{"id":166146,"date":"2011-06-06T10:01:33","date_gmt":"2011-06-06T08:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=166146"},"modified":"2011-06-06T12:43:18","modified_gmt":"2011-06-06T10:43:18","slug":"cassa-integrazione-2011-il-70-dei-dipendenti-di-imprese-artigiane-liguri-rientra-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/06\/cassa-integrazione-2011-il-70-dei-dipendenti-di-imprese-artigiane-liguri-rientra-al-lavoro\/","title":{"rendered":"Cassa integrazione 2011: il 70% dei dipendenti di imprese artigiane liguri rientra al lavoro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Nel primo quadrimestre 2010 la richiesta di cassa integrazione in deroga a livello regionale, (richiesta tramite l\u2019Eblig \u2013 Ente bilaterale ligure dell\u2019artigianato), era pari a 86 aziende, ed ha interessato 385 lavoratori. Nello stesso periodo del 2011, invece, il numero delle imprese \u00e8 sceso a 28 e i lavoratori interessati si sono ridotti a 122.<\/p>\n<p>\u201cUn segnale positivo, ancora da analizzare a fondo e tenere monitorato nella seconda parte dell&#8217;anno ma estremamente importante &#8211; dice Marco Merli, presidente regionale di CNA Liguria &#8211; Le imprese artigiane liguri  hanno tirato la cinghia, e hanno dimostrato di saper reagire, compiendo forti sacrifici ma non cessando di investire e di cercare nuovi posizionamenti sui mercati: questo dato \u00e8 ancora pi\u00f9 significativo vista anche l\u2019inesistente crescita economica dell\u2019Italia, ferma al palo dello sviluppo, rispetto ad altri Paesi europei che viaggiano a ritmi di crescita ben superiori al nostro, sostenuti da una politica economica da parte dei Governi che mette in atto strategie anti-cicliche, una chimera per l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTuttavia in CNA &#8211; continua Merli &#8211; siamo molto preoccupati, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 numerosi sono gli eventi che mettono a rischio il comparto artigiano. Come quello di Fincantieri, per fortuna per adesso superato, che avrebbe messo a rischio 2500 stipendi e pi\u00f9 di 300 d\u2019imprese dell\u2019indotto solo a Sestri, senza contare Riva Trigoso e Muggiano. Anche il fotovoltaico \u00e8 un settore che stava andando veramente bene, tanto che le imprese del settore stavano assorbendo manodopera e facendo assunzioni. Anche qui si stava delineando una Caporetto, per le migliaia di piccole imprese che si sono convertite alle energie alternative, sventata grazie all\u2019impegno delle associazioni di categoria e degli enti territoriali, in particolar modo grazie all\u2019impegno dell\u2019assessore Guccinelli, che ha subito semplificato le norme e progettato nuovi fondi regionali per sostenere il settore. I tagli governativi indiscriminati hanno messo in forte crisi l\u2019azione della Regione Liguria, ad esempio con la riduzione dei fondi per l\u2019internazionalizzazione, ponendo a rischio l\u2019efficacia di un\u2019azione volta a portare sui mercati esteri l\u2019artigianato e le piccole imprese. CNA ha portato oltre 300 piccole imprese sui mercati esteri grazie a questi fondi\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Il tessuto dell\u2019imprenditoria diffusa ha ancora una volta dimostrato la volont\u00e0 di voler restare sul mercato, tocca ora alle istituzioni, in primo luogo al Governo nazionale, decidere finalmente una politica economica che supporti lo sviluppo, diminuendo l\u2019esagerata pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro, sbloccando gli investimenti pubblici gi\u00e0 deliberati e sostenendo gli sforzi di innovazione e internazionalizzazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori. Occorre ridare fiato alla finanza regionale, soprattutto se finalizzata al sostegno dello sforzo economico delle imprese&#8221;.<\/p>\n<p>\u201cAlla Regione CNA Liguria chiede di tagliare le spese improduttive \u2013 conclude Merli &#8211; di limitare la cultura assistenzialista, diminuire la burocrazia, di rendere gli appalti pubblici accessibili alle piccole imprese applicando lo small business ed una forte riduzione di societ\u00e0 partecipate e agenzie speciali che stanno monopolizzando gli investimenti pubblici e sottraendo risorse al libero mercato su cui vivono le piccole imprese. Nel contempo chiede di proseguire tutti assieme la lotta contro le infiltrazioni della malavita organizzata e pi\u00f9 in generale la corruzione e il sommerso: veri cancri per la vita della maggioranza delle imprese che vogliono e lottano per lavorare nella legalit\u00e0. Mancano infine strumenti di analisi della piccola media impresa anche nel campo della Cassa integrazione. La cassa integrazione non pu\u00f2 restare un numero: ore, imprese, lavoratori. \u00c8 necessario unire le forze e far confluire i dati in un osservatorio regionale costituito presso l\u2019EBLig per verificare le buone pratiche per il reintegro dei lavoratori, per salvare le aziende: insomma le politiche per l\u2019occupazione non possono essere efficaci senza un\u2019analisi qualitativa sul fenomeno che mostri come si riesce a rientrare sul mercato e prevenire la disoccupazione. L\u2019artigianato e le piccole imprese rappresentano quasi l\u201980% dell\u2019occupazione ligure e nessuno comprende l&#8217;importanza di investire per conoscere questo mondo\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la provincia di Savona, le imprese che hanno presentato domanda di cassa integrazione in deroga nel 2011 tramite l&#8217;Eblig (le domande si possono presentare anche direttamente alla Regione Liguria) sono cinque contro le 29 del 2010.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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