{"id":163647,"date":"2011-05-24T14:40:07","date_gmt":"2011-05-24T12:40:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=163647"},"modified":"2011-05-24T14:42:24","modified_gmt":"2011-05-24T12:42:24","slug":"dopo-comunita-montane-liberi-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/dopo-comunita-montane-liberi-tutti\/","title":{"rendered":"Dopo Comunit\u00e0 Montane: \u201cliberi tutti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLiberi tutti\u201d. E\u2019 questo il titolo che potremmo dare al dopo Comunit\u00e0 Montane. Ciascuno trovi il modo per proseguire nel senso che vuole e soprattutto con chi vuole. A soli 24 giorni dall\u2019avvenuta cessazione delle Comunit\u00e0 Montane gi\u00e0 si intravvedono le prime cordate verso le pseudo unioni, pi\u00f9 basate sulla parte accessoria che su quella principale. Dietro il tema di una nuova fase di governo del territorio si nascondono tutte le contraddizioni dei tempi attuali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_647\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da una parte si ragiona nel senso dell\u2019autonomia dei piccoli comuni, dall\u2019altra le azioni portano esattamente in senso contrario. Si lodano peculiarit\u00e0 e specificit\u00e0 dei piccoli comuni, del loro insostituibile ruolo nel presidio del territorio, e dall\u2019altra parte si riducono drasticamente i servizi, si annullano enti e non si prevedono rosee prospettive.<\/p>\n<p>Lo sostenevo prima e lo riconfermo ora. Delle scelte di altri, nefaste per il metodo applicato, ne risponderanno ora i sindaci. Qualcuno, come pare gi\u00e0 abbia lasciato intendere in recenti interviste, attribuir\u00e0 ai sindaci dei piccoli comuni il fatto di non goder pi\u00f9 dei servizi minimi, alcuni dei quali svolti dalle ex comunit\u00e0 montane.<\/p>\n<p>I primi pruriti dei grandi comuni costieri, mascherati da una pseudo generosit\u00e0 di concorrere alla soluzione di gestione del territorio sono gi\u00e0 attivi. Ad una Regione che nel suo deliberato ha creato una situazione paradossale debbono oggi rispondere responsabilmente i piccoli comuni montani. Tanti gli allettamenti e le lusinghe sulle unioni di comuni, sbandierate come soluzioni alle economie di scala, al maggior potere contrattuale che concretamente  si attua, finalmente, consentendo i tanto sviolinati risparmi. Poi il nulla. Stop. Diventati da \u201cchi l\u2019ha visto\u201d. A liquidazione avvenuta.<\/p>\n<p>Siamo seri. Diciamo allora le cose come stanno. I piccoli comuni hanno chi 5, chi 6 dipendenti che mandano avanti la loro macchina. Hanno costi del personale e dell\u2019insieme in rapporto con gli abitanti di oltre 20\/30 volte in meno di quelle dei grandi comuni, e i cittadini dei piccoli comuni non vivono vite di serie B, vite di sacrifici. Vivono in condizioni di impegno, certo, magari senza troppi agi, forse facendo pi\u00f9 attenzione all\u2019ambiente e dedicando pi\u00f9 tempo alla casa; ma certamente rispettabili e soprattutto vite libere, si, libere.  Sono sempre di pi\u00f9 quelli che in questi luoghi, in questo contesto maggiormente rispondente per qualit\u00e0 e dimensione trovano interesse e voglia di vivere.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte ci sono i grandi comuni, alcuni con dimensioni territoriali inferiori di circac inque volte dei piccoli comuni montani, che hanno 100\/150 e pi\u00f9 dipendenti. Comuni che dall\u2019avvento dell\u2019informatizzazione, della Legge Calderoli e Brunetta sulla semplificazione e sullo snellimento della burocrazia, hanno invece aumentato le piante organiche. Comuni che il prossimo Piano Urbanistico Comunale lo dovranno, ahim\u00e8, disegnare sui pochi territori verdi rimasti per recuperare oneri per la spesa.<\/p>\n<p>E\u2019 allora veramente assurdo che a nessuno venga in mente che recuperare 20.000 euro dalla messa alla fame di un Bilancio di un piccolo comune montano \u00e8 vergognoso mentre non lo \u00e8 non recuperarne almeno 1.000.000 \u2013 2.000.000 dai grandi comuni costieri, rimasti ormai le uniche \u201cfabbriche\u201d della Riviera.<\/p>\n<p>Certo, la colpa non \u00e8 dei sindaci che purtroppo debbono adattarsi, anche se alcuni di questi hanno magari uno spirito di adattamento innato e poco gliene importa. La responsabilit\u00e0 \u00e8 di chi vede nella mortificazione dei piccoli comuni la soluzione dei problemi. Di chi immagina l\u2019accorpamento dei comuni come naturale e risolutivo anche per il problema del venir meno della disponibilit\u00e0 del territorio per costruire. Di chi vuole l\u2019acqua privata, almeno \u00e8 un problema di meno da gestire. In pratica di chi, convintosi della giustezza di una legge ne applica autodeterminandosi tutta la sequela conseguente, senza domandarsi \u201cma \u00e8 davvero giusto tutto ci\u00f2?\u201d. E questo preoccupa quando viene fatto da chi dovrebbe con moderazione, profondit\u00e0 e rispetto, valutarne la fattibilit\u00e0 e risultati.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 veramente tutto in disordine, da una parte i piani di tutela sempre pi\u00f9 rigidi, dall\u2019altra la totale assenza di misure di contenimento della vera spesa, cos\u00ec che da un lato vi \u00e8 l\u2019invenzione dei controllori del tutto e dall\u2019altra le condizioni affinch\u00e9 tutto sia relativo e interpretabile e quindi consentito.<\/p>\n<p>Ma forse alla fine la colpa \u00e8 soprattutto mia, sindaco di un Comune con 5 dipendenti, 954 abitanti, se non do il servizio del Vincolo Idrogeologico, se purtroppo non posso risparmiare tanto da sanare il bilancio dello Stato, se non cedo l\u2019acqua, se le strade hanno le buche, se non pago i canoni alla Provincia, eccetera, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ivano Rozzi<br>\nsindaco di Giustenice <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLiberi tutti\u201d. 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