{"id":158452,"date":"2011-05-04T13:00:39","date_gmt":"2011-05-04T11:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=158452"},"modified":"2011-05-04T10:31:50","modified_gmt":"2011-05-04T08:31:50","slug":"molto-dolore-e-poca-memoria-giuseppina-ghersi-e-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/05\/molto-dolore-e-poca-memoria-giuseppina-ghersi-e-gli-altri\/","title":{"rendered":"Molto dolore e poca memoria: Giuseppina Ghersi e le altre vittime"},"content":{"rendered":"<p>\u201cGiusto commemorare la tredicenne Giuseppina Ghersi e soprattutto esecrare i suoi tre stupratori e assassini, ma \u00e8 altrettanto giusto, in questi giorni ricordare con Cristiana Pietas, senza odio e soprattutto senza voler rinfocolare desideri di vendetta postuma, molte altre vittime innocenti, depredate dei loro pochi beni personali e poi brutalmente assassinate. I corpi di molti di loro non verranno mai ritrovati e i loro parenti non hanno mai avuto la consolazione di avere una tomba su cui pregare o posare un fiore\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_533\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_533\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cL\u2019elenco di queste vittime nel Savonese \u00e8 molto lungo e nutrito, ho voluto estrapolare solo i casi pi\u00f9 eclatanti e commoventi su cui ho fatto ricerche e indagini certe e fondate a livello giudiziario e  giornalistico, parlando anche con i loro congiunti ancora in vita: Rosa Amodio, 20 anni, assassinata ad agosto del \u201947, mentre pedalava in bicicletta alle fornaci, il suo fidanzato che chiedeva di sapere i nomi degli assassini fu oggetto di un attentato dinamitardo;  Regina Vendrame ammazzata ad Albenga il 25 aprile 1945, poco pi\u00f9 che ventenne, uccisa dopo essere stata messa alla gogna, per aver fatto la cuoca ai militari tedeschi; Giovannina Innocenti e Assunta Pierina Ivaldi assassinate a Pian Castagna, Ponzone, due bellissime ragazze, furono anche stuprate dal branco e seppellite nel bosco, ritrovate dai loro parenti dopo giorni di permanenza nella foresta\u201d<\/p>\n<p>\u201cE ancora: Flaminio Turchi di anni 56 sua moglie, Caterina Carlevari, e le tre giovani figlie, Giuseppina, Pierina e Maria, rispettivamente di 25, 23 e 20 anni uccisi di notte nella loro casa di Lavagnola nel maggio del \u201945 per motivi abbietti legati al patrimonio mobile della famiglia che dopo il massacro spari; Dora Cosmin, maestra elementare, ammazzata dopo la solita gogna in piazza a Quiliano, a luglio del 45, purtroppo per lei essere sorella di un gerarca fascista era una condanna a morte, il corpo non fu mai rinvenuto; la famiglia Biamonti di Savona e la loro domestica Elena Nervo, arrestati senza motivi, sterminati e fatti sparire, i loro corpi occultati in una fossa con una lapide falsa, ritrovati dopo tre anni, anche questa strage \u00e8 riconducibile a motivi poco patriottici ma molto economici infatti erano persone benestanti anche in questo caso i loro beni passarono di mano\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDomenico Masoero, classe 1902, 4 figli, un camallo del porto di Savona, faceva parte della milizia antiaerea, ucciso a fine maggio del \u201945, dopo un breve periodo di prigionia in un campo a Legino spar\u00ec dalla circolazione e tutti negarono di averlo mai avuto in custodia, il corpo non fu mai ritrovato; Anna Desiglioli bellissim ragazza di anni 18, impiegata, ammazzata a tarda sera, con un colpo alla nuca nel quartiere di Villapiana, senza ragioni apparenti; Natale Alampi, agente penitenziario presso il carcere di Sant\u2019Agostino, prelevato, pestato e poi ammazzato, il suo corpo fu abbandonato come tanti altri, a fine aprile \u201945, presso il cimitero di Zinola nel piazzale antistante la necropoli oramai usato per questo triste scopo; il Maresciallo dei Carabinieri Andrea Barbagallo, messo alla gogna, linciato e trucidato con una raffica di mitra nella pubblica piazza di Albisola davanti alla folla Il 26 aprile 1945\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDiciassette militari degli alpini appartenenti alla  Divisione Monterosa, consegnatisi ai partigiani e poi massacrati al Colle del Melogno, in spregio alle convezioni che regolano il trattamento da riservare ai militari in uniforme anche essi furono spogliati di beni , armi ed uniformi; trentanove prigionieri \u2018giustiziati\u2019 sommariamente sul Cadibona senza alcun tipo di processo a maggio del 1945, fatto noto come \u2018la corriera della morte\u2019; duecento, ma la cifra non \u00e8 certa, giovani militari della San Marco, arresisi ai partigiani nella zona di Vara Inferiore e spariti nel nulla, in zona vennero trovate in alcune fosse comuni circa sessanta scheletri;<br>\ne, dulcis in fundo, il Commissario Amilcare Salemi, inviato nel Savonese per indagare su questi fatti che viene assassinato, nel novembre del \u201946, mentre cena in un albergo a Savona e cos\u00ec si elimina un ottimo investigatore che poteva arrivare alla verit\u00e0 su tanti omicidi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEcco, senza odio, senza inutili rancori o strumentalizzazioni, vorrei che tutte queste vittime, comprese quelle che non ho citato venissero ricordate in un abbraccio corale e Cristiano\u201d.<\/p>\n<p>Roberto Nicolick<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGiusto commemorare la tredicenne Giuseppina Ghersi e soprattutto esecrare i suoi tre stupratori e assassini, ma \u00e8 altrettanto giusto, in questi giorni ricordare con Cristiana Pietas, senza odio e soprattutto senza voler rinfocolare desideri di vendetta postuma, molte altre vittime innocenti, depredate dei loro pochi beni personali e poi brutalmente assassinate. 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