{"id":168096,"date":"2011-06-13T12:09:29","date_gmt":"2011-06-13T10:09:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=168096"},"modified":"2011-06-13T15:34:37","modified_gmt":"2011-06-13T13:34:37","slug":"caritas-aumenta-la-poverta-estrema-il-bisogno-di-cibo-e-di-un-letto-per-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/06\/caritas-aumenta-la-poverta-estrema-il-bisogno-di-cibo-e-di-un-letto-per-la-notte\/","title":{"rendered":"Caritas: aumenta la povert\u00e0 estrema, il bisogno di cibo e di un letto per la notte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Aumenta il numero di persone che si rivolgono alla mensa dei poveri: il dato allarmante emerge dal bilancio della Fondazione diocesana Comunit\u00e0Servizi onlus, che opera con la Caritas per lo sviluppo delle attivit\u00e0 di volontariato e di servizio sociale. Nella comparazione annuale emerge l\u2019incremento dei pasti consumati in mensa, senza considerare i pacchi viveri d\u2019asporto. La media \u00e8 passata da 60 pasti giornalieri del 2009 agli 88 del 2010. \u201cQuesto dato ci d\u00e0 un\u2019indicazione della povert\u00e0 estrema, in quanto chi ne usufruisce solitamente non ha n\u00e9 casa, n\u00e9 lavoro, n\u00e9 relazioni stabili. Pur considerando le molte persone di passaggio ed un aumento degli stranieri per questo specifico servizio, \u00e8 un dato che deve essere osservato con attenzione\u201d \u00e8 l\u2019analisi di don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas diocesana. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La Casa di accoglienza notturna aveva gi\u00e0 raggiunto il suo massimo, superando le 3.650 notti erogate. E il dato \u00e8 stato confermato anche nell\u2019anno successivo. I servizi sui bisogni primari sono quindi al loro picco da quando sono nati pi\u00f9 di vent\u2019anni fa. Complessivamente sono state circa 5.000 le persone che hanno usufruito dei servizi offerti dalla Fondazione. Sono 3.200 gli immigrati che hanno utilizzato il Servizio Immigrazione e circa 1.800 le persone in situazione di disagio che hanno contattato i servizi offerti per la povert\u00e0 ed il disagio. <\/p>\n<p>La relazione e il bilancio presentati oggi dal vescovo monsignor Vittorio Lupi, dal presidente della Fondazione diocesana Comunit\u00e0Servizi Maurizio Raineri e da don Macchioli evidenzia: un aumento dell\u2019offerta dei servizi a persone che a vario titolo hanno contattato la Fondazione, un aumento delle persone che hanno usufruito dei servizi, un aumento delle permanenze medie nei servizi, una maggiore difficolt\u00e0 nella realizzazione di percorsi virtuosi per il recupero delle persone. <\/p>\n<p>I Centri di Ascolto presenti in Diocesi, complessivamente otto, hanno incontrato 2.293 persone che, su un territorio di quasi 150.000 abitanti, rappresentano l\u20191,5% della popolazione residente. Di queste persone circa il 57% sono nuovi poveri, hanno effettuato circa 11.000 passaggi ossia il 15,3% in pi\u00f9 rispetto al 2009. Nelle parrocchie si rivolgono per lo pi\u00f9 persone straniere (76%), mentre nel Centro Ascolto Diocesano gli italiani rappresentano il 46%: complessivamente rispetto al 2009 si \u00e8 avuto un incremento del 13% delle persone italiane. La provenienza degli stranieri conferma sostanzialmente il dato dello scorso anno: 51,8% Europa dell\u2019est, Balcani; 23,7% America Latina; 20% Africa; 5,2% Asia; Ucraina, Albania, Romania, Marocco ed Ecuador i Paesi maggiormente rappresentati.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il dato delle presenza conferma che la povert\u00e0 va a toccare una porzione sempre pi\u00f9 consistente di popolazione, soprattutto considerando il fatto che si arriva ai Centri di Ascolto quando la situazione \u00e8 ormai quasi del tutto compromessa, mentre prima si cercano strade di sostegno che, spesso, invece di risolvere, accrescono la situazione debitoria e critica del nucleo famigliare o del singolo. <\/p>\n<p>\u201cNon riuscire a sostenersi: \u00e8 questo il volto comune della povert\u00e0. Pu\u00f2 essere espresso attraverso la mancanza di lavoro, l\u2019affitto o il mutuo troppo caro, non riuscire a far fronte alle bollette o alle spese di gestione ordinaria \u2013 si legge nel rapporto della diocesi di Savona-Noli \u2013 Tocca giovani, famiglie, pensionati, nuclei disgregati o con problematiche legate alla malattia mentale, anziani soli con malattie croniche e degenerative, persone straniere in cerca di nuove opportunit\u00e0 oppure che non ce l\u2019hanno fatta ad integrarsi. A queste esigenze abbiamo risposto erogando aiuti in generi alimentari: 7.313 pacchi viveri dalle parrocchie pari a circa 44 tonnellate di cibo, mentre la Mensa di Fraternit\u00e0 ha erogato 4.050 pacchi viveri e 32.302 pasti. Se dovessimo calcolare il numero di pasti complessivo avremmo un dato che si assesta intorno agli 82.000, ossia il 18% in pi\u00f9 rispetto al 2009\u201d. <\/p>\n<p>\u201cLe nostre case accoglienza sono state praticamente sempre piene \u2013 si legge ancora \u2013 Diminuisce leggermente la richiesta femminile, mentre \u00e8 ancora insufficiente la risposta maschile. Ai nostri 10 posti di accoglienza di emergenza sono stati aggiunti 10 posti offerti dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con il Comune di Savona e con le nostre strutture. Le risposte ai bisogni primari quali cibo ed accoglienza di emergenza, sono servizi offerti in convenzione con il Comune di Savona ed il Distretto Sociosanitario Savonese, che insieme partecipano per il 62% dei costi sostenuti complessivamente nel 2010. Di fronte all\u2019ingente richiesta di sostegno economico abbiamo erogato circa 180.000 euro a fondo perduto, 40.000 euro per prestiti non onerosi e 105.000 euro come anticipo di erogazioni dei Comuni a favore di persone svantaggiate. La risposta meno appariscente ma pi\u00f9 difficile ed efficace \u00e8 il lungo lavoro di segretariato sciale e di orientamento verso enti pubblici e privati, nonch\u00e9 l\u2019accompagnamento delle persone nelle diverse fasi del loro problema. E\u2019 questa la parte che a noi sta pi\u00f9 a cuore e che contraddistingue maggiormente il nostro servizio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa famosa crisi, in cui siamo immersi per numero di richieste ed interventi, e la diminuzione dell\u2019intervento pubblico ci preoccupano notevolmente \u2013 ha sottolineato don Macchioli \u2013 Negli ultimi anni il rapporto con gli enti pubblici locali \u00e8 notevolmente cambiato in meglio. Si \u00e8 passati dalla considerazione di noi come ente erogatore, responsabile delle necessit\u00e0 dei cittadini, a noi come partner con un coinvolgimento in programmazione, strategie e sinergie possibili. Il ruolo pi\u00f9 decisamente politico rispetto alla funzione di ente gestore, ci espone a possibili strumentalizzazioni ma ci riconosce una responsabilit\u00e0 importante di collegamento con i problemi reali dei cittadini e con proposte di interesse collettivo. Questa funzione diventa sempre pi\u00f9 strategica per una nostra presenza che vuole essere significativa, una presenza per una maggiore conoscenza pubblica dei contesti sociali nei quali la gente vive o sopravvive in solitudine o soffre o muore\u201d. <\/p>\n<p>\u201cVogliamo \u2013 conclude \u2013 continuare a creare apporti significativi per un buongoverno dei nostri territori ed in particolare della nostra citt\u00e0, nella quale ci auguriamo che la politica non cavalchi mai la vulnerabilit\u00e0 alimentando paure, rancori, odio, ma si impegni a combattere le pratiche di criminalizzazione e di stigmatizzazione dei fenomeni di marginalit\u00e0 come strada maestra per una societ\u00e0 inclusiva e coesa\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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