{"id":171556,"date":"2011-06-28T09:38:32","date_gmt":"2011-06-28T07:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=171556"},"modified":"2011-06-28T13:31:27","modified_gmt":"2011-06-28T11:31:27","slug":"don-rebagliati-replica-al-vescovo-non-ho-lasciato-noli-volontariamente-costretto-a-dimettermi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/06\/don-rebagliati-replica-al-vescovo-non-ho-lasciato-noli-volontariamente-costretto-a-dimettermi\/","title":{"rendered":"Don Rebagliati replica al Vescovo: \u201cNon ho lasciato Noli volontariamente, costretto a dimettermi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Dopo Francesco Zanardi, che ieri ha voluto replicare alle parole di Monsignor Vittorio Lupi sulla questione preti e pedofilia, oggi arriva un\u2019altra replica alle dichiarazioni del Vescovo di Savona. Stavolta a smentire Vittorio Lupi \u00e8 Don Rebagliati che sembra negare di aver lasciato la guida della parrocchia di Noli di sua spontanea volont\u00e0. Di seguito pubblichiamo la lettera aperta che Don Carlo Rebagliati ha inviato al Vescovo, ai confratelli presbiteri, ai Laici credenti ed ai media locali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_766\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_766\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>\u201cOggi, 28 giugno ricorre il 35 anniversario della mia ordinazione presbiterale e proprio oggi ho deciso di scrivere alcune riflessioni. Ricordo, quando 35 anni or sono insieme a 5 miei compagni, prostrati davanti all\u2019altare della cattedrale di Savona, durante il canto delle litanie dei Santi, quali grandi emozioni ho provato e quale speranza, non disgiunta da tremore, sgomento e paura ha invaso il mio animo. La cattedrale era traboccante di fedeli, provenivano dalle nostre parrocchie di origine e da quelle in cui prestavamo servizio: fu un intenso momento di partecipazione ecclesiale e un momento di grande speranza.<\/em><\/p>\n<p><em>Da allora questi 35 anni si sono svolti realizzando nella vita della Chiesa locale proprio tutti questi sentimenti; La gioia grande \u00e8 scaturita in tanti momenti di apertura, quando per esempio durante i Convegni Ecclesiali si \u00e8 toccato con mano la bellezza di essere Chiesa: la speranza che promana dal lavoro concreto con tante persone di buona volont\u00e0 che il Signore ti ha posto accanto e con te condividono la gioia del lavoro pastorale. Quale dono immenso sono stati i tanti \u201dpoveri\u201d incontrati sul mio cammino, quanti tentativi di risposta per alleviare la sofferenza del prossimo, quanti successi assaporati dopo un lungo impegno e quante delusioni conseguenti alla insufficiente capacit\u00e0 di analisi e di intervento conseguente. Ma quale gioia costante nel toccare con mano che lo Spirito lavora, silenzioso e presente nel cuore di tante persone, magari considerate lontane o indifferenti. Se dovessi esprimere con le parole di un Salmo la mia vita di presbitero userei il Salmo 121 \u201cQuale gioia quando mi dissero: Andremo alla casa del Signore! .Gi\u00e0 sono fermi i nostri piedi alle tue porte Gerusalemme! Ma se dovessi descrivere la mia pochezza userei ancora un Salmo: il 129 \u201c Dal Profondo a te grido, o Signore, Signore ascolta la mia voce\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Insieme a tanto entusiasmo, si sono presentati sempre dei momenti difficili: difficile infatti \u00e8 essere coerenti con il Vangelo, difficile \u00e8 il comprendersi reciprocamente, difficile \u00e8 il rapporto con i Superiori. Spesso il Vangelo mette a nudo le mie incoerenze, altre volte l\u2019esigenza dell\u2019incontro quotidiano con i fratelli, mi fa toccare con mano la mia inadeguatezza, ma la cosa che pi\u00f9 mi da noia e mi riempie di amarezza \u00e8 quando i confratelli e i Superiori non sanno comprendermi. Quante volte in questi 35 anni ho sperimentato questa solitudine e quante volte invano ho cercato di superarla. Mi \u00e8 stato pi\u00f9 facile affrontare e risolvere problemi quotidiani che mi coinvolgevano con gli ultimi, i lontani, i diseredati che non quelli creati dalla gente di chiesa: siano essi fedeli impegnati, siano confratelli o vescovi.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono certo di non essere mai stato un conformista e quando ho ricoperto degli incarichi strettamente legati all\u2019aspetto istituzionale l\u2019ho fatto con quella creativit\u00e0 e con quella disinvoltura che tende a risolvere i problemi quando via via si presentano, alla luce del buon senso ispirato dalla fede piuttosto che seguire strettamente delle procedure consolidate, ma poco efficaci nel momento dell\u2019 emergenza. Nella vita delle nostre comunit\u00e0 si presentano spesso momenti di emergenza, che impegnano risorse che non provengono dalla prassi consolidata, ma esigono, alla luce del vangelo, di improvvisare creativamente delle soluzioni. Mai avevo compreso la parabola dell\u2019amministratore disonesto (Lc. 16,1-8) fino a che non mi sono trovato a fare l\u2019Economo diocesano, quando ho compreso che l\u2019amministrazione dei beni della chiesa non sempre pu\u00f2 seguire le norme del Codice Civile, e la giustizia amministrativa deve essere calibrata sul concetto di giustizia presente nella bibbia e che Ges\u00f9 definisce superiore a quella degli Scribi e dei Farisei.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo non mi trovo a mio agio in una chiesa dove si fanno scelte di speculazione, dove si investe soprattutto nel cemento, dove la prima preoccupazione \u00e8 quella che risponde alla domanda : Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?\u201d (cfr. Mt.6,) Sono i pagani che hanno questa tra le prime loro preoccupazioni.<br>\nMa non mi trovo bene nemmeno in una chiesa che neghi nella prassi il concetto di popolo di Dio espresso nel documento conciliare \u201cLumen Gentium\u201d e nemmeno quando la visione del rapporto con gli altri sia inferiore alle prospettive tracciate da un altro documento conciliare la \u201c Gaudium et Spes\u201d. Sono convinto dell\u2019urgenza di dare delle risposte precise e risolutive ai problemi della famiglia e pi\u00f9 in generale della sessualit\u00e0: Non accetto, per esempio, che si dica che la convivenza \u00e8 uno stato peccaminoso, perch\u00e9 gli ultimi matrimoni da me celebrati, una ventina circa, hanno coinvolto esclusivamente persone che convivevano e non oso neppure pensare che la celebrazione del sacramento sia vista solo nell\u2019ottica di porre fine ad una situazione di peccato.<\/em><\/p>\n<p><em>Che dire poi dell\u2019educazione dei nostri ragazzi? Qui non ci sono vie di mezzo: Ges\u00f9 a questo proposito \u00e8 stato drastico: mi pare invece che la chiesa sia quasi possibilista. Ritengo di estrema necessit\u00e0 la chiarezza su questo punto: dobbiamo garantire a qualunque costo che i nostri ragazzi ricevano dalle istituzioni cattoliche una formazione umana, cristiana e sociale ineccepibile. Non so per quale ragione la Congregazione per la Dottrina della Fede mi abbia costretto a lasciare le parrocchie di Noli e di Tosse. Ho obbedito: far\u00f2 il prete in maniera diversa. Non mi spavento. Ma a questo proposito chiedo al Vescovo di rispettare il suo impegno di fornirmi delle motivazioni scritte circa le ragioni che lo hanno convinto a pormi di fronte all\u2019alternativa o dai le dimissioni da parroco o te le facciamo dare. O chiedi tu di essere rimosso e allora avrai l\u2019assegno del Sostentamento Clero fino alla pensione o saremo costretti a rimuoverti con provvedimenti pi\u00f9 radicali. Ne sono stati testimoni Don Margara e don Macchioli.<\/em><\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 il motivo di questo provvedimento disciplinare? Esigo di saperlo ufficialmente. Ges\u00f9 ha detto \u201cIn verit\u00e0 vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avr\u00e0 bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avr\u00e0 perdono in eterno: sar\u00e0 reo di colpa eterna\u201d. Poich\u00e9 dicevano di lui: \u201c\u00c8 posseduto da uno spirito immondo\u201d, per questo non \u00e8 in grado di perdonare (Mc 3,28-30). \u201cGes\u00f9 non mi pu\u00f2 salvare\u201d, questa \u00e8 la bestemmia contro lo Spirito Santo. Egli infatti ha reso e continua a rendere testimonianza che Ges\u00f9 \u00e8 il Signore, il Figlio di Dio venuto a cancellare i peccati del mondo con la sua morte e risurrezione. Dio, dice la Scrittura, vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verit\u00e0. (1 Tm 2,4). Il credente non deve vivere nella paura di non essere salvato. Ci\u00f2 costituisce un grave affronto alla bont\u00e0 di Dio, Padre di infinita misericordia.<\/em><\/p>\n<p><em>E la chiesa? La nostra chiesa? Si apre all\u2019azione dello Spirito o si ripiega su se stessa? Ho l\u2019impressione che si abbia troppa paura del vangelo, dell\u2019avventura da vivere con la nostra gente, partecipando ai sui problemi, alle gioie e alle pene di tutti. Spesso ci chiudiamo nelle nostre sacrestie e pretendiamo di vedere da l\u00e0 la realt\u00e0 che ci circonda. Ma le sacrestie spesso sono buie e maleodoranti: hanno del mondo una visione limitata, preconcetta, hanno un angolo visuale ristrettissimo.<br>\nUsciamo in piazza, affrontiamo insieme agli altri i problemi che affliggono oggi l\u2019umanit\u00e0, leggiamoli alla luce del Vangelo, annunciamo la lieta notizia del Risorto; difendiamo la vita a qualunque costo.<\/em><\/p>\n<p><em>Spero da oggi di vivere il mio essere prete in questa prospettiva di speranza, spero che tanti uomini e tante donne, tanti giovani e tanti ragazzi possano gustare la gioia di sentirsi amati da Dio e possano percepire la bellezza di essere inseriti in un ambiente gioioso dove a scapito del no, prevalga sempre il si.<br>\nNo alle situazioni troppo concentrate su se stessi, si al dialogo vero, all\u2019incontro con gli altri, avendo presente che \u201c il totalmente Altro\u201d si pu\u00f2 incontrare solo se si \u00e8 capaci di mettersi in gioco con gli altri che di Lui sono costantemente l\u2019immagine pi\u00f9 pertinente. Non teniamo le chiese chiuse, non barrichiamoci nelle sacrestie o nelle curie: il nostro posto \u00e8 l\u00e0 dove la gente vive, soffre, gioisce, pecca (forse) ma vive e sa che il perdono, se richiesto, verr\u00e0 concesso: riesce a risorgere, senza rancori, perch\u00e9 \u201c La gloria di Dio \u00e8 l\u2019uomo vivente\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Stella S. Bernardo, 28 giugno 2011<br>\nVigilia della solennit\u00e0 dei santi Pietro e Paolo<br>\n35\u00b0 anno della mia ordinazione sacerdotale<br>\nDon Carlo Rebagliati<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Dopo Francesco Zanardi, che ieri ha voluto replicare alle parole di Monsignor Vittorio Lupi sulla questione preti e pedofilia, oggi arriva un\u2019altra replica alle dichiarazioni del Vescovo di Savona. Stavolta a smentire Vittorio Lupi \u00e8 Don Rebagliati che sembra negare di aver lasciato la guida della parrocchia di Noli di sua spontanea volont\u00e0. 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