{"id":162688,"date":"2011-05-19T14:50:09","date_gmt":"2011-05-19T12:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=162688"},"modified":"2011-05-20T09:52:36","modified_gmt":"2011-05-20T07:52:36","slug":"brasiliani-a-caccia-di-cittadinanza-italiana-anche-un-impiegato-comunale-di-savona-tra-gli-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/brasiliani-a-caccia-di-cittadinanza-italiana-anche-un-impiegato-comunale-di-savona-tra-gli-indagati\/","title":{"rendered":"Brasiliani a caccia di cittadinanza italiana: anche un impiegato comunale di Savona tra gli indagati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un dipendente del Comune di Savona, impiegato allo Stato Civile, \u00e8 tra gli indagati dell\u2019inchiesta \u201cBrazilian Connection\u201d condotta con pi\u00f9 di otto mesi di indagini dalla polizia di Stato tra Cairo Montenotte, Millesimo, Spotorno e la citt\u00e0 capoluogo di provincia. Sono in tutto 68 le persone finite nelle maglie degli accertamenti, per un giro di false attestazioni di discendenza che avrebbero assicurato a diversi brasiliani la cittadinanza italiana per \u201cjure sanguinis\u201d. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_182\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_182\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le verifiche da parte della polizia sono cominciate nel 2010, concentrandosi su un\u2019agenzia di Cairo che si occupava di disbrigo pratiche per conto di cittadini brasiliani. Immediatamente sono emerse anomalie. Gli stranieri sudamericani si rivolgevano all\u2019organizzazione per ottenere i documenti che attestano l\u2019origine geografica di nonni o avi italiani per ottenere poi il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. <\/p>\n<p>Gli agenti hanno passato al setaccio oltre 360 pratiche, scoprendo che dietro si celava un sistema collaudato di falsificazione e che gli interessati non avevano alcuna intenzione neppure di trasferirsi in italia, ma piuttosto di utilizzare la cittadinanza tricolore per aumentare la mobilit\u00e0 in area Schengen o aprirsi corsie agevolate di accesso in altri Paesi internazionali prima precluse. <\/p>\n<p>L\u2019agenzia cairese era composta da 3 persone, mentre altre 5 agivano privatamente sulla piazza savonese. Nel mirino dell\u2019inchiesta \u00e8 finito anche un dipendente del Comune di Savona, C.L., 61 anni, che \u00e8 stato denunciato per favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina, falso ideologico, omessa denuncia, soppressione e distruzione di atti pubblici. Il fatto \u00e8 che non \u00e8 ancora chiaro perch\u00e9 avrebbe agito fraudolentemente, visto che per il suo \u201cintervento\u201d non avrebbe ricevuto alcuna mazzetta. <\/p>\n<p>Discorso diverso invece per un funzionario del Ministero degli Affari Esteri, S.G., di 47 anni, in servizio all\u2019ambasciata italiana di Brasilia: questi avrebbe ricevuto denaro in cambio dei favori burocratici espletati. Per lui (sospeso dall\u2019incarico da tempo) le accuse sono di favoreggiamento immigrazione clandestina, falso ideologico e materiale e peculato. <\/p>\n<p>Sono 47 i cittadini brasiliani ai quali \u00e8 stata revocata la cittadinanza italiana, mentre per altri 9 in attesa di riconoscimento le rispettive pratiche sono state congelate. Operativamente le false attestazioni consistevano nella falsa legalizzazione di documenti veri: venivano applicate marche sui documenti per renderli effettivi, cos\u00ec da azzerare i tempi di attesa biblici tipici di queste pratiche. Oppure venivano effettuate modifiche sui cognomi dei richiedenti, per italianizzarli, o semplicemente venivano aggiunto un cognome italiano a quello originale. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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