{"id":162788,"date":"2011-05-19T18:14:08","date_gmt":"2011-05-19T16:14:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=162788"},"modified":"2011-05-20T11:55:39","modified_gmt":"2011-05-20T09:55:39","slug":"gestore-di-sala-giochi-accusato-di-circonvenzione-dincapace-chiesto-rinvio-a-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/gestore-di-sala-giochi-accusato-di-circonvenzione-dincapace-chiesto-rinvio-a-giudizio\/","title":{"rendered":"Savona, gestore di sala giochi accusato di circonvenzione d\u2019incapace: chiesto rinvio a giudizio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. E\u2019 accusato di aver approfittato delle condizioni di salute di un suo cliente, un\u2019ex imprenditore savonese, per farsi vendere una villetta nell\u2019entroterra a un prezzo stracciato (70 mila euro) per poi riprendersi la maggior parte dei soldi che l\u2019uomo, giocatore compulsivo di videopoker, continuava a spendere nella sua sala giochi. Per questa ragione il pubblico ministero, al termine delle indagini, ha chiesto per Giuseppe Saia, 48 anni, gestore della sala giochi di via Torino a Savona, il rinvio a giudizio. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_499\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019uomo dov\u00e0 rispondere del reato di circonvenzione d\u2019incapace: l\u2019accusa gli contesta infatti di aver abusato dello stato di deficienza psichica dell\u2019ex imprenditore (che era ammalato di Parkinson e di conseguenza era diventato un giocatore d\u2019azzardo \u201cpatologico\u201d) facendogli contrarre diversi debiti di gioco fino ad arrivare a farsi cedere la nuda propriet\u00e0 dell\u2019immobile nell\u2019entroterra. Saia avrebbe ricevuto dalla vittima, per cancellare i debiti di gioco, dodici assegni per un importo totale superiore ai 25mila euro. <\/p>\n<p>Quando la famiglia dell\u2019ex imprenditore, assistita dall\u2019avvocato Roberto Levrero, ha scoperto che l\u2019uomo aveva non solo dilapidato una piccola fortuna in sterili giocate al videopoker, ma che oltretutto era stato protagonista di una compravendita immobiliare quantomeno sospetta, ha cercato di correre ai ripari con la denuncia penale. Il gestore della sala giochi, fin dall\u2019inizio, si \u00e8 difeso da questa accusa spiegando che, al contrario, i familiari sapevano di quella situazione. Sarebbe stato lo stesso Saia a consigliare ai perenti dell\u2019uomo di seguirlo con maggiore attenzione. Sull\u2019episodio della villetta il titolare della sala giochi ha precisato: \u201cIl cliente ha deciso di mettere in vendita l\u2019immobile, e lo aveva proposto anche ad altri. Ho accettato. gli ho dato una caparra di 40 mila euro con un assegno, lui ha scelto un notaio di sua fiducia, davanti al quale ho saldato con gli altri 30 mila in contanti. Di quella casa, oggi sequestrata, non ho mai goduto: \u00e8 affittata e il padre del mio cliente ne ha l\u2019usufrutto. Non \u00e8 stato un grande affare, se credono mi ridanno i soldi e io la restituisco subito\u201d. <\/p>\n<p>La decisione sul rinvio a giudizio del 48enne verr\u00e0 presa, in autunno (la data dell\u2019udienza preliminare infatti deve essere ancora fissata con precisione), dal giudice del tribunale di Savona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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