{"id":164073,"date":"2011-05-26T10:14:40","date_gmt":"2011-05-26T08:14:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=164073"},"modified":"2011-05-26T13:46:24","modified_gmt":"2011-05-26T11:46:24","slug":"don-lu-le-motivazioni-della-sentenza-non-convincono-i-parrocchiani-prosegue-larringa-su-fb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/don-lu-le-motivazioni-della-sentenza-non-convincono-i-parrocchiani-prosegue-larringa-su-fb\/","title":{"rendered":"\u201cDon Lu\u201d, le motivazioni della sentenza non convincono i parrocchiani: prosegue l\u2019arringa su Fb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio.<\/strong> Una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione che, a distanza di tre mesi dalla sua formulazione, molti faticano ad accettare. Si tratta dei parrocchiani di don Luciano Massaferro &#8211; il sacerdote alassino accusato di aver abusato di una minorenne e ora ai domiciliari &#8211; che, su Facebook, portano avanti la loro arringa in difesa di colui che considerano ormai un amico.<\/p>\n<p>I toni dei messaggi sul gruppo &#8220;Don Luciano libero!&#8221; si sono fatti ancora pi\u00f9 decisi in questi ultimi giorni nei quali alcuni giornali hanno riportato nero su bianco le motivazioni della sentenza di condanna. Un documento che chiarirebbe come si sarebbero svolti i fatti  e quali ragioni avrebbero spinto i giudici a dare credibilit\u00e0 alla ragazzina. Ma che, ancora una volta, non convincono chi ha conosciuto don Luciano e assicura che no, non pu\u00f2 essere colpevole.<\/p>\n<p>&#8220;Si sa che i giornali, alcuni giornali anzi, scrivono quello che a loro fa pi\u00f9 comodo, sia per vendere, sia per mantenere ben salde le loro convinzioni anticlericali. Dovremmo esserci abituati ormai, ma questo abuso di potere \u00e8 qualcosa a cui un cittadino apparentemente libero di pensare ed esprimere le proprie opinioni non pu\u00f2 abituarsi&#8221;, dice Roberta.<\/p>\n<p>&#8220;Il 30 dicembre 2009, il giorno dopo l&#8217;arresto, abbiamo letto locandine gridate, e articoli che ci raccontavano di capi di accusa incredibili formulati sulla base delle parole di chi le accuse le aveva mosse. C&#8217;\u00e8 stato un processo perch\u00e8, giustamente, le parole non bastano, ci vogliono le prove. Si \u00e8 arrivati ad una sentenza di condanna e ora alle motivazioni della sentenza stessa. Rileggo l&#8217;articolo di oggi e quelli del 30 dicembre 2009&#8230;sempre e solo le parole dell&#8217;accusa&#8230;.ma&#8230;..le prove dove sono?&#8221;, si chiede invece Carla Bisello, tra i fondatori del gruppo di Facebook. E di qui una serie di discussioni sull&#8217;opportunit\u00e0 di pubblicare le motivazioni della sentenza che, come l&#8217;intero procedimento, sarebbero dovute essere &#8220;top secret&#8221; e a disposizione soltanto dell&#8217;accusa, della difesa e della parte civile.<\/p>\n<p>&#8220;E non dimentichiamo, in tutto questo, che c&#8217;\u00e8 un uomo che da 17 mesi \u00e8 privato della sua libert\u00e0. Un uomo da subito &#8216;presunto colpevole&#8217; mai &#8216;presunto innocente'&#8221;, conclude la signora Carla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione che, a distanza di tre mesi dalla sua formulazione, molti faticano ad accettare. 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