{"id":166417,"date":"2011-06-07T00:34:17","date_gmt":"2011-06-06T22:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=166417"},"modified":"2011-06-07T11:59:40","modified_gmt":"2011-06-07T09:59:40","slug":"osiglia-invasa-dai-profughi-no-sono-turisti-tunisini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/06\/osiglia-invasa-dai-profughi-no-sono-turisti-tunisini\/","title":{"rendered":"Osiglia invasa dai profughi? \u201cNo, sono turisti tunisini\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Osiglia. <\/strong>\u201cMolto rumore per nulla\u201d per dirla con Shakespeare. Anche se molti cittadini di Osiglia, compresi alcuni dei presenti nel pomeriggio all\u2019esterno dell\u2019Imbarcadero direbbero \u201csiamo proprio il paese dei balocchi\u201d. Ma il risultato non cambia; nel piccolo paesino della Valbormida, che rasenta a stento i 500 residenti, non sono arrivati profughi: \u00e8 come se fossero giunti turisti tunisini.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_936\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_936\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nei giorni scorsi all\u2019Imbarcadero, la struttura comunale sul lago, erano alloggiati americani, tedeschi e una coppia di australiani. I tunisini arrivati in pulmann, 32 in tutto, non vogliono scendere: oppongono resistenze, continuano ad insistere per andare verso la Francia e non si capacitano dell\u2019ennesima peripezia. Dopo una buona mezz\u2019ora di trattative si lasciano convincere e mettono piede nel cuore della provincia di Savona, in un luogo sconosciuto a molti savonesi ma che \u00e8 sempre pi\u00f9 visitato da turisti stranieri.<\/p>\n<p>Una volta scesi e dopo aver capito che nei dintorni non ci sono n\u00e9 autobus n\u00e9 tantomeno treni, si \u201caccomodano\u201d nelle stanze dell\u2019ostello ed esplorano intorno. La zona non \u00e8 certo il centro di accoglienza da cui provengono, quel centro di Ventimiglia che la Regione si \u00e8 risolta a chiudere dopo le proteste locali, n\u00e9 \u00e8 tugurio maleodorante con un bagno chimico all\u2019esterno. Ma \u00e8 di fatto un albergo immerso nella natura che si affaccia sul lago di Osiglia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dopo un caff\u00e8 eccoli giocare a palla nella spiaggetta e pochi minuti dopo andare, educatamente, a chiedere se possono usare il pedal\u00f2 e, detto fatto, quelli che 30 minuti prima erano pericolosi clandestini guardati a vista da carabinieri e sindaco del paese, si trasformano in classici turisti del lago.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi gioca a calciobalilla, chi a palla e chi sdraiato sul lettino si rilassa e ascolta la musica con il lettore Mp3. Se il sole non fosse gi\u00e0 tramontato ci sarebbe da scommettere che alcuni avrebbero gi\u00e0 azzardato anche un tuffo nel lago. Quelli pi\u00f9 pigri invece rimangono in terrazza, chiacchierano e si gustano il tramonto giocando a carte.<\/p>\n<p>La Regione Liguria, intanto, con l\u2019assessore Rambaudi in testa, fa i conti con l\u2019emergenza che anzich\u00e9 passare sembra essere diventato un problema di ancor pi\u00f9 complicata gestione. Arriva l\u2019ora di cena e i turisti puntuali si accomodano per sfruttare il trattamento di \u201cpensione completa\u201d. Al termine, con sorpresa dei gestori, sparecchiano portando i piatti in cucina, puliscono i tavoli e spazzano il pavimento. E mentre uno lava i piatti gli altri hanno gi\u00e0 deciso: domani pizza e musica del vivo.<\/p>\n<p>Sino a qualche ora prima puntavano i piedi per non scendere dal pullman. \u201cE adesso chi li manda pi\u00f9 via da Osiglia?\u201d si chiede qualcuno e la domanda fa il giro dei residenti. Qualcun altro risponde, intepretando le scene che si sono succedute da pomeriggio a sera: \u201cNon sono profughi, sinora si sono comportati da turisti tunisini\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osiglia. \u201cMolto rumore per nulla\u201d per dirla con Shakespeare. Anche se molti cittadini di Osiglia, compresi alcuni dei presenti nel pomeriggio all\u2019esterno dell\u2019Imbarcadero direbbero \u201csiamo proprio il paese dei balocchi\u201d. 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