiesta di scarcerazione per il suo assistito. Il giudice si \u00e8 riservato di decidere ma, visto che anche il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro ha dato parere positivo alla liberazione, \u00e8 probabile che il marocchino possa lasciare il carcere Sant\u2019Agostino (dove sembra che il giovane abbia anche tentato il suicidio).<\/p>\n<p>Maait ha sempre ribadito la sua innocenza: \u201cMi dispiace per il proprietario del chiosco \u2013 aveva detto dopo l\u2019arresto -, ma non sono stato io ad appiccare il fuoco. Mercoled\u00ec 2 marzo sono andato a casa dei miei parenti a Leca alle 19,30 e sono rimasto fino alla mattina dopo\u201d. \u201cIl raid contro Zerlotin \u00e8 un gesto che ferisce tutta la citt\u00e0, ma il mio assistito \u00e8 innocente \u2013 ha ribadito l\u2019avvocato Graziano Aschero -. \u00c8 vero che ci sono due ragazze che lo avrebbero riconosciuto, ma erano le 23, era buio ed era difficile identificare con certezza un nordafricano\u201d.<\/p>\n<p>Ad arrestare il 26enne, dopo due settimane di indagine, erano stati i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Albenga. I militari, dopo il rogo, avevano iniziato subito la loro attivit\u00e0, concentrando le loro attenzioni sulle frequentazioni del locale. Nei pressi del chiosco solitamente \u201cbazzicavano\u201d perlopi\u00f9 cittadini extracomunitari e gli uomini dell\u2019Arma hanno verificato quali stranieri erano stati controllati nella zona il giorno dell\u2019incendio. Dai primi racconti di alcuni testimoni oculari, l\u2019uomo che aveva appiccato il fuoco poteva essere di origine nord africana. I militari avevano cos\u00ec iniziato a lavorare sulle foto segnaletiche di alcuni \u201cvolti noti\u201d del territorio. Due testimoni avevano cos\u00ec riconosciuto Maait dalle foto. Prove che anche oggi non sono sembrate essere cos\u00ec \u201cschiaccianti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Arrestato, rimesso in libert\u00e0, poi nuovamente portato in carcere e, adesso, potrebbe essere scarcerato ancora. 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