{"id":156482,"date":"2011-04-26T18:07:37","date_gmt":"2011-04-26T16:07:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=156482"},"modified":"2011-04-26T18:07:37","modified_gmt":"2011-04-26T16:07:37","slug":"movimento-risorgista-vicenda-giudiziaria-chiusa-estinti-per-prescrizione-tutti-i-reati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/movimento-risorgista-vicenda-giudiziaria-chiusa-estinti-per-prescrizione-tutti-i-reati\/","title":{"rendered":"&#8220;Movimento Risorgista&#8221;, vicenda giudiziaria chiusa: estinti per prescrizione tutti i reati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Dopo molti anni si \u00e8 chiusa la vicenda giudiziaria che era nata dietro al \u201cMovimento risorgista\u201d, il sodalizio che si rifaceva al partito fascista e che era sorto alcuni anni fa nel Savonese, con centro a Loano. Il gip Emilio Fois ha infatti dichiarato estinto il reato visto l\u2019intervento della prescrizione dello stesso. La storia, in realt\u00e0, poteva essere chiusa gi\u00e0 nel 2006 perch\u00e9 il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Giovanni Battista Ferro avevano chiesto l\u2019archiviazione. Richiesta che per\u00f2 era stata respinta dal giudice Donatella Aschero che aveva formulato un\u2019imputazione \u201ccoatta\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per cinque persone, R.S., D.S., R.B., P.B., F.R., di et\u00e0 compresa tra i 27 ed i 36 anni, era cos\u00ec stata fissata una nuova udienza preliminare nella quale dovevano rispondere delle accuse di violazione della legge numero 654 del 13 ottobre 1975 in materia di discriminazione razziale (prima le ipotesi di reato per loro erano quelle di associazione terroristico sovversiva, ricostruzione del partito fascista e apologia del fascismo, tutte archiviate). Nella nuova accusa si faceva riferimento in particolare all\u2019articolo 3, che punisce chi diffonde idee fondate sulla superiorit\u00e0 o sull\u2019odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Nel caso dei \u201cRisorgisti\u201d con l\u2019aggravante di aver promosso o diretto un\u2019organizzazione avente tra i propri scopi l\u2019incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali. Ipotesi che per\u00f2 sono crollate nel corso dell\u2019udienza davanti al gip Emilio Fois per prescrizione.<\/p>\n<p>Inizialmente, per questa storia, che risale agli anni 1999 e 2000, erano state indagate 18 persone tra cui studenti, figli di imprenditori e liberi professionisti. Undici posizioni erano state stralciate ed erano rimasti nel mirino della Procura solo i componenti pi\u00f9 in vista dell\u2019organizzazione, tra i quali R.S., considerato il fondatore del Movimento, che aveva la sede principale a Loano e una secondaria a La Spezia. Gli investigatori avevano accertato che alcuni degli esponenti risorgisti avevano ideato e prodotto materiale propagandistico, un apparato iconografico con la creazione di immagini, fregi, simboli e stemmi, ma anche divise e bandiere. C\u2019era perfino un giornale e una minuziosa organizzazione verticistica.<\/p>\n<p>Nelle case di alcuni di loro erano state trovate anche delle armi, ma gli imputati avevano sempre spiegato che avevano quegli \u201cattrezzi\u201d perch\u00e9 praticavano arti marziali. Solo armi destinate ad uso sportivo dunque. I \u201cRisorgisti\u201d si sono sempre difesi poi, cos\u00ec come conferma anche il legale di uno di loro, l\u2019avvocato Mario Sormini, sottolineando che non si erano costituiti con lo scopo di sostenere l\u2019inferiorit\u00e0 di nessuna razza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Dopo molti anni si \u00e8 chiusa la vicenda giudiziaria che era nata dietro al \u201cMovimento risorgista\u201d, il sodalizio che si rifaceva al partito fascista e che era sorto alcuni anni fa nel Savonese, con centro a Loano. Il gip Emilio Fois ha infatti dichiarato estinto il reato visto l\u2019intervento della prescrizione dello stesso. 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