{"id":154786,"date":"2011-04-19T11:34:01","date_gmt":"2011-04-19T09:34:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=154786"},"modified":"2011-04-19T17:12:50","modified_gmt":"2011-04-19T15:12:50","slug":"edilizia-savona-600-disoccupati-e-100-imprese-fallite-in-2-anni-la-politica-che-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/edilizia-savona-600-disoccupati-e-100-imprese-fallite-in-2-anni-la-politica-che-fa\/","title":{"rendered":"Edilizia Savona, 600 disoccupati e 100 imprese fallite in 2 anni: \u201cLa politica che fa?\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> E\u2019 notte fonda per l\u2019edilizia savonese. La provincia di Savona, nel 2010, \u00e8 quella in cui si \u00e8 costruito di meno in tutta Italia. La diminuzione dei volumi di edilizia residenziale \u00e8 stata del -67% rispetto al 2009, che gi\u00e0 aveva registrato un -30% rispetto al 2008.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_761\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_761\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La media nazionale segna una diminuzione del 12% nel 2010, -31% nel biennio. Non stanno meglio le imprese che si occupano di opere pubbliche. Il crollo dei lavori posti in gara nell\u2019ultimo anno segna un -42%, con soli 40 milioni di euro appaltati, contro i 157 di appena sette anni fa. Questi due dati da soli spiegano come in soli due anni 600 operai edili abbiano perso il lavoro e 100 imprese abbiano chiuso.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la loro crisi ha coinvolto molte altre imprese e lavoratori direttamente impegnati nell\u2019indotto, quali i fornitori di beni e servizi per l\u2019edilizia, per cui i numeri vanno almeno triplicati. \u201cE\u2019 il risultato del taglio dei finanziamenti pubblici e della diminuita propensione alla spesa da parte delle famiglie, ma anche e soprattutto di una politica locale che vuole ignorare la tragedia. I nostri operai che stanno a casa non fanno notizia come quelli di una fabbrica che chiude \u2013 dice Elio Guglielmelli, presidente Imprenditori Edili dell\u2019Unione Industriali di Savona \u2013  Le piccole imprese se ne vanno alla spicciolata e nessuno se ne accorge.Le imprese che lavorano per la Pubblica Amministrazione, a causa del Patto di Stabilit\u00e0, vengono pagate con ritardi che vanno dai nove mesi ai due anni e, in queste condizioni, molte non reggono alla mancanza di liquidit\u00e0. La pratica di far fallire le imprese per non far fallire la Pubblica Amministrazione \u00e8 inaccettabile e indegna di uno Stato democratico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa la cosa che pi\u00f9 ci colpisce \u00e8 il clima di ostilit\u00e0 che da qualche tempo circonda tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u2018cantiere\u2019 \u2013 prosegue Guglielmelli \u2013  E\u2019 una fascia di opinione che si sta allargando in misura preoccupante, fatta di oscurantismo, egoismo e pregiudizio. Viene accolto con ostilit\u00e0 qualsiasi intervento che non riguardi la costruzione o la ristrutturazione di casa propria. Viene definito \u2018colata di cemento\u2019 ogni progetto che non ci porta un beneficio diretto e personale, e come tale osteggiato con tenace egoismo. Viene apostrofata \u2018speculazione edilizia\u2019 qualunque iniziativa legittima e consentita dal diritto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVorremmo solo essere trattati come i fabbricanti di automobili, che non vengono accusati di speculazione meccanica. Visti i dati, ai protagonisti del dibattito elettorale di questi giorni voglio chiedere in quale presente vivono, se quello del dramma economico e occupazionale che sta andando in scena, oppure in un mondo immaginario stile anni \u201960. Se si sono accorti che l\u2019edilizia, oggi, non \u00e8 pi\u00f9 quella che in passato si \u00e8 espressa secondo le norme troppo permissive di un tempo, con il permesso dei sindaci di un tempo, nell\u2019indifferenza della gente di un tempo. Oggi, per mezzo dell\u2019edilizia, si deve fare riqualificazione, dotazione di servizi e risanamento edilizio, urbanistico e ambientale. \u2018Occupazione\u2019 e \u2018lavoro\u2019 sono i vocaboli ricorrenti in bocca ai nostri rappresentanti politici locali. In campagna elettorale diventano poi termini ossessivi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono gli stessi soggetti che, come \u00e8 accaduto in Regione in occasione dell\u2019approvazione del Piano Casa, alzano il sopracciglio e le barricate di fronte a una legge che ha per titolo \u2018Misure urgenti per il rilancio dell\u2019attivit\u00e0 edilizia e la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio\u2019.  Che si sono preoccupati di disinnescarne gli obiettivi, definendo \u2018madre di una colata di cemento\u2019 un provvedimento che ha prodotto effetti risibili sulla riqualificazione, sull\u2019occupazione e sull\u2019economia. Che, a corto di argomenti, sanno solo dire \u2018no cemento\u2019, e scrosciano applausi\u201d, dice ancora Guglielmelli.<\/p>\n<p>\u201cIn Liguria, ogni 30 famiglie, c\u2019\u00e8 un\u2019impresa edile. Ma \u00e8 del tutto evidente che il lavoro in edilizia, per una certa corrente di opinione che sogna solo un mondo di guide turistiche e guardie forestali, \u00e8 fattore di disturbo alla quiete pubblica e all\u2019ambiente,  e non merita sostegno. Occorre invece: finanziare le opere medio-piccole di pubblica utilit\u00e0, pagare i lavori eseguiti in tempi ragionevoli, utilizzare maggiormente il partenariato pubblico-privato, varare un serio Piano di Edilizia Sociale, e non leggi-truffa come quella della Liguria, incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico senza consumo di nuovo suolo, tutelare le imprese locali, che qui pagano le tasse, creano economia e danno occupazione\u201d, conclude il presidente Imprenditori Edili dell\u2019Unione Industriali di Savona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. E\u2019 notte fonda per l\u2019edilizia savonese. La provincia di Savona, nel 2010, \u00e8 quella in cui si \u00e8 costruito di meno in tutta Italia. La diminuzione dei volumi di edilizia residenziale \u00e8 stata del -67% rispetto al 2009, che gi\u00e0 aveva registrato un -30% rispetto al 2008. 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