{"id":157333,"date":"2011-04-29T14:11:45","date_gmt":"2011-04-29T12:11:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=157333"},"modified":"2011-04-29T19:18:30","modified_gmt":"2011-04-29T17:18:30","slug":"maria-giuseppa-rossello-la-santa-dimenticata-vescovo-lupi-in-lei-spiritualita-e-concretezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/maria-giuseppa-rossello-la-santa-dimenticata-vescovo-lupi-in-lei-spiritualita-e-concretezza\/","title":{"rendered":"Maria Giuseppa Rossello, la Santa dimenticata. Vescovo Lupi: \u201cIn lei spiritualit\u00e0 e concretezza\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Se oggi la definissimo una donna \u201cdel fare\u201d, utilizzando un\u2019espressione inflazionata della politica dove, si sa, molto si dice e poco si realizza, potrebbe sembrare un azzardo ingrato per una creatura attraverso la quale si \u00e8 concretizzata l\u2019opera del Signore. Eppure l\u2019agire \u2013 in qualunque condizione, contro ogni avversit\u00e0 e, a volte, anche contro ogni ragionevolezza \u2013 \u00e8 stato sempre il carattere distintivo di Benedetta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_875\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_875\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A Savona ci sono molti luoghi che ricordano questa Santa dimenticata. La strada che porta il suo nome si trova proprio a due passi dal caos della centralissima via Paleocapa, ma pare che non siano in molti a chiedersi chi fosse questa donna straordinaria. Eppure Santa Maria Giuseppa Rossello \u2013 nata il 27 maggio 1811 ad Albissola Marina con il nome di Benedetta e morta 69 anni dopo a Savona \u2013 \u00e8 conosciuta in tutto il mondo, nei venti Paesi dove prestano servizio le Figlie di Nostra Signora della Misericordia, congregazione da lei fondata e che vide la luce nel 1837.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 tipico dei Santi: essere famosi in tutto il pianeta ma non nel luogo in cui sono nati \u2013 dice monsignor Vittorio Lupi, vescovo di Savona \u2013 Stessa sorte, ad esempio, \u00e8 toccata a Santa Caterina da Siena: nata nella citt\u00e0 toscana, vissuta a Roma e venerata a Varazze ancor pi\u00f9 che nel luogo che le diede i natali. Aveva proprio ragione Ges\u00f9 quando diceva \u2018Nessuno \u00e8 profeta in patria\u2019\u2026nemmeno i Santi. Spero che con le celebrazioni del Bicentenario della nascita cambi qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>Quando si pensa ad una Santa la si immagina come una sorta di figura eterea, lontana, quasi non fosse mai vissuta in questo mondo, quasi non fosse stata di carne e sangue come tutti noi, non avesse mai provato sentimenti umani, men che meno quelli un po\u2019 meno nobili come la rabbia o l\u2019insoddisfazione. Eppure l\u2019eccezionalit\u00e0 di questi \u201cilluminati\u201d sta proprio nell\u2019aver iniziato dallo stesso punto di partenza degli altri ma di essere arrivati \u2013 con le loro braccia, le loro gambe, il loro cervello, i loro occhi, del tutto uguali a quelli di tutti noi \u201ccomuni mortali\u201d \u2013 ben pi\u00f9 in l\u00e0. Benedetta non era un angelo venuto da chiss\u00e0 dove. Era una donna in carne ed ossa, dotata di una profonda spiritualit\u00e0, certo, ma anche di una grande concretezza. E di tanto coraggio.<\/p>\n<p>Avrebbe potuto avere una vita \u201ccomoda\u201d, ad esempio. Nata da una famiglia modesta, a 19 anni presta servizio presso i coniugi Monleone assistendo il marito infermo e divenendo, per i due, quasi come una figlia, al punto che, alla morte dell\u2019uomo, la padrona di casa le propone l\u2019adozione. Tutti gli averi sarebbero finiti nelle sue mani, eppure la ragazza non sembra interessata. Fin da adolescente, infatti, Benedetta cerca di entrare in una congregazione religiosa ma la mancanza di una dote glielo impedisce: un fuoco che rimane vivo nonostante le mille difficolt\u00e0 e la generosa offerta dei Monleone. \u201cEcco lo zampino della Provvidenza: questa fanciulla, cos\u00ec povera, non pot\u00e9 farsi suora e questo perch\u00e9 era destinata a fondare lei stessa una congregazione \u2013 spiega monsignor Lupi \u2013 Succede sempre cos\u00ec con i Santi: devono affrontare situazioni difficili, a volte quasi al limite, eppure vanno sempre avanti, contro ogni probabilit\u00e0. Fino a quando, da Lass\u00f9, qualcuno fa il resto\u201d.<\/p>\n<p>La \u201cchiamata\u201d per Benedetta arriva con l\u2019appello del vescovo Agostino De Mari che, dopo essersi imbattuto in alcune ragazze di strada, decide che \u00e8 giunto il momento di fare qualcosa in pi\u00f9 per l\u2019educazione di queste creature. E\u2019 il 1837. Ed \u00e8 l\u2019anno in cui la congregazione delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia muove i primi passi. La futura Santa \u2013 che, in onore della Madonna e di San Giuseppe, si chiamer\u00e0 Maria Giuseppa \u2013 sar\u00e0 la fondatrice di questa grande famiglia religiosa. Il 22 ottobre del 1837 assumer\u00e0 nomi e abito nuovi, otto giorni dopo aprir\u00e0 le prime scuole gratuite per le bimbe povere, mentre due anni dopo (2 agosto 1839) professer\u00e0 formalmente i voti religiosi.<\/p>\n<p>Di qui la famiglia di santa Rossello si allargher\u00e0 sempre pi\u00f9, spalancando le braccia verso gli infermi e i bisognosi, verso gli emarginati e i malati. \u201cDesidero avere le braccia tanto lunghe da abbracciare tutto il mondo e fare a tutti del bene\u201d, diceva sempre Maria Giuseppa. La sua era una vocazione pratica, concreta, \u201cdel fare\u201d insomma. Preghiera e azione andavano di pari passo.<\/p>\n<p>\u201cEra una donna forte, intraprendente, attiva. Non a caso \u2013 ricorda il vescovo di Savona \u2013 il suo motto era \u2018Cuore a Dio, mani al lavoro\u2019. C\u2019\u00e8 un episodio che mi ha molto colpito: quando, al momento di espandersi, adocchi\u00f2 una villa alla periferia di Savona adatta ad ospitare le sorelle che, nel frattempo, si erano moltiplicate e i bisognosi. Con determinazione Maria Giuseppa Rossello and\u00f2 dal vescovo rivelandogli il suo nuovo progetto e l\u2019intenzione di acquistare quell\u2019imponente edificio. Un\u2019idea da pazzi, un azzardo difficile solo da immaginare per chi, come lei, non possedeva nulla. Nonostante il no del vescovo, la Santa and\u00f2 in questa villa e vi trov\u00f2 un\u2019effigie della Madonna della Misericordia. \u2018E\u2019 fatta\u2019, disse tra s\u00e9 e s\u00e9. E, infatti, a poco a poco i soldi arrivarono. Ecco tornare il tema della Provvidenza. I Santi sono cos\u00ec, si buttano in imprese impossibili: sentono di avere alleati invincibili\u201d.<\/p>\n<p>Con questi \u201calleati\u201d Santa Rossello aiut\u00f2 poveri, emarginati, ragazze di strada e, dopo il suo incontro con il sacerdote genovese Niccol\u00f2 Olivieri, anche schiavi africani (a partire dal 1855 l\u2019Istituto accolse anche alcune morette sottratte ai negrieri), fino a quando le Figlie della Misericordia partirono anche per Paesi stranieri a portare l\u2019insegnamento della loro \u201ccapostipite\u201d: diffondere nel mondo la misericordia di Dio ed essere, come Maria, strumento di salvezza.<\/p>\n<p>Questa straordinaria donna albissolese lo fu a tal punto da essere proclamata Santa nel giugno del 1949. \u201cPio XII, nel discorso della canonizzazione, sottoline\u00f2 come in Maria Giuseppa convivessero Marta e Maria, le sorelle del Vangelo, la prima affaccendata nei lavori domestici e la seconda attenta ad ascoltare la parola di Ges\u00f9 \u2013 ricorda monsignor Lupi \u2013 Fu insomma una donna di grande spiritualit\u00e0 e, al contempo, di grande concretezza. Oggi vi \u00e8 un luogo su tutti in cui \u00e8 possibile ritrovare il suo spirito: l\u2019Hospice \u2018Centro Misericordia\u2019 di via Naselli Feo a Savona. Qui, i malati terminali possono addormentarsi circondati da un\u2019atmosfera colma di gioia e di pace: quella che Maria Giuseppe sapeva infondere in chiunque le si avvicinasse per chiedere aiuto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Se oggi la definissimo una donna \u201cdel fare\u201d, utilizzando un\u2019espressione inflazionata della politica dove, si sa, molto si dice e poco si realizza, potrebbe sembrare un azzardo ingrato per una creatura attraverso la quale si \u00e8 concretizzata l\u2019opera del Signore. 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