{"id":163804,"date":"2011-05-25T10:24:31","date_gmt":"2011-05-25T08:24:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=163804"},"modified":"2011-05-25T16:03:48","modified_gmt":"2011-05-25T14:03:48","slug":"apre-slow-fish-ma-i-numeri-del-settore-allarmano-consumo-di-pesce-e-pescatori-in-calo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/apre-slow-fish-ma-i-numeri-del-settore-allarmano-consumo-di-pesce-e-pescatori-in-calo\/","title":{"rendered":"Apre Slow Fish, i numeri del settore allarmano: consumo di pesce e pescatori in calo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. A Genova sta per aprire i battenti Slow Fish, la manifestazione di Slow Food giunta alla quinta edizione, in programma dal 27 al 30 maggio. Con l&#8217;avvio della manifestazione \u00e8 tempo di &#8220;dare i numeri&#8221; sul mondo del pesce e della pesca. La prima riflessione \u00e8 sul caro prezzi che spinge gli italiani a mangiare meno pesce e a rinunciare soprattutto a quello fresco. Questo almeno \u00e8 quanto emerge da uno studio Ismea diffuso da Slow Fish secondo il quale nel 2010 le famiglie italiane hanno acquistato il 2,6% in meno di pesce rispetto al 2009.<\/p>\n<p>Il calo pi\u00f9 evidente riguarda i prodotti freschi (-5,5%) mentre il consumo dei trasformati \u00e8 risultato sostanzialmente in linea con i livelli del 2009 (+0,5%). Gli acquisti sono stati condizionati dall&#8217;aumento dei prezzi cresciuti del 4%, contrariamente a quanto \u00e8 accaduto per i prodotti trasformati. Sui prezzi incidono in parte una riduzione del pescato ma soprattutto il caro gasolio che sta riducendo in modo sensibile i margini di guadagno dei pescatori. Da qui le richieste delle associazioni di interventi governativi sul fronte dei prezzi e su quello della cassa integrazione. Sulle tavole italiane sono diminuiti in particolare scampi, seppie, alici, triglie, naselli e merluzzi tra le specie pescate, e orate e trote salmonate tra quelle allevate. Per orate, triglie e seppie, dice Slow Fish, si conferma l&#8217;andamento negativo del 2009 mentre per scampi, alici, trote e trote salmonate c&#8217;\u00e9 una inversione di tendenza dopo un 2009 positivo.<\/p>\n<p>Il problema, secondo gli esperti di Slow Fish, \u00e8 nella scelta del pesce perch\u00e9 oltre il 56% dei consumi di fresco rimane ristretta a dieci specie, un numero molto ridotto dato che nel Mediterraneo c&#8217;\u00e9 ne sono oltre 250. Quattro dei primi cinque prodotti consumati sono prevalentemente o esclusivamente allevati (orate, mitili, spigole e trote salmonate), mentre al terzo posto compare la prima specie pescata, le alici. La sfida rilanciata anche quest&#8217;anno alla rassegna di Genova, \u00e9 spingere il consumatore a prendere altre decisioni con l&#8217;aiuto dei pescatori e dei distributori. Tanti altri pesci, come lampughe, palamiti e sgombri, sono infatti meno costosi ma altrettanto nutrienti e gustosi. Un aiuto arriva dalle guide di Slow Fish e dai percorsi del gusto che invitano a scegliere il pesce, sia allevato sia fresco, privilegiando sistemi che rispettino l&#8217;ambiente, la salute umana e la qualit\u00e0 del prodotto finale.<\/p>\n<p>I dati Ismea dicono che il pesce fresco si ferma al 50% del mercato italiano, seguito da conserve e semiconserve con una quota superiore al 20%. Meno acquistati i prodotti congelati sfusi e quelli secchi, salati e affumicati. Conserve e prodotti congelati\/surgelati confezionati sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,1% e -0,3%): in particolare tonno al naturale e sott&#8217;olio.<\/p>\n<p>L&#8217;altro dato che allarma il settore \u00e8 che \u00e8 in calo il numero dei pescatori in Italia. Nonostante un lieve aumento della presenza femminile e degli stranieri che contribuiscono a frenare il lieve invecchiamento, fermo comunque intorno ai 40 anni. L&#8217;identikit di chi va per mare a cercare pesce \u00e8 fornito da Slow Fish con i dati diffusi dal Centro Studi Lega Pesca, che indicano una riduzione del numero di addetti nel periodo 2002-2007 del 14%, quando il totale \u00e8 passato da 33.177 a 28.542. Di positivo c&#8217;\u00e9 la controtendenza della presenza femminile, cresciuta di 107 unit\u00e0, pari all&#8217;8%, che ha portato a bordo nel complesso 1449 pescatrici. L&#8217;et\u00e0 media generale resta relativamente giovane, oscillando tra i 41 e 43 anni. Il 61,4% dei pescatori \u00e8 concentrato nelle regioni meridionali e insulari, mentre gli stranieri sono il 5,8% a conferma della tendenza generale degli altri settori.<\/p>\n<p>I nuovi pescatori vengono in prevalenza dai Paesi del Nord Africa e vengono assunti sia per i minor costi che comportano sia per la crescente difficolt\u00e0 di reperire forza lavoro nazionale. Dal suo osservatorio, il presidente di Lega Pesca Ettore Ian\u00ec spiega che gli stranieri sono impiegati principalmente in attivit\u00e0 di pesca a strascico mediterranea e oceanica e non entrano nella piccola pesca, basata su un&#8217;attivit\u00e0 familiare che sostanzialmente esclude la forza lavoro straniera. La grande maggioranza dei pescatori (88,3%) sono in prevalenza mozzi, marinai e giovanotti di coperta.<\/p>\n<p>I comandanti, i direttori di macchina e i meccanici, che rientrano nella categoria di &#8216;stato maggiore&#8217;, rappresentano l&#8217;11,4%, mentre i lavoratori &#8216;polifunzionali&#8217;, quindi chi si imbarca con una doppia funzione, rappresentano solo lo 0,3%. Lega Pesca \u00e8 impegnata sul fronte professionale per migliorare l&#8217;integrazione e le condizioni di lavoro anche attraverso corsi di formazione specifici per gli stranieri, per i quali \u00e8 pi\u00f9 difficile ottenere una qualifica pi\u00f9 soddisfacente. Sono state anche avviate azioni per stimolare le istituzioni a rivedere la normativa, che Lega Pesca ritiene punitiva verso i lavoratori stranieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. A Genova sta per aprire i battenti Slow Fish, la manifestazione di Slow Food giunta alla quinta edizione, in programma dal 27 al 30 maggio. Con l&#8217;avvio della manifestazione \u00e8 tempo di &#8220;dare i numeri&#8221; sul mondo del pesce e della pesca. La prima riflessione \u00e8 sul caro prezzi che spinge gli italiani a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,35],"tags":[510,1784,8438,607],"class_list":["post-163804","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","category-economia","tag-pesca","tag-pescatori","tag-slow-fish","tag-slow-food","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/163804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=163804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/163804\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=163804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=163804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=163804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}